i_campi_flegrei_itinerario_archeologicoCuratori: Paolo Amalfitano, Giuseppe Comodeca, Maura Medri
Titolo: I Campi Flegrei
Sottotitolo: Un itinerario archeologico
Descrizione: Volume rilegato in cartonato con sovraccoperta illustrata legg. danneggiata, in formato 4° (cm 29 x 21);  pagine XVI + 340; 270 foto a colori, alcune illustrazioni in b/n, 60 grafici
Luogo, Editore, data: Venezia, Marsilio, 1990
ISBN: 8831753541
Disponibilità: No

 


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La Premessa
Il Progetto Eubea nei Campi Flegrei
Quando nel maggio 1987 il progetto Eubea ha mosso i suoi primi passi le incognite erano tante, ma più forte e viva era l'impressione che ci si trovasse di fronte a una occasione rara, probabilmente irripetibile. Si trattava di affrontare con un ampio spiegamento di forze, in tempi molto concentrati, uno dei territori più ricchi di storia del nostro paese, i Campi Flegrei, per studiarne e catalogarne con tecnologie informatiche le principali evidenze archeologiche.



Le risorse messe a disposizione dallo Stato - con la legge sui «giacimenti culturali» - andavano impiegate in un triennio e prevedevano l'impegno di oltre duecento giovani in grandissima parte laureati e con esperienze di ricerca o specializzazione post-universitaria.

Il progetto, proposto dalla Fondazione Napoli Novantanove, era affidato al Consorzio Pinacos (Bull Italia e Sipe Optimation) cui toccava l'organizzazione e la realizzazione, e poteva contare sulla direzione scientifica di qualificati storici e archeologi: Paul Arthur (topografia e scavi di Napoli, cartografia numerica di Cuma e ambiente), Giuseppe Camodeca (topografia urbana di Pozzuoli e Miseno, reperti e scavi dei Campi Flegrei), Andrea Carandini (rilievo dei monumenti e topografia rurale dei Campi Flegrei) e Georges Vallet (topografia della città di Curna). Con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta e la guida dell'ree» (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) per la definizione dei sistemi di schedatura, il Progetto Eubea, diviso in gruppi di lavoro sul territorio (Napoli e Campi Flegrei), ha potuto studiare, rilevare e schedare una considerevole parte dei più importanti resti archeologici di queste aree.

Nei tre anni la catalogazione ha interessato, oltre al lavoro fatto su Napoli, molteplici aspetti del territorio flegreo, da Fuorigrotta fino a Cuma e oltre, aggiungendo nuove conoscenze a quelle accumulate negli anni dagli studiosi.

Da contesti ambientali particolarmente complessi (con l'analisi di alcune aree campione quali la Conca di Agnano, i Fondi di Baia, il territorio cumano dalla Foce Nuova del Fusaro alla Foce di Licola) e dalla ricognizione rurale di ca. 100 Kmq di territorio (con 550 emergenze localizzate, descritte e fotografate), si

passa alla topografia urbana di Pozzuoli e Miseno, con la realizzazione di una carta archeologica, e allo studio e alla schedatura di alcune tra le principali evidenze monumentali dei Campi Flegrei.

Parte del complesso archeologico di Baia, il Macellum di Pozzuoli, la Necropoli di via Celle, il complesso funerario del Mausoleo a cuspide piramidale di Quarto, le Terme del Foro di Cuma, sono stati analizzati e schedati in dettaglio con i loro rivestimenti parietali, le decorazioni architettoniche, e l'elaborazione di una tipologia delle tecniche edilizie. Quasi tutti gli altri monumenti presenti sul territorio sono stati catalogati con schede d'insieme.

A Baia, la documentazione del complesso archeologico è integrata da una rappresentazione fotogrammetrica (in scala 1: 100) del fronte prospettivo a mare, propedeutica al monitoraggio del degrado e a interventi di tutela e restauro.

Di alcuni scavi, come la Necropoli degli schiavi imperiali in località Scalandrone (Lucrino) o i reperti dello scarico in una taberna a Literno, eseguiti negli ultimi anni nel territorio flegreo, è stata per la prima volta analizzata la documentazione e schedato tutto il materiale rinvenuto, ceramico, numismatico e antropologico.

Così come sono stati catalogati reperti (quali epigrafi, sculture, pitture, intonaci dipinti, ecc.) conservati nei depositi flegrei e nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli e studiate le migliaia di lucerne romane rinvenute durante uno scavo subacqueo nel Portus lulius (Lucrino).

Un altro settore di ricerca e catalogazione del progetto è stato quello iconografico. Le circa mille immagini informatizzate del territorio flegreo - incisioni, stampe, disegni, gouacbes -, dalla cartografia del XVI secolo al vedutismo romantico, costituiscono un utile contributo allo studio e alla ricostruzione dei siti, dei monumenti e dei complessi archeologici dell'area. La ricerca del materiale iconografico ha indagato i fondi dei più importanti musei e biblioteche di Napoli, Roma, Firenze, Milano e Venezia.

Alcune monografie (Il suburbio occidentale di Puteoli, Le piccole Terme di Baia, Le Terme del Foro di Cuma) completano inoltre lo studio del territorio e dei monumenti, illustrando interessanti novità emerse nel corso del lavoro di ricerca e catalogazione. Una serie, infine, di plastici - uno del territorio nel II sec. d.C. (scala 1: 10.000) e gli altri di monumenti tra i piu importanti o significativi - consentono una immediata e suggestiva lettura dei luoghi e dei contesti e in molti casi rappresentano delle ipotesi ricostruttive elaborate dal progetto stesso.

Se queste sono le parti, separatamente descritte, di un organismo progettato come unitario e coerente, esse diventano effettivamente un corpo unico, un «interlocutore colto» con cui dialogare sulla materia, quando le si vede immesse nella banca dati.

Una banca dati multimediale, alfanumerica-grafico-pittorica in cui sono integrate: 1) informazioni relative a complessi archeologici, monumenti, scavi, reperti, paleo-ambiente, ecc., memorizzate su supporto magnetico; 2) la cartografia relativa a Cuma in scala 1:2.000 e 1:50 con mappe tematiche, mappe di base e planimetrie di evidenze archeologiche, anch' essa memorizzata su supporto magnetico; 3) grafici, disegni, mappe, diapositive di monumenti e reperti mobili, documenti iconografici, ecc., memorizzati su videodisco.

L'alto livello di integrazione del sistema consente una facile fruizione (con due tipi di stazioni di consultazione una più semplice, una più complessa) del patrimonio di oltre 45.000 schede inserite nella banca dati, che costituiscono il risultato finale del Progetto Eubea. Un archivio prezioso per lo studioso, ma anche un supporto necessario per i programmi di tutela e valorizzazione della Soprintendenza Archeologica, per la pianificazione degli enti locali e di altri enti, pubblici o privati, che intendano intervenire sul territorio.

Questo laboratorio di esperienze per tre anni ha visto estendere all'informatica le conoscenze specifiche, di quanti vi hanno lavorato, perfezionare le loro competenze nei vari settori e misurare appieno l'utilità e le possibilità aperte dall'integrazione tra questi saperi. Ciò è corrisposto anche a un confronto tra mentalità e metodi di lavoro tradizionalmente diversi, quelli della ricerca universitaria e quelli della produzione industriale, che hanno, nel Progetto Eubea, verificato sia nuovi modelli di compatibilità nella produzione culturale, sia la validità dei risultati che possono venire da una collaborazione che è sempre più necessaria.

Un archivio informatico per il territorio
Non è la premessa a una guida il luogo più adatto per discutere questioni di politica culturale: ma l'utilizzazione dei risultati del Progetto Eubea e il futuro di questo grande patrimonio archeologico mi inducono a qualche breve considerazione.

I giacimenti culturali hanno avuto il merito di riaprire in tutta la sua urgenza e gravità la questione del Catalogo del patrimonio nazionale: nello stesso tempo hanno avuto il limite - forse insito in ogni nuovo esperimento - di non operare all'interno di un programma di ampio respiro con scelte e metodi definiti in partenza.

Ora siamo ad un bivio: o gli archivi informatizzati dei progetti di maggiore rilevanza entrano in funzione e costituiscono i primi tasselli di un mosaico che andrà allargato e completato. Oppure restano episodi isolati, diventano «biblioteche mute», in molti casi nemmeno fruibili.

Ad un altro bivio, simmetricamente, è il futuro del patrimonio culturale dei Campi Flegrei.

Una politica di tutela che si limiti alla salvaguardia delle aree di interesse archeologico ormai non è più sufficiente: solo interventi di gesatione e valorizzazione dei beni (parchi archeologici attrezzati, destinazioni museali di complessi architettonici, infrastrutture turistiche adeguate ecc.) possono far fronte all' espansione urbanistica e consentire la loro conservazione e lo sviluppo di una economia connessa alla loro fruizione.

Catalogazione, progetti, interventi sono momenti necessari e successivi di un' azione di recupero e rilancio non più dilazionabile.

La mostra «Napoli e i Campi Flegrei, un labirinto archeologico» (Museo Archeologico Nazionale di Napoli, giugno '90), che a chiusura del Progetto Eubea ne illustra i risultati, e questo stesso volume costituiscono due esempi delle molteplici possibilità di elaborazione dei dati memorizzati nell'archivio informatico.

I Campi Flegrei. Un itinerario archeologico
L'itinerario è una guida al territorio flegreo, alla sua storia che, otre a basarsi sulle notizre e i dati contenuti nella vasta bibliografia esistente, tiene conto delle nuove acquisizioni. Divisa in sei parti - che corrispondono ad aree non solo geografiche ma significative nella ricostruzione del paleo-ambiente, dei contesti e delle vicende storiche -, la guida nell'introduzione presenta in sintesi le principali civiltà che si sono succedute nei Campi Flegrei: dalla prima colonia greca di Cuma, ai fasti dell'età romana, ai primi segni di declino.

All'inizio di ogni capitolo i quadri storici, collegati ai siti e alle aree trattate, approfondiscono la complessa trama di relazioni economiche, sociali e politiche dell'antichità, fornendo al lettore le informazioni e le conoscenze necessarie per contestualizzare negli itinerari proposti i monumenti e le altre tracce del passato. I testi, le 270 foto a colori e i 60 grafici offrono al visitatore dei Campi Flegrei un'ampia illustrazione delle evidenze archeologiche e dei luoghi e lo accompagnano nella visita consentendogli livelli più o meno complessi di lettura. D'altro canto questo itinerario è anche un libro da leggere e guardare a casa propria, una visita simulata, in grado, spero, di ricreare la suggestione dei luoghi e di ricostruire la realtà antica oggi occultata, inaccessibile, o completamente perduta.

La guida estende l'itinerario flegreo anche a contesti quali quello di Posillipo e di Fuorigrotta-Agnano, finora poco conosciuti e valorizzati, e contiene vari richiami alle tradizioni letterarie e iconografiche connesse al territorio. In appendice, un glossario per il lettore meno esperto del lessico archeologico, una bibliografia essenziale e un indice dei nomi e dei luoghi che agevola la consultazione completando il volume.
Paolo Amalfitano


Indice del volume:

XIlI Premessa
di Paolo Amalfitano

I CAMPI FLEGREI. UN ITINERARIO ARCHEOLOGICO

INTRODUZIONI
3 L'ambiente
di P Arthur

7 I Greci in Campania
di G. Fattet

11 L'età romana
di A. Carandinz

DA NAPOLI ALLA SOLFATARA

21 Il quadro storico
22 Le vie di comunicazione tra Neapolis e Puteoli

I ITINERARIO: POSILLIPO
26 Posillipo
29 La Grotta di Seiano
31 Le ville d'otium nell'area flegrea

II ITINERARIO: DA MERGELLINA A FUORIGROTTA
36 Parco della Tomba di Virgilio
38 La Crypta Neapolitana
42 L'acquedotto del Serino
42 La «Tomba di Virgilio»
43 Virgilio Mago
45 Il monumento funerario della Mostra d'Oltremare
46 Le Terme di via Terracina
49 Il sistema di diffusione del calore
51 I mosaici

III ITINERARIO: DA AGNANO ALLA SOLFATARA
58 La Conca di Agnana
61 La Grotta del Cane
62 Le Terme di Agnana
63 Terme naturali e terme artificiali 65 Le Statue
67 Gli Astroni
67 l Itinerario
68 Il Itinerario
70 La Solfatara

POZZUOLI
77 Il quadro storico
78 Dicearchia: le fonti, la storia
80 Le fiaschette vitree puteolane

I ITINERARIO: I MONUMENTI
86 L'Anfiteatro Maggiore
88 I ludi nell'anfiteatro
92 Il lapidario dell'Anfiteatro
97 Le Terme «di Nettuno»
99 Il Ninfea «di Diana»
101 Terme di via Ragnisco e Via Tecta
101 I culti orientali
103 L'emporium
105 Il macellum

II ITINERARIO: LA TOPOGRAFIA
112 L'Anfiteatro Minore di Pozzuoli
114 La «Piscina Cardito»
115 Il foro
116 Villa Avellino
117 Collegio
117 L'acropoli
120 11 Rione Terra
122 Il molo
125 DALL'EMPORIUM AL SUBURBIO
125 Tabernae
125 Il complesso residenziale di S. Marta
127 Edificio con portico
127 Tabernae
129 La «Villa di Cicerone»

III ITINERARIO: LE NECROPOLI E LA PIANA DI QUARTO
132 La necropoli di via Celle
137 I riti funerari
148 Necropoli del fondo di Fraia
150 Necropoli di S. Vito
151 La piana di Quarto
151 Il Monte Gauro
153 Il complesso funerario del mausoleo a cuspide piramidale

I LAGHI DI LUCRINO E AVERNO
163 li quadro storico
164 Il Portus Iulius
168 L'eruzione del Monte Nuovo
169 Il Monte Nuovo
170 Il Lago d'Averno
171 L'Averno e il mito dell'oltretomba
173 Le Terme del «Tempio di Apollo»
175 La «Grotta della Sibilla»
175 La Crypta
175 Gli ambienti termali
177 Il «Navale di Agrippa»
177 La Grotta di Cocceio
178 Il Lucrino nel mito e nella poesia
180   Le «Stufe di Nerone»   
181   Il bagno di Tritoli
  
BAIA   
185   Il quadro storico   
187   Mos baianum: tra realtà e immagine letteraria   
193   Il «ninfea» sommerso di Punta Epitaffio   
194   Le statue   
199   La Villa dell'Ambulatio   
205   Il settore di Mercurio   
209   Il settore della Sosandra   
212   La statua dell'Afrodite Sosandra   
217   Il settore di Venere   
218   Le Piccole Terme   
223   Le terme del livello intermedio   
226   Il livello inferiore   
231   Il «Tempio di Diana»   
232   Il «Tempio di Venere»   
234   Il termalisnzo medievale   
236   I fondi di Baia   
236   Il castello di Baia
  
BACOLI E MISENO   
241   Il quadro storico   
241   Bauli   
242   Misenum   
242   Il porto di Misenum   
243   La viabilità antica   
247   Il «sepolcro di Agrippina»   
248   Colombario   
250   «Cento Camerelle»   
250   Piscina Mirabilis   
252   La «Grotta della Dragonara»   
252   La «Villa di Lucullo»   
254   Il sacello degli Augustali   
254   Gli Augustales e i Campi Flegrei   
257   Il sacello  
258   Gli ambienti laterali   
259   La statua equestre di Domiziano/Nerva   
261   Il teatro   
261   Torregaveta e il Fusaro
  
CUMA   
267   Il quadro storico   
268   Aspetti ambientali   
274   Topografia storica  
278 L'ACROPOLI E LA COLLINA MERIDIONALE
278 L'ingresso all'acropoli
278 La terrazza del Tempio di Apollo
279 Apollo e Cuma
281 Il Tempio di Apollo
284 Il «Tempio di Giove»
287 Cuma cristiana
289 L' «Antro della Sibilla»
291 Alla ricerca dell'Antro della Sibilla
292 Il mito della Sibilla cumana
294 LA CITTA BASSA
294 La crypta romana
295 Il porto di Cuma
298 Le Terme del foro
301 Il Foro
303 Il Capitolium
304 Il tempio con portico
304 La «masseria del Gigante»
306 Le terme centrali
306 MONTE GRILLO E SUBURBIO MERIDIONALE
306 L'anfiteatro
308 Le mura meridionali
308 L'Arco Felice
309 Cuma e le sue necropoli
317 Glossario
327 Bibliografia essenziale
337 Indice dei nomi e delle cose notevoli
339 Indice dei luoghi e dei monumenti

 


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