Autore: Helga Di GiuseppeCuratore:
Titolo: Fila la lana, fila i tuoi giorni
Sottotitolo: Donne, uomini, bambini, animali, strumenti, ateliers, manufatti nella produzione tessile del mondo antico tra sacro e profano
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 24 x 17); 304 pagine; illustrato in b/n
Luogo, Editore, data: Roma, Scienze e Lettere, 2025
Collana:
ISBN: 9788866873198
Stato: Nuovo
Condizioni:
Note:
Prezzo: Euro 38,00
Disponibilità: In commercio
Con i tessuti l’uomo esprime necessità primarie e secondarie. Si ripara dal caldo, dal freddo, dall’umidità, arreda, immagazzina, trasporta, lavora, esprime il proprio credo, costruisce architetture, si autorappresenta con le proprie abilità tecniche e stilistiche, esprime il proprio status sociale ed economico e il proprio gusto, istruisce, raccontando degli antichi miti, delle battaglie, insegna la storia dei propri antenati, canta e trasmette saperi.
Questo volume è una raccolta di tante riflessioni dell’Autrice sulla produzione tessile riviste, ampliate e approfondite alla luce di una discussione che è andata dipanandosi grazie a studi sempre più numerosi sulle trame antiche. La filiera della produzione tessile, dal reperimento della materia prima alla realizzazione del manufatto finito, passando per il finissaggio e la commercializzazione, si snoda tra laboratori, strumenti, tecniche, operatori lanifici, forze sociali in gioco di varia estrazione analizzati nel contesto economico, culturale e religioso del mondo antico su un'ampia prospettiva cronologica senza mai trascurare l’imprescindibile approccio interdisciplinare tra fonti etnografiche, letterarie, epigrafiche, iconografiche e archeologiche.
Indice del volume:
Premessa
L’importanza delle radici
Introduzione
Vestirsi, una necessità primaria e antropologica
I. Disse la canapa al lino: quando ti consumi, io mi affino
ovvero le fibre tessili
Le fibre animali
Le fibre vegetali
Le fibre minerali
Le fibre metalliche
II. Aprile tosatore / porta la lana al vecchio pastore, / spoglia la pecora e l’agnello / per farti un berretto ed un mantello - ovvero l’organizzazione del ciclo produttivo
Il reperimento delle materie prime
Lavaggio, pettinatura e semilavorati
Le officine lanifricarie
Le officine coactilarie
La tintura
Le officine tintorie
III. Tale il filo tale la tela
Chi vuol buona tela ordisca grosso e trami fino
ovvero la filatura e dintorni
Il pensum un dovere quotidiano
Le lanarie, un mistero risolto?
T. Aelius Evangelus, abilis lanarius
L. Domitius Cnidus lanario lucano lungo una via di transumanza
Una lanaria a Mutina
IV. Telaio non vuol rabbia, né stizza, né panza vizza - ovvero la tessitura e dintorni
Le tecniche di tessitura
Le tecniche di decorazione
I luoghi della tessitura tra sacro e profano: bordelli o laboratori produttivi?
La tessitura come attività commerciale e i pesi iscritti in ambito domestico
I pesi iscritti in epoca romana
VARIANTI SUL TEMA
Il caso di Roma, un’industria laniera disattesa?
Gynaecea, linyphia e baphia
Il canto della spola
V. Atqui ex lotio est - ovvero la follatura e il finissaggio
Il caso di Roma, città dei lavandai
VI. L’ago, il refe e la toppa, mantengono la famiglia - ovvero la commercializzazione delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti
Le etichette plumbee: un servizio efficiente e specializzato
VII. Per una prosopografia della lana: casi scelti
Livia ed Eumachia, lanam fecerunt
Messalina lanifica. Un ossimoro o una storia ritrovata?
Bruttia Crispina e la lanaria di Marsico Vetere
Trosia Hilara, imprenditrice lanifica
Cicerone lanifico
VIII. Le ninfe tessean tuttora su’ telai di pietra - ovvero la produzione tessile all’ombra degli dèi
Il dono di lane, stoffe e vestiti nelle fonti letterarie ed epigrafiche
Le sacrae textrinae
Gli indicatori archeologici in area sacra: cesoie, epinetra, cardatoi, conocchie, fuseruole, kalathiskoi, pesi da telaio e murici
ConclusioniAPPENDICE
Lettera aperta a Penelope
Bibliografia
fine

