MsrnbltpAutore: Egano Lambertini, Enrico Volpe, Antonio Guizzaro.
Titolo: Miseria e Nobiltà nella storia della Cucina Napoletana.
Descrizione: Volume in 8° (cm. 21,3 x 15); pp. 255; alcune illustrazioni in b/n fuori testo; in astuccio rigido.
Luogo, Editore, data: Napoli, Tempolungo, 1999
Prezzo: Euro
Disponibilità: No

 


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La grande tradizione gastronomica napoletana nasce per le continue e reciproche interferenze fra i fasti della cucina aristocratica delle corti delle numerose dinastie che hanno regnato in Città e di quella più semplice e genuina delle classi povere e popolari.
Con l'intento di fornire ai lettori una rivisitazione dell'arte culinaria partenopea in un'ottica storico-socio-culturale, l'opera è stata divisa in due parti.
La prima parte, "LA STORIA", inizia con "La Cucina di Trimalcione" (periodo greco-romano) venticinque secoli fa e poi attraverso "La Cucina di Fiammetta" (il Medioevo), "La Cucina del Cerriglio" (dominazione Spagnola), "La Cucina della Cuccagna" (primi re Borbone), "La Cucina d'o Rre Nuosto" (ultimi Borbone) arriva con "La Cucina di Piedigrotta" ai giorni nostri.

Per ognuna di queste epoche si accenna brevemente alla storia della Città e poi ai suoi cibi, le taverne ed i ristoranti, i grandi cuochi e la letteratura gastronomica.
La seconda parte "LA CUCINA", descrive i piatti caratteristici ancora oggi in uso: Le pastasciutte (dai vermicelli "aglio e olio" alla frittata di "scamarro"), Le Minestre (dalla "minestra "maritata" alla zuppa di "soffritto"), Le Carni (dal "ragù" alla "genovese"), Il Pesce (dall"acqua pazza" all'"Impepata di cozze"), Pizze e Fritture (dal "casatiello alla mozzarella in "carrozza"), Ortaggi e Verdure (dai "friarielli" alla "cianfotta"), e I Dolci e i Menù Festivi (dai "sartù" di riso agli "struffoli").

 


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