Taranta

  • TARANTELLA STORTA - Antonello Paliotti

    tarantella_storta_pTitolo: Tarantella Storta.
    Autore: Antonello Paliotti
    Esecuzione: Antonello Paliotti Trio.
    Disponibilità: No 

     


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    È una mediterraneità non casuale, vissuta e riproposta con grande forza e sentimento, quella che si può ascoltare in questa nuova produzione Dunya / Felmay Records, un sorprendente lavoro di ANTONELLO PALIOTTI e del suo TRIO, formato, oltre che dal leader, dai bravissimi Mauro Squillante e Leonardo Massa, e intitolato, con bella ironia, Tarantella storta.

  • Taranterrae - 'O PRIMME FIGLIO

    O_Primmo_Figlio_Taranterrae_pTitolo: 'O primmo figlio
    Canti di Terra di Lavoro scelti e rielaborati da Taranterrae
    Autore/i: Vari
    Interprete: Taranterrae
    Musiche: Vari
    Produzione: Corrado Laudadio
    Anno di produzione: 2008
    Disponibilità: NO

     


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    La Campania è una terra trasposta in musica, e per questo il mondo intero ce la invidia. Poche altre regioni del globo possono vantare un simile patrimonio sonoro, sia per riconoscibilità immediata che per varietà di linguaggi musicali: tanto la melodia quanto il ritmo segnano le passioni di un popolo lungo l'arco intero della vita, dalla nascita al lavoro all'amore, fino naturalmente alla morte. La fioritura delle linee vocali trasporta emozioni e struggimenti del cuore, la cadenza napoletana tocca le corde più malinconiche, il canto a fronna permette di giocare con le proprie mature abilità canore, il furore ritmico delle tammurriate scandisce le pulsioni più istintive dell'animo.

  • Tarantismo

    Agamennone Maurizio, Di Mitri L. Gino
    L'eredità di Diego Carpitella
    Etnomusicologia, antropologia e ricerca storica nel Salento e nell’area mediterranea.
    Pagine 424
    Nardò (LE), Besa, 2003
    Euro 20,00
    Disponibilità: In commercio

    Alan Lomax in Salento
    con interventi di Luigi Chiriatti, Anna Lomax; Goffredo Plastino; Luisa Del Giudice; Segio Torsello.

    Pagine 108; illustrato.
    Calimera (LE), Kurumuny, 2006
    Euro 12,00
    Disponibilità: In commercio

    Annibaldis Giacomo
    La tarantola daunia
    Pagine 100

    Nardò (LE), Besa, 2004
    Euro 10,00
    Disponibilità: In commercio
    Nel 1740 tre missive furono inviate da Lucera a Celestino Galiani: costituivano una relazione sullo stato del tarantismo nella Puglia settentrionale. Insieme con la famosa lettera del Sangineto e all’opuscolo De Phalangio Apulo di Ludovico Valletta, le lettere – il cui autore è ignoto e pubblicate qui per la prima volta – sono una testimonianza fondamentale sulla presenza e sulla specificita' del tarantismo nella Capitanata, prima che l’esistenza del fenomeno venga rilevata in un’area progressivamente piu' circoscritta nel sud della regione.

    Baglivi Giorgio
    De Tarantula
    Tarantula Tarantella, gli studi sul Tarantismo e il rinnovato interesse per la musica popolare del Salento.

    Traduzione di Raimondo Pellegrino
    a cura di Maurizio Merico
    pagine 104; in formato 16° (cm19,50 x 12)
    Euro 10,00
    Disponibilità: 1 esemplare
    Giorgio Baglivi, medico e scienziato, scrive nel 1695 "De Tarantula" - De Anatome, Morsu et Effectibus Tarantulae". Edizioni Aramirè ripropone questo testo, piu' volte citato da Ernesto de Martino ne "La Terra del Rimorso", perchè sia possibile, a distanza di tre secoli, l'accesso diretto a tale indagine.
    L'introduzione è curata da Maurizio Merico, che è dottorando di ricerca in Sociologia presso l'Universita' di Napoli "Federico II" e collabora con la cattedra di Sociologia presso l'Universita' di Salerno. Egli si interroga circa l'esplosione di interesse che attraversa oggi il Salento, ma non solo, intorno la musica popolare salentina ed il tarantismo: "...potrebbe verificarsi, tra qualche mese, che l'interesse, ora cosi' generalizzato, venga meno...ci sarebbe comunque un decennio di storia da giustificare e comprendere..."

    Bruno Vincenzo
    Dialogo delle Tarantole
    Pagine 100

    Nardò, Besa, 2006
    Euro 10,00
    Disponibilità: In commercio
    Nel 1602 a Napoli vennero pubblicati I tre Dialoghi di Vincenzo Bruno, medico e filosofo di Melfi, il primo dei quali, soprattutto, ha garantito la notorieta' al suo autore, considerato che l’oggetto di cui si occupa, il tarantismo, sara' destinato a esser dibattuto per secoli fino ai giorni nostri: si tratta del Dialogo delle tarantole di due Filosofi dimandati Pico et Opaco. Il punto da cui trae origine la conversazione è la testimonianza di un non meglio identificato Pugliese, secondo il quale nell’anno 1596 apparve una cometa dal 14 luglio al 2 agosto successivo, fenomeno al quale erano seguiti, come era logico aspettarsi, secondo la mentalita' dell’epoca, avvenimenti portentosi: intanto, quell’anno fu secchissimo e ventoso; inoltre, secondo il nostro testimone, a Venosa, citta' della Basilicata poco distante da Melfi, patria dell’autore, tra altre cose terribili e degne di memoria, accadde che molti uomini e donne furono morsi dalle tarantole e assunsero, di conseguenza, una varieta' estrema di comportamenti a dir poco stravaganti. In numerosi casi queste persone affermavano di agire in obbedienza agli ordini di una entita' che ne dominava la volonta'. In particolare, il testo riporta il momento finale dell’uscita dalla crisi di una giovane donna che, dopo aver a lungo danzato in ossequio ai comandi che la sua «signora» le impartisce attraverso il liuto, se ne libera finalmente, rimanendo poi a terra spossata.

    Capone Rino
    I balli di Sfessania
    Fra tarantismo e tarantella
    Descrizione: Volume in formato 8° (cm 22 x 15); 268 pagine;  illustrato
    Luogo, Editore, data: Firenze, MEF - Firenze Atheneum,
    Collana: Collezione Mercator
    ISBN: 9788872554029
    Prezzo: Euro 19,00
    Disponibilità: In commercio

    Chiriatti Luigi
    Morso d'amore
    Viaggio nel tarantismo salentino

    Pagine 152
    Calimera (LE), Kurumuny - Galatina (LE), Congedo, 2006
    Euro 8,00
    Disponibilità: In commercio
    Luigi Chiriatti ha dalla sua parte la vita vissuta in questa terra. Egli stesso è l’humus organico di questa nostra terra antica e selvatica, lui conosce i segreti dell’anima, del nostro popolo, perché egli stesso è popolo e carne del Salento. Il fenomeno del tarantismo lo ha vissuto sulla propria pelle; ha visto la sofferenza cosi' da vicino che anche lui stesso ne è rimasto segnato. Si', segnato, perché la sofferenza del Salento, il morso e rimorso mitico di una storia antica e tragica, che può assumere le forme e le sembianze piu' strane (tarantola, serpe, sacara, basilico, folletto, ramarro, etc.), una volta rivelatasi, prende tutto l’uomo e la donna salentina, li avvolge dentro un’atmosfera magico-rituale, e dentro un sogno che comincia e che finisce solo con la morte”.
    Maurizio Nocera (dalla prefazione di Georges Lapassade)

    De Giorgi Pierpaolo
    Il mito del tarantismo dalla terra del rimorso alla terra della rinascita
    Pagine 240.

    Galatina (LE), Congedo, 2008
    Euro 16,00
    Disponibilità: In commercio
    Il mito del tarantismo rappresenta l'ultima fatica di Pierpaolo De Giorgi e chiude idealmente il periplo di un intenso lavoro ventennale intorno al tarantismo, interpretato all'insegna di una prospettiva mitica, cioè in una luce che ravviva i colori di una nobile origine, mai interamente passata e rimossa. De Giorgi illustra i risultati della sua ricerca e porta a sistemazione una serie di spunti e di riflessioni critiche intorno al lavoro di Ernesto De Martino, che non oscurano l'importante valore pionieristico e documentario de La terra del rimorso, ma ne mettono in evidenza aporie e contraddizioni di natura prevalentemente teoretica. De Martino si dibatte tra líipotesi di partenza, secondo cui il tarantismo va ricostruito nella sua “originalità storica” e nella sua 'autonomia culturale' e 'simbolica', e il 'Commentario storico', in cui si sofferma sul simbolismo dell'oÓstros (morso del ragno o serpe) e dell'aiòresis (altalena, fune). L'etnologo napoletano, spinto da un contraddittorio storicismo in bilico tra Croce e Marx, nega in premessa ogni rapporto genealogico del tarantismo con pratiche simili e/o antecedenti ma lo concede implicitamente e surrettiziamente nel corso della trattazione, ponendo un'ipoteca non trascurabile sulla correttezza del metodo seguito. De Giorgi, che riprende gli studi di Marius Schneider, di Mircea Eliade e di Carl Gustav Jung, mette in luce le origini dionisiache del tarantismo e delinea un necessario passaggio dal vecchio approccio demartiniano, fortemente condizionato dal pregiudizio storicistico e basato sul pensiero magico, ad un'interpretazione nuova basata sul pensiero mitico. In questa prospettiva, ridimensiona il concetto di magia e ricolloca in un ambito razionale il mito, analizzandone i molteplici meccanismi. Come dovrebbe risultare chiaro dal lavoro di ricostruzione critica e di approfondimento che insieme con líautore ho portato avanti io stesso, emerge con sufficiente chiarezza l'intero spessore gnoseologico e terapeutico del mito e dell'analogia. Questo insieme caleidoscopico di emergenze culturali, dove la musica e la danza, indagate con corretti strumenti etnomusicologici, svelano il proprio ruolo estetico accanto a quello rituale, ci fa comprendere come il Salento non sia la terra del rimorso ma la terra della rinascita (dall'Introduzione di Paolo Pellegrino)

    De Giorgi Pierpaolo
    L'estetica della tarantella  
    Pizzica, mito e ritmo.
    In 8; pagine 280.
    Galatina (Le), Congedo,2004
    Euro 17,00
    Disponibilità: In commercio
    Sull'onda della già avvenuta rinascita di quella tarantella originaria che la pizzica pizzica , la Notte della taranta, giunta alla VII edizione, ha avuto il merito di diventare un evento mediatico nazionale e di attrarre ogni anno migliaia di persone in piazza a Melpignano, facendo esplodere il mito della taranta. Le dimensioni di massa assunte da questo fenomeno non possono essere ascritte esclusivamente all'intraprendenza di un gruppo di organizzatori capaci di animare lo spettacolo di una nottata. Senza il lavoro incessante di una non nutrita schiera di ricercatori che hanno messo in luce la struttura, il dispositivo e il significato del tarantismo, di questa tradizione secolare non sarebbe rimasta traccia. In particolare, il presente lavoro rappresenta uno studio approfondito, con risultati spesso inediti, di quella componente essenziale del tarantismo che il simbolismo coreutico e, soprattutto, musicale. La tesi di fondo sostenuta in questo volume che solo l'estetica musicale può comprendere appieno fenomeni come il tarantismo, nei quali l'arte riveste un ruolo culturale, religioso e terapeutico. In questa accurata ricerca, De Giorgi giunge ad elaborare la teoria che il ritmo della tarantella il ritmo dell'essere e del non-essere. Evocando la cosmogonica dualità originaria, la tarantella, anch'essa duale sia dal punto di vista musicale che da quello coreutico, un'arte della vita, che durante la sua esecuzione rituale non fa che rifondare il mondo. Tutto ci trova basi scientifiche in una rigorosa appendice etnomusicologica , che per la prima volta decodifica con esattezza, punto per punto, il ritmo della tarantella del tarantismo detta pizzica pizzica : una biritmia simbolica che manifesta nel tamburello il suo cosmico respiro. Comparata con la pizzica pizzica, la tarantella italiana in generale e quella napoletana in particolare vengono comprese nella loro antica struttura mitica e dionisiaca, che, come il syrts, evoca le spire rituali del labirinto cretese. Insieme con il precedente volume di questa collana, Il ritorno di Dioniso, il lavoro di De Giorgi completa e sostiene un importante progetto di ricerca che apre, a più di quarant'anni dalla Terra del rimorso di Ernesto De Martino, nuove e inedite prospettive di ricerca su quell'arcipelago di nodi e problemi in cui tutt'ora rinserrato il segreto del tarantismo stesso. Questo è infatti un autentico prisma che imprigiona i colori della nostra antica identità collettiva. (Paolo Pellegrino)

    De Giorgi Pierpaolo
    La pizzica la taranta e il vino.  
    Il pensiero armonico  
    In 8∞; pagine 344.
    Galatina (Le), Congedo,2010
    Euro 22,00
    Disponibilità: In commercio
    La ricerca innovativa e serrata compiuta da Pierpaolo De Giorgi, in tanti anni di impegno nelle acque dell'etnomusicologia e dell'estetica, approda finalmente al porto sicuro dello studio La pizzica, la taranta e il vino: il pensiero armonico. Accade allora che scoperte e sorprese, esposte con cura e rigore scientifico, si susseguano qui continuamente e senza soluzione di continuità, offrendo una concezione finalmente reale del trantismo e della sua musica terapeutica.........

    De Giorgi Pierpaolo
    Tarantismo e rinascita
    I riti musicali e coreutici della pizzica-pizzica e della tarantella

    Pagine 334; con illustrazioni.
    Lecce, Argo, 2000
    Euro 15,50
    Disponibilità limitata, volume in esaurimento
    Sono trascorsi oltre cinquant’anni dalla pubblicazione degli studi fondamentali di Schneider sull’origine musicale dei simboli animali e quaranta dall’inchiesta condotta da De Martino sul tarantismo: la domanda su che cosa resti della loro eredita' culturale non è sicuramente un interrogativo retorico. Cosi' come non è pleonastico chiedersi quali nuove prospettive di ricerca si aprano, dopo e oltre di loro, su quel groviglio intricato di nodi in cui è, per tanti versi, ancora rinserrato il segreto del tarantismo. Con Tarantismo e rinascita, Pierpaolo De Giorgi riapre l’intero ventaglio degli elementi in gioco nel tarantismo e, attraverso una paziente e puntigliosa ricerca per strade spesso tortuose e inesplorate, raggiunge risultati per tanti versi inediti e convincenti che culminano in uno schema finale ermeneuticamente inteso a sostenere la tesi del tarantismo come rito di rinascita, dove crisi, ritmo, melodia, mimica e risoluzione terapeutica si fondono in un nesso inestricabile. Ne consegue un ampio e articolato affresco del tarantismo che, utilizzando l’intera eredita' culturale sul problema, approda ad una visione di sintesi in grado di interpretare in modo originale e concettualmente raffinato un fenomeno misterioso e sfuggente, andando oltre i tradizionali termini della questione. La ricchezza dei simboli mitici che si rifrangono nel tarantismo obbliga, infatti, a porsi seriamente un drammatico quesito, che si potrebbe formulare con un’efficace domanda di Hans Blumenberg: il “lavoro sul mito” esaurisce il “lavoro del mito”? E’ innegabile, comunque, un dato di fondo: quello che risulta da un’ormai vasta letteratura è un quadro grandioso della memoria mitologica europea, e insieme una scommessa sul suo valore permanente e profetico. Emerge anche l’eccezionale “funzione comunicativa” delle figure che quella memoria custodisce, traendone il suo segreto alimento. Sono convinto che, in questa direzione d’indagine, neanche il tarantismo sia un inutile “relitto” e che anzi in esso sia depositato un prisma che imprigiona i colori della nostra antica identita' collettiva (dal saggio introduttivo di Paolo Pellegrino).

    De Martino Ernesto
    Etnografia del tarantismo pugliese.
    I materiali della spedizione nel Salento del 1959
    Pagine 480
    Lecce, Argo, 2011
    Euro 27,00
    Disponibilità: In commercio
    La ricostruzione di come de Martino faceva ricerca, di quelle che erano non solo le tecniche e le pratiche, ma altresì lo stile e l'ethos del lavoro di terreno che si faceva con Lui e sotto la sua guida, questa ricostruzione credo sia specificamente utile. Se nel 1986 la ritenevo necessaria per decostruire lo stereotipo che mi sembrava si fosse sovrapposto alla figura di de Martino etnografo, oggi che quello stereotipo è stato demolito definitivamente, l'analisi delle pratiche di ricerca di colui che è stato anche un grande maestro dell'etnografia, può avere una importante funzione correttiva per l'autobiografismo estetizzante e in definitiva narcisistico che permea spesso la pratica etnografica contemporanea, frutto di letture 'facili' della critica dell'autorialità e delle teorie interpretativiste in antropologia. Agli antipodi di ogni pratica 'facile', sul campo de Martino era e pretendeva che i suoi collaboratori fossero in primo luogo rigorosi: nei comportamenti, negli approcci, nell'uso degli strumenti di rilevazione, nel rispetto degli impegni presi, nel lavoro di riordino dei materiali raccolti. Questo rigore era sentito come un dovere a cui non si poteva derogare giacchè, insieme all'impegno intellettuale, era garanzia della qualità scientifica, ma anche etica e politica, del lavoro che si stava facendo.

    De Martino Ernesto
    La terra del rimorso.
    Contributo a una storia religiosa del Sud.
    Libro + dvd
    Seconda edizione
    Edizione in formato 8° (cm 21,5 x 15,5); 460 pagine; 63 illustrazioni (foto) in b/n fuori testo.
    Milano, Il Saggiatore, novembre 2008
    Collana: La Cultura
    ISBN: 9788842815228
    Disponibilità: No

    De Martino Ernesto
    La terra del rimorso
    Contributo a una storia religiosa del Sud.
    Pagine 412.
    Milano, Il Saggiatore, 2009
    Euro 14,00
    Disponibilità: In commercio
    La terra del rimorso, "terra del cattivo passato che orna e opprime col suo rigurgito", è in genere tutta l'Italia meridionale, e in particolare il Salento. In questa regione, nel 1959, Ernesto De Martino condusse una ricerca etnologica per studiare riti, danze, credenze legate al tarantismo, la cura per il morso della mitica taranta. Lo studioso dimostra come le pratiche rituali abbiano la funzione di scongiurare le ansie di un'esistenza precaria, e fornisce un'interpretazione del fenomeno dal punto di vista storico, culturale, religioso.

    De Martino Ernesto
    Sud e magia
    Pagine XII-208; alcune illustrazioni b/n
    Feltrinelli, 2002
    Collana: Universale economica. Saggi
    Euro 8,00
    Disponibilità: In commercio
    Una storia religiosa del sud, un'indagine etnologica che spiega perché il momento magico sia sopravvisuto nella vita culturale meridionale e come questa abbia partecipato consapevolmente alla grande alternativa tra "magia" e "razionalita'" da cui è nata la civilta' moderna. De Martino esplora le sopravvivenze lucane di rozze pratiche di magia cerimoniale, quali fascinazione stregonesca, possessione, esorcismo, fattura, analizzando la struttura delle tecniche magiche, la loro funzione psicologica, il regime di esistenza che ne favorisce la riproduzione.

    De Raho Francesco
    Il tarantolismo nella superstizione e nella scienza
    Presentazione di Eugenio Imbriani
    Descrizione: Volume in formato 8°; 104 pagine.
    Luogo, Editore, data: Lecce, Besa, febbraio 2017
    Collana: Riflessi 64
    ISBN: 978-88-6280-211-6 9788862802116
    Prezzo: Euro 17,00
    Disponibilità: In commercio

    De Renzi Salvatore
    Osservazioni sul tarantismo di Puglia
    Descrizione: Volume in formato 16° (cm 15 x 13); 66 pagine.
    Luogo, Editore, data: Galatina (LE), Kurumuny, 2012
    Collana: Lo sguardo degli altri
    ISBN: 9788895161815
    Prezzo: Euro 8,50
    Disponibilità: In commercio

    Di Mitri L. Gino
    Storia biomedica del tarantismo nel XVIII secolo
    Pagine 324

    Firenze, Olsckhi, 2006
    Euro 36,00
    Disponibilità: In commercio
    Considerato di volta in volta manifestazione del pregiudizio popolare, effetto reale provocato dal morso e dal veleno di un ragno o - nella migliore delle ipotesi - generica espressione religiosa dei ceti subalterni meridionali, il tarantismo è in realtà un rituale sincretico di possessione. Ma questo fenomeno fu anche uno dei più straordinari oggetti di ricerca operativa e banchi di prova teoretica delle scienze biomediche in età moderna.

    Domènech Y Amaya (Don) Pedro Francisco
    Indagine su un uomo morso dalla tarantola
    Un opuscolo settecentesco dedicato alle peripezie del male causato dal morso della tarantola.
    Traduzione di Livia Apa
    Introduzione di Loretta Frattale
    In 16∞; pagine 120
    Palermo, Sellerio, 1998
    Euro 7,00
    Disponibilità limitata, volume in esaurimento
    Domènech, medico catalano, fu testimone oculare nonchè improvvisato (ma tutt'altro che ignaro) terapeuta di un caso di tarantolismo verificatosi in Estremadura nell'estate del 1790, risolto, secondo la tradizione, a suon di tarantella e di guaracha. La minuziosa descrizione, velata di garbata ironia, Ë un piccolo gioiello di prosa settecentesca.
    Pedro Francisco Domènech y Amaya, medico catalano, nacque nel 1755 e morì nel 1833.

    Giuliano Valter
    Canti, poeti, pupi e tarante
    Incontri con i Testimoni della Cultura Popolare
    Con Cd musicale
    Volume in formato 16° (cm 19 x 14); 188 pagine; 37 fotografie in b/n
    Roma, Squilibri, 2007
    Euro 18,00
    Disponibilita': In commercio

    Hecker F. K. Justus
    Danzimania
    A cura di Giovanni di LeccePagine 104

    Nardò (LE), Besa, 2001
    Euro 15,00
    Disponibilità limitata, volume in esaurimento
    Un breve ma importante saggio dell'illustre medico tedesco dell'Ottocento, Justus F.K. Hecker, ci guida alla rilettura del Tarantesimo del Sud Italia e delle altre "Danzimanie" (Ballo di San Vito, Ballo di San Giovanni, Tigretier africano) mettendo in rilievo la danza e le manifestazioni coreutiche rituali e di guarigione delle popolazioni europee nel proprio contesto storico, ambientale e sociale, e invitando il lettore a scoprire differenze e analogie fra il passato e il presente, il Nord e il Sud d'Europa, i comportamenti danzati delle generazioni di ieri e di oggi. Insieme al libro un Cd musicale, curato da Giorgio Di Lecce, che raccoglie alcune delle arie (clausole armoniche) usate, sin dall'antichita', nel trattamento della cura dei tarantati, che necessitavano dell'aria giusta - la tarant-ella - per ottenere la guarigione, insieme con la danza, gli oggetti e i colori appropriati. Oltre alle arie trascritte nelle partiture musicali riportate da Hecker in appendice al suo libro, (riportate dal Kircher nel 1641), vengono proposte la tarantella di Foriano Pico della fine del 1500 (una delle prime ad avere questo nome) e l'ultima pizzica-taranta di un'anziana donna di Scorrano, raccolta a Galatina negli anni '90.

    Katner Wilhelm
    L'enigma del tarantismo
    Nardò (LE), Besa, 2002

    Euro 15,00
    Disponibilità: In commercio
    Il saggio del 1956 di Wilhelm Katner, qui pubblicato per la prima volta nella traduzione italiana, rappresenta uno dei classici dello studio novecentesco del tarantismo. In particolare, soffermandosi sulla classificazione zoologica dell'animale imputato del morso velenoso e sulle molteplici letture sintomatologiche, la sua analisi medica evidenzia una precisa dialettica con le fonti storiche. Ne consegue un'atipica proposta interpretativa con cui - pochi anni piu' tardi - si sarebbe confrontato Ernesto De Martino, grazie anche alla diretta conoscenza fra i due studiosi.

    Inchingolo Ruggiero
    Luigi Stifani e la pizzica tarantata
    Studi sugli strumenti musicali, sulla musica 'numerica' e sulle musiche eseguite dal gruppo di Luigi Stifani.
    Descrizione: Volume in formato 8° (cm 23 x 15); 188 pagine.
    Luogo, Editore, data: Nardò, Besa
    Collana: Entropie 48
    ISBN: 9788849709308 978-88-497-0930-8
    Prezzo: Euro 16,00
    Disponibilità: In commercio

    Materiali 1 - Ernesto de Martino monografia.
    Periodico semestrale .

    Con interventi di: Cantillo; Di Gianni; Esposito; Faeta; Iaccio; Lombardi Satriani; Merico; Mingozzi; Musi; Vuoso.
    Pubblicazione a cura del CEIC (Centro Entografico Campano).
    Pagine 160
    Calimera (LE), Kurumuny, 2007
    Euro 12,00
    Disponibilità: In commercio
    La reinassance di una rivista è di per sé un evento straordinario, ma lo è ancora di piu' nel caso di una pubblicazione che come "Materiali", si genera nel settore dei periodici scientifico-culturali demoentnoantropologici, nototriamente un ambito caratterizzato da un esiguo numero di testate.
    Oggi come allora consacriamo la parte monografica della rivista a Ernesto de Martino (del quale nel 2008 cade il centenario della nascita), nella convinzione che il grande studioso sia ancora esemplarmente e criticamente attuale, vivido nel suo rapportarsi alle dinamiche profonde della crisi della contemporaneita'.
    "I romantici - scrisse de Martino - tornarono alle antiche memorie nazionali, agli usi, alle tradizioni, ai costumi, ai canti popolari, ma non vi tornarono per semplice curiosita'; e noi, oggi, perché dovremmo tornarci?". Una delle risposte che de Martino si dava era: per partecipare "non da apolidi ma da italiani al generale movimento umanistico", approfondendo la tradizione culturale per rinnovarla, dividendo "ben fondati nelle cose nostre, e di li' muovere verso il mondo". La messa in scena del folklore, che va riempiendo i vuoti lasciati dal folklore progressivo, ha intanto caricato la ricerca demoetnoantropologica di ulteriori problematiche teoriche e metodologiche, di nuovi programmi e campi di indagine promuovendo quella molteplicita' di sguardi ai quali il mondo attuale, nelle sue piu' diverse scale, non può e non deve sottrarsi.
    Nella consapevolezza che ancora molto resta da fare, la nuova serie editoriale di "Materiali" prende avvio verso il mondo.
    Dall'introduzione di Ugo Vuoso.

    Mighali Giuseppe
    Zimba - voci, suoni ritmi di Aradeo.
    a cura di L.Chiriatti; M.Nocera; S.Torsello.

    CD-audio allegato contenente 23 tracce.
    Pagine 80
    Calimera (LE), Kurumuny, 2004
    Euro 12,00
    Disponibilità: In commercio
    Il libro con allegato Cd contenente 23 canti registrati fra il 1976 e il 1978, raccoglie la storia della famiglia Zimba, straordinari suonatori di tamburello di Aradeo. Attraverso questo strumento gli Zimba esorcizzano la vita e i suoi mali. Sono nello stesso tempo tarantati e suonatori di tarantati. Gli Zimba rappresentano una voce sociale e politica "contro". Nei loro canti si narra delle vicende delle tabacchine di Aradeo e delle vicende politiche che li vede impegnati in prima linea. Il CD contiene 23 pezzi, alcuni gia' editi o conosciuti, altri completamente nuovi e si conclude con il canto di San Lazzaro realizzato a Pasqua del 2004 da Pino Zimba e dalle sue sorelle, in occasione della manifestazione "Canti della Passione". Pino Zimba; (Giuseppe Mighali), rappresenta l'erede naturale di questa tradizione.

    Mina Gabriele (a cura di)
    Il morso della differenza.
    Antologia del dibattito sul tarantismo fra il XIV e il XVI secolo.
    Pagine 153
    Nardò (LE), Besa.
    Euro 13,00
    Disponibilità: In commercio
    L'immagine storica del tarantismo mediterraneo, grazie anche alle letterature contemporanee, è tramandata da importanti testimonianze seicentesche; tuttavia, nei tre secoli precedenti si sviluppa sul tema un dibattito quanto mai eterogeneo, sino ad oggi pressoché ignorato. Lo sguardo culturale che in tale periodo descrive e valuta il fenomeno è mediato da una pluralita' di categorie: fra queste risalta quella della "melanconia", capace di orientare le chiavi interpretative (la fissazione e l'alterazione fantastica, la varieta' dei sintomi, la fisiologia dell'avvelenamento) ma che allo stesso tempo fa affiorare il complesso gioco di rapporti presente fra gli autori, la materia della loro rappresentazione e il lettore. Un particolare orizzonte di parole e di corpi che qui si è voluto riattraversare, fra indizi e finzioni della scrittura, in un saggio introduttivo sulla "costruzione melanconica" del tarantismo e in una scelta di documenti (proposti nell'originale latino e nella traduzione): testi rari, trattati de venenis, dissertazioni mediche sul morso del ragno, note di autori celebri quali Marsilio Ficino o Tommaso Campanella.

    Mina Gabriele, Torsello Sergio
    La tela infinita
    Bibliografia degli studi sul tarantismo mediterraneo.

    Pagine 196.
    Nardò (Le); Besa, 2000
    Euro 15,00
    Disponibilità: In commercio
    Dal 1945 al maggio 2004, circa 800 voci della letteratura sul rituale mediterraneo del tarantismo organizzate in una bibliografia ragionata e in una bibliografia diacronica, con appendici sulla documentazione video, i materiali sonori, le risorse sul web. Dalla stagione demartiniana agli studi di etnomusicologia, antropologia e psichiatria, il mito, il dibattito sulle identita' locali, dal Salento alla Sardegna fino ai rituali spagnoli, le riviste, le tesi di laurea… un essenziale strumento critico per la ricerca, la raccolta, la discussione.

    Mingozzi Gianfranco
    La Taranta. Libro + Dvd
    Il primo documento filmato sul tarantismo.
    Musiche originali registrate da Diego Carpitella; Fotografia di Ugo Piccone; Consulenza di Ernesto de Martino; Commento di Salvatore Quasimodo.
    Edizione in formato 8° (cm 21 x 14,5); 112 pagine; molte illustrazioni in b/n nel testo.
    Dvd: La Taranta, 1962, b/n; 35 mm; durata: 20'
    Galatina (LE), Kurumuny,
    Collana: Fotogrammi. N. 05
    ISBN: 978 8895161372
    Euro 15,00
    Disponibilità: In commercio
    Il libro racconta le esperienze di un cineasta appassionato di antropologia, Gianfranco Mingozzi, attorno al tarantismo. Per oltre vent’anni Mingozzi ha percorso le terre del Salento documentando per primo – nel 1961 – con il cortometraggio La taranta e con un episodio del film Le italiane e l’amore (La vedova bianca), questo fenomeno allora conosciuto solo dagli studiosi. Ritornato poi nel 1977 su questo drammatico argomento con l’inchiesta televisiva Sud e magia, in ricordo di Ernesto de Martino (l’etnologo che aveva studiato e analizzato il tarantismo in vari libri), ha testimoniato ancora nel 1982 con un ultimo documentario, Sulla terra del rimorso, la fine di questo antico retaggio del medioevo.
    Il libro si divide in tre parti, che corrispondono alle diverse esperienze di Mingozzi sul campo: La taranta e La vedova bianca sono visualizzate con decine di foto tratte dai fotogrammi dei rispettivi film e accompagnate dal commento di Salvatore Quasimodo e dalle note di Ernesto de Martino, dalle critiche e da tutti i documenti attorno alle riprese, oltre che da un diario tenuto dal regista in quegli anni. Sulla terra del rimorso contiene – assieme al testo del documentario – gli articoli che accompagnarono l’uscita del programma Sud e Magia in TV con le polemiche roventi di grandi firme (Sanguineti, Siciliano, Rossi, Scabia ecc.) su “La realta' e la sua rappresentazione”. E questo per dare una visione, la piu' completa, del fenomeno “tarantismo” sempre piu' al centro dell’interesse dei mass-media, dei musicisti, degli studiosi.

    Montinaro Brizio  
    Danzare col ragno
    con CD allegato
    Pagine 140
    Lecce, Argo, 2008
    Euro 18,00
    Disponibilità: In commercio
    Dallo spettacolo teatrale Danzare col ragno, interpretato da Brizio Montinaro con l'Ensemble Terra d'Otranto, il libro che propone un viaggio affascinante attraverso la letteratura e la musica che dal XV secolo ad oggi hanno segnato le tappe importanti di una delle tradizioni popolari più misteriose dell'area del Mediterraneo.
    Gli sguardi sul tarantismo di uomini di chiesa, medici, filosofi, viaggiatori, narratori, antropologi. Di volta in volta velenosi, sapienti, stupefatti, ironici, consapevoli.
    Le musiche antiche tutte certificate da testimoni come musiche veramente eseguite per il ballo delle tarantate: languide, malinconiche o variamente ritmate quelle del passato, scatenate fino al parossismo tragico quelle di oggi. Líiconografia della taranta dei secoli scorsi e le recenti foto 'rubate' a Galatina da Brizio Montinaro durante il rito del tarantismo ormai in pieno disfacimento e declino.
    Le fonti con le partiture originali note, rare e inedite delle musiche italiane e spagnole usate per l'esorcismo della taranta.
    Il CD con la registrazione integrale dello spettacolo Danzare col ragno.

    Mora George
    Il male pugliese
    Sottotitolo: Etnopsichiatria storica del tarantismo
    A cura di Gino L. Di Mitri
    Descrizione: Volume in formato 8°; 100 pagine.
    Luogo, Editore, data: Lecce, Besa, febbraio 2017
    Collana: Riflessi 58
    ISBN: 978-88-6280-203-1 9788862802031
    Prezzo: Euro 13,00
    Disponibilità: In commercio

    Nacci Anna (a cura di)
    Tarantismo e Neotarantismo.
    Musica, danza, transe.
    Atti del Convegno. Roma 13 febbraio 2001
    Nardò (LE), Besa.
    Euro 12,00
    Disponibilità: In commercio
    Neotarantismo, un neologismo coniato osservando un fenomeno che coinvolge larghe fasce di persone dislocate su tutto il territorio italiano (e non solo). Un movimento che esprime il bisogno di musica "altra", per nuovi rapporti comunicativi e relazionali, una domanda di danza catartica fruibile oltre i suoi connotati storici legati alla sofferenza e alla vergogna. Il bisogno, rilevabile in ogni epoca, di liberazione dagli affanni quotidiani e dalle oppressioni di varia natura espresso ancora attraverso e grazie alla musica e alla danza.
    Contro la globalizzazione, il livellamento culturale e il tentativo di cancellare le diversita' attuato dai mass-media giunge una forte risposta dal basso. Ed ecco folte masse di giovani e meno giovani, che affollano piazze, centri sociali, pub, teatri e qualsiasi altra struttura che proponga concerti di musica popolare, tra cui la pizzica che innesca irrefrenabili momenti di danza collettiva.

    Pacoda Pierfrancesco
    Tarantapatia
    Sottotitolo: Le lunghe notti della taranta
    Illustrazioni di Lucio Montinaro

    Descrizione: Volume in formato 8° (cm 19 x 13); 136 pagine.
    Luogo, Editore, data: Galatina (LE), Kurumuny, 2012
    Collana: Fuori collana
    ISBN: 9788895161907
    Prezzo: Euro 12,00
    Disponibilità: In commercio

    Panico Fernando
    Il vestito bianco.
    Ricerca etno-antropologica sul tarantismo pugliese.
    Edizione in formato 8° (cm 21 x 15); 95 pagine.
    Calimera (LE), Kurumuny, 2009
    ISBN: 978 8895161174
    Euro 10,00
    Disponibilità: In commercio

    Romanazzi Andrea
    Il ritorno del dio che balla
    Culti e riti del tarantolismo in Italia

    Alla scoperta delle musiche e tradizioni popolari dietro le “Notti della Taranta”, con prefazione a cura di Teresa De Sio
    Formato cm 13 x 20; pagine 180
    Roma, Editrice Venexia, 2006
    Euro 16,00
    Disponibilità: In commercio
    Le tradizioni popolari legate al tarantolismo hanno generato culti e riti che hanno dato vita ad alcune delle piu' vitali musiche e danze popolari: tammurriate, tarantelle e pizziche, il cui rinnovato interesse tra i giovani sta suscitando un forte richiamo internazionale. L’autore analizza l’evoluzione di tali tradizioni, includendo i luoghi di ritrovo e le feste, le sagre e gli appuntamenti legati al culto della Taranta. La prefazione è un’intervista a Teresa De Sio, grande protagonista e studiosa di musica popolare.
    Il tarantismo affonda le proprie radici tra le ataviche paure dell’uomo Antico che vede il Dio Vegetazionale, resosi immanente nella pianta, perire per mano propria e che dunque ha timore che la stessa divinita', offesa ed usurpata, si vendichi con tutta la sua forza.
    È il momento in cui si genera la mistica crisi umana, è il contadino stesso in realta' causa della morte del Dio falciato e dunque della sua stessa disperazione ponendo termine alla vita vegetale e cosi' prostrandosi alla punizione del dio.
    Unica soluzione è la ricerca di un capro espiatorio, l’animale sacro che, come novello agnello, possa lavare dalle ataviche colpe e nascondere il misfatto camuffandolo e trasformando l’uomo da assassino in assassinato.
    Sara' cosi' che nel corso della pagine del libro ci imbatteremo tra antiche divinita' e numerosi animali totemici, il lupo, il toro, la capra, il coniglio, espressioni essi stessi dell’immanenza del divino ed allo stesso modo colpevoli esecutori della morte del dio.
    Sara' durante questo excursus che giungeremo al cospetto dell’aracnide, la mistica Taranta dal duplice aspetto: espressione del Nume che deve esser ucciso ma anche temibil capro espiatorio sul quale riversare le ancestrali colpe.
    Questa l’intima essenza della ragno e del suo lascivo e voluttuoso morso. Essa ripropone il momento di crisi umana, il vero ed unico Peccato Originale della stirpe di Eva, la raccolta del frutto proibito, delle “messi del Signore” che viene cosi' ucciso per dare la conoscenza all’uomo e ai suoi discendenti. È la crisi che genera la cacciata dall’Eden, la dipartita dal bosco che produceva per l’uomo, è la comparsa della vergogna primordiale, l’uman terrore che si annida tra le spire del serpente tentatore, la Tarantola Primigenia nascosta tra i rami non per tentare e dannare, ma per sedurre ed ostentare il suo sensuale morso, simbolo della caducita' umana, della illusoria dominazione da parte dell’uomo sulla natura che è Divinita'.
    Al ritmo ossessivo e ripetitivo delle pizziche e delle tarantelle ecco che musica e la danza diventan il tramite con il mondo numinoso, la mutevole via che conduce l’uomo all’estasi mistica ballando attorno all’Albero del Sabba primordiale. È qui che tra le spire dell’eterno Serpente, l’Antico Dio dal passo saltellato continua ad offrire il Frutto ai suoi figli che timorosi lo colgono. Ogni anno, da qui all’eternita', all’ondeggiare delle spighe di grano al soffio del vento, l’uomo vedra' il ritorno del “dio che balla” e con lui danzera' fino allo scomparir del chiaror di luna quando avra' finalmente termine l’estenuante Notte della Taranta.

    Rossi Annabella
    Lettere da una tarantata
    Nuova edizione a cura di Paolo Apolito
    Con una nota linguistica di Tullio De Mauro
    Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 15); 185 pagine.
    Luogo, Editore, data: Roma, Squilibri, 2015
    Collana: Studi e Strumenti. N. 2
    ISBN: 9788886211208
    Prezzo: Euro 18,00
    Disponibilità: In commercio

    Rota Daniela
    I Gesuiti e le Tarantole
    Volume in formato 8° (cm 24 x 17); 136 pagine
    Luogo, Editore, data: Lucca, LIM, 2012
    Collana: Biblioteca Musicale Lim - Saggi
    ISBN: 978870966800
    Prezzo: Euro 30,00
    Disponibilità: In commercio

    Santoro Vincenzo, Torsello Sergio (a cura di)
    Il Ritmo Meridiano
    la pizzica e le identita' danzanti del Salento

    Interventi di Franco Cassano, Maurizio Merico, Giovanni Pizza, Alessandro Portelli, Luigi Piccioni, Roberto Raheli, Giuseppe M. Gala, Clara Gallini, Edoardo Winspeare, Sergio Blasi
    Pagine 206.
    Euro 14,50
    Disponibilità: In commercio
    "Il ritmo meridiano" è un tentativo di interpretazione antropologica e sociale del "movimento salentino della riscoperta della musica di tradizione e della pizzica, attraverso i contributi di intellettuali, artisti e operatori culturali.
    L'impostazione data al libro dai due curatori, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, tenta di porre, piu' che di risolvere, alcune fondamentali questioni di analisi e di interpretazione, grazie a opinioni spesso non allineate, che determinano quindi una ricostruzione ricca ma eterogenea.
    Franco Cassano vi coglie un tentativo di riarticolare il rapporto tra modernita' e tradizione; lo sguardo antropologico di Gianni Pizza, nella raffinata forma dell'intervento epistolare, punta invece ad inquadrare il fenomeno in un contesto globale, focalizzando l'attenzione sui meccanismi e le ideologie della produzione culturale. Maurizio Merico, dal canto suo, prova a leggere il femonemo utilizzando le categorie interpretative di Franco Cassano (l'identita' meridiana) e di Ernesto de Martino (il concetto di "patria culturale"), mentre Gigi Piccioni solleva invece l'interrogativo sul rischio che la riscoperta delle identita' locali porta con sé, riassumibile nell'lternativa tra identita' per vivere o identita' per vendere.
    Alessandro Portelli fotografa, con straordinaria vividezza, contradizioni e paradossi intrinseci al "movimento della Pizzica"; inoltre Roberto Raheli, musicista di riproposta ed editore e Pino Gala, etnocoreologo, si interrogano circa la distanza fra tradizione e nuove interpretazioni e/o trasformazioni, rispettivamente della musica e della danza tradizionale rispetto a ciò che coinvolge le nuove generazioni. La magistrale intervista di Clara Gallini infine analizza i meccanismi di costruzione dell'idea di "etnicita'". Chiudono il volume le testimonianze di Edoardo Winspeare, regista di "Pizzicata" e "Sangue Vivo", e Sergio Blasi, sindaco di Melpignano e organizzatore della "Notte della Taranta", la piu' frequentata delle manifestazioni salentine.
    Il libro è arricchito dalle fotografie di Raffaele Puce e Claudio Longo.

    Santoro Vincenzo
    Il ritorno della taranta
    Storia della rinascita della musica popolare salentina
    Con Cd musicale
    Volume in formato 16° (cm 19 x 14); 272 pagine; 50 illustrazioni in b/n
    Roma, Squilibri, 2009
    Euro 27,00
    Disponibilita': In commercio

    Sanz Pilar Leon
    La tarantola spagnola.
    Empirismo e tradizione nel XVIII secolo.
    Pagine 228.
    Nardò (Le), Besa, 2008
    Euro 15,00
    Disponibilità: In commercio
    Più si approfondisce la storia del tarantismo, più è chiara la necessità di superare il domicilio endemico, il Sud Italia e il Salento in particolare, per approdare sulle rotte mediterranee. Su questa scia è nato il desiderio e la convinzione di condurre una ricerca in un territorio assai poco conosciuto, animato da quei medici che, in terra di Spagna nel XVIII secolo, s'interrogavano sulla terapia dei suoni e del ballo di fronte agli uomini morsicati dal ragno. Questo volume presenta un notevole corpus di fonti storiche inedite o poco conosciute per il pubblico italiano. Nella speranza che il percorso della tarantola possa continuare nella rete mediterranea, per poi tornare all'endemica "terra del rimorso", più arricchita e consapevole.

    Serao Francesco
    Della Tarantola o sia Falangio di Puglia.
    A cura di Gino L. Di Mitri

    Pagine 256
    Nardò (LE), Besa, 2006
    Euro 16,00
    Disponibilità: In commercio
    FRANCESCO SERAO (1702-1783) fu medico e professore di grande fama nel Regno di Napoli. Formatosi al pensiero di Cartesio e alla tradizione dell’Accademia degli Investiganti,risenti' dell’insegnamento di Niccolò Cirillo, dell’influenza delle dottrine di Giovanni Alfonso Borelli e dei trattati di Lorenzo Bellini.
    Scrisse diverse opere: di vulcanologia, di zoologia e tradusse – e introdusse – nel mondo scientifico italiano le opere mediche di John Pringle. Ma restò celebre per le sue lezioni accademiche “Della tarantola o sia falangio di Puglia” che nel 1742, in un clima di crescente e diffuso scetticismo verso le reali responsabilita' dei ragni nel provocare la sindrome del tarantismo e riprendendo le osservazioni di Tommaso Cornelio, diedero il colpo di grazia alle teorie magnetistiche e iatromeccaniche che avevano imperversato fino a quel momento. In una dotta e appassionata revisione critica della letteratura scientifica a lui precedente, Serao smontò pezzo per pezzo l’edificio del tarantismo costruito sulle fragili fondamenta della credulita' e fondò la prima convincente teoria di una malattia generata non da veleni reali bensi' dalla melancolia fino a divenire un vero e proprio “istituto della nazione”.
    L’opera di Serao costituisce uno squarcio aperto sulla societa' intera del Mezzogiorno alla vigilia della Rivoluzione Partenopea del 1799: un affresco sorprendentemente attuale da cui traspaiono, a colori vividi e lancinanti, i lineamenti di un mondo in bilico tra la piu' raffinata modernita' intellettuale e la piu' spaventosa arretratezza di mentalita', tra inaudita violenza ambientale e profonda umanita' collettiva, tra impulsi europei al progresso e vincoli tenaci alla feudalita'.

    Sigerist Henry Ernest
    Breve storia del tarantismo.
    Pagine 80
    Nardò (Le), Besa, 2010
    Euro 12,00  
    Disponibilità: In commercio
    Inspiegabilmente rimasto inedito in una sua traduzione italiana per poco più di mezzo secolo, Breve storia del tarantismo è un piccolo ma fondamentale testo per chi vuole saperne di più sull'enigma della tarantola. Il saggio possiede il pregio di essere molto rigoroso nella trattazione della letteratura scientifica secentesca e settecentesca senza perdere il carattere brioso e divulgativo tipico degli scrittori anglosassoni. Ingiustamente stroncato da Ernesto De Martino nella celebre Terra del Rimorso, lo studio di Sigerist è di capitale importanza poichè dimostra inconfutabilmente che il tarantismo non è affatto una stravagante manifestazione di folklore, ma una sapiente forma di cultura musicale e coreutica che, sotto le apparenze di un procedura terapeutica originale, per secoli le popolazioni del Mezzogiorno praticarono per celare gli antichi misteri pagani e non essere perseguitati dalla Chiesa.

    Staiti Domenico, Boccadoro Brenno, Rouget Gilbert, Di Mitri L.
    Tarantismo, Transe, Possessione, Musica.
    Pagine 128

    Nardò (LE), Besa, 2001
    Euro 14,00
    Disponibilità: In commercio
    Quattro importanti studiosi di etnomusicologia e musicologia esplorano il misterioso universo della tarantola in un autentico contrappunto fra antichita' greca, tradizione colta rinascimentale-barocca, sincretismo catartico-religioso. Ne emerge un quadro sorprendente, in cui la terapia musicale adoperata da secoli come rimedio contro il celebre morso del ragno si rivela un retaggio di grande dignita' culturale, artistica e spirituale. Domenico Staiti, docente di storia degli strumenti musicali al Dams dell'Universita' di Bologna, attraverso la rilettura della pittura vascolare apula di eta' classica, investiga i possibili antecedenti del tarantismo nei rituali misterici di Dioniso, con tutto il loro portato di simbologie, evocazioni e suggestioni che vertono sul tamburo e sull'aulòs quali veicoli della mania teléstica. Brenno Boccadoro, docente di musicologia all'Universita' di Ginevra, ripercorre il cammino della civilta' letteraria europea dall'antichita' classica all'eta' dei lumi alla ricerca dei temi piu' affascinanti che accomunano il tarantismo agli altri modi usati dall'uomo per applicare il potere psichico della musica alla ricomposizione delle passioni e alla riconquista dell'harmonia perduta. Gilbert Rouget, gia' direttore della sezione musicale del prestigioso Musée de l'Homme di Parigi ed autore della fondamentale monografia La musique et la transe, riesamina, non senza spunti critici, la teoria dell'"esorcismo coreutico-musicale" formulata a suo tempo da Diego Carpitella pervenendo all'ipotesi di un vero e proprio "teatro della possessione" con un suo canone liturgico. Luisa Cosi, docente di Storia della Musica al Conservatorio "Tito Schipa" di Lecce, identifica i numerosi punti di connessione ritmico-melodico-armonica esistenti fra le tarantelle seicentesche e alcune forme della tradizione popolareggiante del tardo rinascimento e del barocco (folia, moresca, misticanza…), proiettando poi l'analisi all'interno dell'esperienza musicale colta lungo tutto il XVII secolo con notevole proposta di partiture musicali poco note o proprio inedite individuate nelle maggiori biblioteche d'Europa.

    Vallerius Harald, Swedenborg Emmanuel, Kahler Marte
    Tarantola iperborea
    Pagine 112
    Nardò (LE), Besa, 2001
    Euro 10,00
    Disponibilità limitata, volume in esaurimento
    Vera e propria "sindrome alla moda" fra le curiosita' naturalistiche del secolo dei lumi, il tarantismo è ampiamente trattato da una triade prestigiosa di accademici del Settecento svedese. Dalle radici razionalistiche e cartesiane, il tema del morso della tarantola risale verso le vette della speculazione filosofica ambiguamente tentata dalla metafisica per corroborarsi, infine, della osservazione e del metodo sperimentale. Una letteratura che, inaspettatamente, rivela la fortuna di un argomento misterioso e affascinante in un contesto culturale remoto e diverso dal nostro.

    N.B.:
    - Alcuni volumi sono disponibili in un numero di copie limitato.
    - I prezzi indicati possono essere soggetti a variazione da parte dell'Editore.
    - Non tutte le Opere sono presenti in libreria: coloro che volessero visionare le Opere elencate sono pregati di telefonare preventivamente.

    FINE

     


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  • TUONI E LAMPI - Triotarantae

    Tuoni_e_Lampi_Triotarante_pTitolo: Tuoni e lampi.
    Autore/i: Vari
    Interprete: Triotarantae
    Musiche: Vari
    Esecutore/i: Triotarantae
    Produzione: Terreinmoto
    Anno di produzione: 2007
    etnica
    Disponibilità: No

     


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     ...è stata mia nonna a contarmi e a cantarmi la vita e' patanelle fritte e ninna nanne per chiudermi gli occhi al sonno di pace di me bambino e... preghiere, quelle della terra, 'a fatica do' terra, per cavalcare le paure de' tuoni e de' lampe...
    Con il nostro canto ci incamminiamo in un viaggio carico di umori, colori, ricordi e sensazioni molto diversi tra loro: incroci di percorsi, di lingue, di vita inevitabilmente complessi

  • UN RITMO PER L'ANIMA. Tarantismo e terapie naturali.

    Un_Ritmo_per_l_Anima_DVD_pTitolo: Un ritmo per l'anima.
    Sottotitolo: Tarantismo e terapie naturali.
    Opuscolo + DVD
    Paese, Anno: Italia, 2004
    Regia: Giuliano Capani
    Tipo: Colore
    Numero dischi: 1
    Genere: Documentario
    Produzione: Otranto (LE), Anima Mundi Video
    Dati tecnici DVD: 45 min.
    PAL
    Lingua audio: Italiano, inglese
    Disponibilità: No

     


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    Il film, che ha avuto numerosi riconoscimenti in Italia e all'estero indaga il tarantismo dal punto di vista bioenergetico e delle odierne pratiche terapeutiche olistiche. Il Tarantismo è un antico rituale terapeutico di cui non si conoscono bene le origini: era ancora in uso nel Salento negli anni '70, e fu studiato per la prima volta dal famoso antropologo Ernesto De Martino.
  • VASCIO 'O CORE - Popolo vascio

    vascio o core popolo vascioTitolo: Vascio 'o core.
    Autore/i: Vari
    Esecutore/i: Popolo vascio
    I testi e le musiche dei brani sono tradizionali
    Produzione: Progetto autoprodotto
    Anno di produzione: 2018
    Prezzo: Euro 12,00
    Disponibilità: In commercio

     


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    Fabio Lombardi (tamburi, kazoo e voce), Francesco Urciuolo (organetto, chitarra battente, lira e flauti), Iacopo Cipolletta (chitarra, fisarmonica e voce) e Roberto Brunialti (chitarra, kazoo, castagnette, maranzano e putipù) formano il quartetto musicale dei Popolo Vascio, band napoletana fortemente influenzata dalle antiche tradizioni musicali popolari.
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