Autore: Giuliano CapecelatroCuratore:
Titolo: Alfabeto napoletano
Sottotitolo: Fenomenologia di una tribù metropolitana
Descrizione: Volume in formato 8°; 128 pagine
Luogo, Editore, data: s.l., SuccedeOggi, 2026
Collana:
ISBN: 9788899467333
Stato: Nuovo
Condizioni:
Note:
Prezzo: Euro 16,00
Disponibilità: In arrivo
Napoli è, al tempo stesso, una delle città più raccontate eppure più misteriose: i suoi mille misteri affondano le radici nel mito e i miti, come si sa, sono tali perché vengono raccontati tante volte ma ogni volta in modo differente. Questo libro posa lo sguardo su Napoli con l’intenzione di cogliere nel presente alcuni aspetti di una realtà millenaria e unificarli, poi, in una visione generale: leggere Napoli in filigrana nella stratificazione della sua vita.
Quindi, il poeta emigrante pakistano che vende chincaglierie in strada siede accanto a Salvatore Di Giacomo; la dannazione architettonica e camorristica di Scampia si specchia nelle rovine di Bagnoli; Caravaggio e Fausto Cigliano ritraggono le emozioni forti da due prospettive tutto sommato gemelle; le sontuose scale mobili della metropolitana conducono negli stessi inferi dei monacielli. Napoli è solo apparentemente una somma di contraddizioni: in realtà è un universo a sé stante che Giuliano Capecelatro, giornalista e scrittore, qui, ripercorre come un esploratore che vada in cerca di un senso.
Quindi, il poeta emigrante pakistano che vende chincaglierie in strada siede accanto a Salvatore Di Giacomo; la dannazione architettonica e camorristica di Scampia si specchia nelle rovine di Bagnoli; Caravaggio e Fausto Cigliano ritraggono le emozioni forti da due prospettive tutto sommato gemelle; le sontuose scale mobili della metropolitana conducono negli stessi inferi dei monacielli. Napoli è solo apparentemente una somma di contraddizioni: in realtà è un universo a sé stante che Giuliano Capecelatro, giornalista e scrittore, qui, ripercorre come un esploratore che vada in cerca di un senso.
E alla fine del viaggio il lettore scopre che il senso di Napoli è proprio nella sua ostentata autosufficienza: un territorio abitato da una tribù millenaria abituata ad accogliere i “metechi”, gli stranieri, a patto che rispettino le regole della città, che ne accettino le leggende, che si mescolino al rumore assordante e si facciano essi stessi mito o poesia o carta sporca o canzone, a seconda dei casi. Così, per accumulo di genti, a partire dai viandanti che migliaia di anni fa corsero a vedere la sirena d’Odisseo spiaggiata davanti al Vesuvio e si fermarono lì per cercare di capire come mai quello scorcio di mondo fosse così bello, Napoli è diventata quel che è oggi: un corpo multiforme fatto di racconti e misteri.
«Napoli si compone di una trama inesausta di miti, leggende. Dalla Sirena in poi, una successione continua. Una peculiarità, una stranezza, e si viene cooptati in una riproposizione fantastica».
Giuliano Capecelatro

