Autore: Francesco D'AscoliTitolo: Dizionario Etimologico Napoletano.
Presentazione di Alessandro Cutolo
Con appendice di aggiunte e correzioni
Descrizione: Volume rilegato, con titolo al dorso e fregio sul piatto anteriore in oro e risguardi illustrati; con sovraccoperta, in 8° (cm 24 x 16); pagine 813; le illustrazioni dei risguardi e delle pagine di inizio delle sezioni alfabetiche sono di Michele Arpaia; sovracoperta con diversi strappi; alcune tenui fioriture ai tagli; piccolo danno alla cerniera
Luogo, Editore, data: Napoli, Ed. del Delfino, 1990
ISBN: 9788887350432
Stato: Usato
Condizioni: Ottime
Note: di difficile reperibilità
Prezzo: Euro 40,00
Disponibilità: 1 esemplare
Dalla prefazione dell'Autore
..."In glottologia, pretendere di dire una parola definitiva su ogni voce è indizio di vanità e presunzione. In ogni lingua ci s'imbatte sempre in quel certo gruppo di vocaboli che ostinatamente resistono ai tentativi che si compíono per interpretarti. In questi casi si suole generalmente azzardare una ipotesi e, se il caso è disperato, si ricorre alla nota formula etimo oscuro o etimo incerto e si chiude il discorso, in attesa che le ricerche nel settore possano quando che sia far luce nel buio.
Il terreno di ricerca, per quanto riguarda il dialetto napoletano, è abbastanza ampio. Non si può proprio parlare di compattezza e di omogeneità quando si guardi alla storia del Mezzogiorno in cui s'inquadra appunto quella del Napoletano. In certi angoli della regione si rinvengono addirittura relitti mediterranei o preindoeuropei, che rimangono abbarbicati alle successive stratificazioni indeuropee, ai grecismi classici o bizantini, al latino, agli arabismi, ai germanismi, agli ispanismi, ai francesismi. In un mare così vasto non è facile muoversi con agio e con sicurezza.................."
..."In glottologia, pretendere di dire una parola definitiva su ogni voce è indizio di vanità e presunzione. In ogni lingua ci s'imbatte sempre in quel certo gruppo di vocaboli che ostinatamente resistono ai tentativi che si compíono per interpretarti. In questi casi si suole generalmente azzardare una ipotesi e, se il caso è disperato, si ricorre alla nota formula etimo oscuro o etimo incerto e si chiude il discorso, in attesa che le ricerche nel settore possano quando che sia far luce nel buio.
Il terreno di ricerca, per quanto riguarda il dialetto napoletano, è abbastanza ampio. Non si può proprio parlare di compattezza e di omogeneità quando si guardi alla storia del Mezzogiorno in cui s'inquadra appunto quella del Napoletano. In certi angoli della regione si rinvengono addirittura relitti mediterranei o preindoeuropei, che rimangono abbarbicati alle successive stratificazioni indeuropee, ai grecismi classici o bizantini, al latino, agli arabismi, ai germanismi, agli ispanismi, ai francesismi. In un mare così vasto non è facile muoversi con agio e con sicurezza.................."

