l'arte dei marmorari in italia meridionaleAutore: Mimma Pasculli Ferrara
Titolo: L’arte dei marmorari in Italia Meridionale
Sottotitolo: Tipologie e tecniche in età barocca
Descrizione: Volume rilegato, con sovraccoperta,  in formato 4° (cm 30 x 24); 520 pagine; 400 illustrazioni a colori e 320 in b/n
Luogo, Editore, data: Roma, De Luca, 2013
Collana: Atlante Tematico del Barocco in Italia diretta da Marcello Fagiolo
ISBN: 9788865570685
Disponibilità: NO

 


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È il primo volume interamente dedicato ad un materiale prezioso, il marmo, visto nella sua raffinata applicazione (intarsio ed intaglio) ed uso in ambito chiesastico e privato, nell’intenso e vibrante periodo barocco e rococò in Italia meridionale.


Il volume, completo nelle sue articolazioni tematiche e documentazioni di archivio, è diviso in sette importanti sezioni (le Vie del marmo, la decorazione marmorea in Italia meridionale, le “province napoletane”, le tipologie, le tecniche, le botteghe, le Biografie) secondo gli interessi di studio consolidati dall’autrice per il recupero e la valorizzazione di tale materiale marmoreo presente in tutta Italia, ma che ebbe una sfavillante produzione a Napoli (Certosa di San Martino) con Cosimo Fanzago, capocantiere dal 1631 al 1656 e polo di attrazione per numerose commissioni alla sua bottega.

Promotori di tale diffusione e penetrazione nel territorio meridionale sono le accorsate botteghe, espressione di una capillare organizzazione attraverso le cosiddette ‘Vie del marmo’. La pratica cioè del trasporto dalle botteghe della Capitale ai vari porti del Viceregno e del Regno di Napoli, e da qui – laddove il paese destinatario era all’interno – con il trasporto su carri attrezzati di materiali e di marmorari specializzati al montaggio in loco.

Ma questo è il viaggio finale dell’opera realizzata, imballata in casse e pronta da montare nella chiesa o nel palazzo del committente; promotore è a monte la grande organizzazione delle cave di marmo nelle Alpi Apuane e a Carrara, da cui, partono le grandi ‘Vie del marmo’, cioè del trasporto dei blocchi di marmo ‘prenotati’ che arrivano a Roma e Napoli per essere lavorati e trasformati in opere d’arte.

Dalla ‘marina’ di Napoli, provenienti dalle botteghe della Capitale, parte una capillare diffusione di opere d’arte verso le province del meridione (Campania, Puglia, Abruzzo, Calabria e Basilicata, con episodi salienti ancora di Cosimo Fanzago sia a Serra San Bruno sia a Taranto) e verso la Spagna, grazie alla committenza attenta dei Vicerè (Simancas, Murcia, etc.). E questo traffico si intensifica ancora di più nel ’700 con la diffusione di manufatti marmorei di grandi artisti napoletani quali l’architetto Domenico Antonio Vaccaro a Bari e lo scultore Giuseppe Sanmartino, da Foggia a Taranto fino a Cosenza.

Mimma Pasculli Ferrara è professore di Storia dell’Arte Moderna, Storia dell’Arte Regionale, Storia comparata dell’Arte dei Paesi Europei all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Lettere Lingue Arti (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Laureatasi con Luisa Mortari a Bari, specializzatasi con Cesare Brandi a Roma, ha partecipato a molti Progetti di ricerca ministeriali ed universitari (PRIN), nazionali ed internazionali. È referente del Progetto ERASMUS dell’Università di Bari per i rapporti con le Università di Murcia e Complutense di Madrid. È membro del Consiglio del Dottorato di Ricerca in Scienze filologiche, letterarie, storiche ed artistiche dell’Università di Bari. È presidente del Centro Ricerche di Storia Religiosa in
Puglia (Bari); è vicepresidente del Centro Studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia meridionale ‘Giovanni Previtali’. Da gennaio 2011 la cattedra di Storia dell’Arte moderna è inserita nel circuito internazionale FORUM UNESCO – Univesity and Heritage (FUUH).

Indice del volume:
Le vie del marmo. Le botteghe a Napoli. La grande produzione dell'altare marmoreo fra '600 e '700; L'arte dei marmorari in Italia meridionale; Evoluzione della tipologia dell'altare da Cosimo Fanzago a Domenico Antonio Vaccaro a Giuseppe Sanmartino (secoli XVII-XVIII); Il Cappellone di San Cataldo a Taranto. Un cantiere napoletano fra '600 e '700; Fanzago a Napoli - La Certosa di San Martino; Fanzago a Serra San Bruno (Catanzaro) - La Certosa di S. Stefano del Bosco; Borromini a Napoli - Le committenze ed i cantieri artistico-architettonici; Domenico Fontana a Napoli - Domenico e Giulio Cesare Fontana: monumenti sepolcrali nel Duomo e nella chiesa di Monteoliveto; Dalla grande stagione dell'intarsio alla stagione dell'intaglio decorativo; La fortuna del modello "sanmartiniano" in Italia meridionale; Le Province del Regno - Abruzzo. Importazione in Abruzzo di altari marmorei napoletani: S. Maria del Ponte a Lanciano e S. Maria di Collemaggio a L'Aquila; Puglia; Foggia; Barletta; Bari; Brindisi; Lecce; Calabria - Dalle antiche macerie di S. Domenico a Soriano Calabro alle magnificenze del Barocco oggi. Il Santuario di S. Domenico Soriano; Viaggio in Calabria. Un percorso per immagini tra le magnificenze del Barocco; Basilicata; Matera. La cattedrale e le chiese barocche; Tipologie; La tipologia dei "cappelloni" sopraelevati in Puglia e la loro relazione con i camarines spagnoli. La cattedrale di Monopoli e il 'Gran Trionfo del Barocco' ; Le cappelle del SS.mo Sacramento di committenza confraternale (secoli XVII-XVIII ; La tipologia dell'altare in pietra "alla napoletana". L'uso del 'finto marmo'; Tecniche - Il commesso marmoreo; La scagliol ; Il reimpiego del 'marmo antico' e delle pietre preziose. L'altare maggiore della Reggia di Caserta; La 'pratica' del riuso: l'altare maggiore in marmo (1764) della chiesa matrice di Santa Maria Assunta di Caulonia (Reggio Calabria); Motivi floreali nella decorazione degli altari marmorei nel '600 e '700. L' uso del lapislazzuli; Disegni barocchi di altari marmorei tra Napoli e la Puglia; Il rilevo 3D dell'altare marmoreo della chiesa madre di Presicce: un esmpio di diagnostica per il restauro; Biografie di marmorari, scultori, architetti.

 


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