Titolo: Visioni asburgiche del Mediterraneo
Sottotitolo: La Sicilia nell’equilibrio metternichiano (1812-1824)
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 15); 256 pagine; 6 illustrazioni in b/n
Luogo, Editore, data: Roma, Artemide
Collana: Galatea
ISBN: 978-88-7575-283-5 9788875752835
Prezzo: Euro 25,00
Disponibilità: In commercio
Nel 1860 si chiudeva nella sostanza un’epoca intera, aperta dal Congresso di Vienna, ed andava in frantumi l’equilibrio geopolitico imposto alla penisola italiana appunto nel 1815. Un singolare parallelismo sembrava accomunare il Regno delle Due Sicilie e l’Austria.
Nel 1815-16 il rientro dei Borbone a Napoli e la nascita del nuovo regno meridionale riunificato sotto la tutela austriaca avevano segnato il trionfo di Ferdinando II e soprattutto di Metternich, nella comune visione conservatrice e anticostituzionale. Quarantacinque anni dopo, un po’ come una rivincita di Gioacchino Murat e di Napoleone Bonaparte, la combinazione tra debolezza militare e crisi interna avrebbe contraddistinto entrambi gli stati, provocando lo sfaldamento completo del primo e il significativo ridimensionamento internazionale del secondo, avviato a subire di li a breve l’ascesa della Prussia a capo della Germania unificata e la trasformazione in duplice monarchia.
La facilità con cui, negli anni Sessanta dell’Ottocento, l’Impero austriaco dovette cedere, sullo scenario marittimo, alla supremazia di due superpotenze navali e colonialistiche come Inghilterra e Francia, in effetti poco dovrebbe sorprendere e corrisponde pienamente alla visione storiografica coltivata fino a tempi recenti dalle potenze affermatesi nell’eta dell’imperialismo.