Piero Antonio Toma

Piero Antonio Toma, giornalista professionista e memorialista. Ha collaborato a numerosi quotidiani, da Il Mattino al Corriere della Sera, a Il Sole 24 ore. Ha scritto numerosi saggi, fra i quali: Renato Caccioppoli. L'Enigma. ESI 1994 (nel 2004 la seconda edizione); L'avventura della Stazione di Napoli - Anton Dhorn. Nel 1999 ha scritto Giornali e giornalisti a Napoli. 1799 - 1999, Grimaldi. Un premio alla carriera di giornalista e di saggista dell'informazione gli è stato conferito il 12 aprile 2003 a Reggio Calabria con il Trofeo Pepè Caminiti. Nel dicembre 2004, sempre per i tipi della Grimaldi, ha firmato il romanzo-verita' Il silenzio dei giusti. Napoli 1943, Il ritorno degli ebrei.
  • il_nostro_novecentoAutore: Ermanno Corsi, Piero Antonio Toma
    Titolo: Il nostro Novecento
    Sottotitolo: Due giornalisti a confronto
    Descrizione: Volume in 8°; 300 pagine
    Luogo, Editore, data: Napoli, Compagnia dei Trovatori, 2010
    Collana: Biografie d'Autore
    ISBN: 9788895889078
    Prezzo: Euro 20,00
    Disponibilita': In commercio

     


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    Raccontare fatti, esperienze e società, una passione divenuta professione per due uomini, due giornalisti. Ermanno Corsi e Piero Antonio Toma hanno doppiato la boa del mezzo secolo di attività e prendendo spunto dalla loro esperienza di cronisti hanno deciso di descrivere il loro, o meglio, “Il nostro 900” a quattro mani e raccogliere le loro emozioni. Un libro dove il rapporto fra informazione e società rappresenta la cartina di tornasole di una cronaca di civiltà.

  • Napoli_Sotto_il_Cielo_pAutore: Piero Antonio Toma
    Titolo: Napoli sotto il cielo. 1920-1960
    Foto dell'Archivio fotografico Troncone
    A cura di Stefano Fittipaldi
    Descrizione: Volume rilegato, con sovracoperta, in formato 8° (cm 24 x 17); 256 pagine; moltissime foto in b/n, alcune su doppia pagina
    Luogo, Editore, data: Napoli, Compagnia dei Trovatori, aprile 2006
    Collana: Biografie d'Autore
    Disponibilita': No

     


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    Un viaggio per raccontare una famiglia che per prima in Italia ha portato a Napoli la cinematografia (1898) e, dalla meta' degli anni '20, il fotogiornalismo e la fotografia industriale e civile. Il racconto si snoda nella rievocazione scritta e in un centinaio di fotografie d'epoca, la cui documentazione, per molta parte, è tratta da quotidiani locali. Ne è venuto fuori il "patchwork" di una citta' prima sedotta nel suo inguaribile sfoggio di se stessa da esistenze patinate di principi, federali e divi dello schermo, poi devastata dai bombardamenti e dalla occupazione militare e infine avviata ad un tribolato "stop and go" fra ricostruzione e malgoverno.

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