Nicola Pugliese

Nicola Pugliese, nasce a Milano nel 1944. Il padre, grande giornalista, lo sottrae a due destini affini e antropologici per un napoletano, il teatro e il mare. Così lui e il vecchio "Roma" di Achille Lauro, nel quale egli milita dividendosi fra cronaca e Malacqua, il suo primo e ultimo romanzo, serrano insieme i battenti nel 1980. Ma mentre il quotidiano riprende, Pugliese si dissolve nel fumigare incerto della campagna campana.

A Calvino, suo pigmalione alla Einaudi, che nel 1977 intendeva apportare al libro lievi modifiche, indirizzò un ultimatum: "Con tutto il rispetto, o pubblicate il libro così com´è o niente". Qualcosa di simile è capitato all'editore di questa raccolta: "O questi otto racconti (nel suo cassetto ce ne sono altri due, anch'essi bellissimi) e questa copertina disegnata da me, o niente". L'editore ci ha messo quasi due anni di pressante corteggiamento nel rifugio di Avella per comprendere di non avere altre vie d'uscita.

Sono trascorsi trentadue anni da Malacqua, tanto bello quanto a torto dimenticato. Trentadue anni con addosso il silenziatore della "scomparsa". Finora la sua assenza letteraria gli è servita fra l'altro a gemellarsi con Salinger de il giovane Holden: "Anche lui scrisse un solo romanzo".

Ora Nicola Pugliese torna sulla scena narrativa firmando questi otto racconti inediti. Si tratta di un "ritorno" insperato e pure tanto atteso e dove il lettore potrà ritrovare quel "realismo magico" cui si conformava la sua opera maggiore. E dove si scandisce ancora la problematicità di Napoli, gli anfratti ambientali, i sottofondi porosi, le croniche patologie che la soggiogano in quell'anacronistico contrappunto fra essere dentro e fuori della storia, e della non-storia. Anche qui Pugliese si presta alla moscacieca letteraria col reclamare affinità elettive prima di tutto con il Màrquez di Macondo, e poi con Cortázar e con Eliot. E la sua vicenda personale del trovarsi in un rarefatto quanto bucolico topos dell'anima richiama l' "essere rimasto qui ad aspettare" della Ortese.. (Piero Antonio Toma)

Di sé e di questo libro Pugliese dice: "Allegoria del tempo oscuro o scaturigine della storia iniqua, La Nave Nera riunisce i racconti che sono successivi a Malacqua. Racconti kafkiani, oltre che singolari, esercizio inusitato dell'incertezza esistenziale, L'autore sopravvive a se stesso in Avella: scrive poco, dipinge poco, soprattutto trascorre le giornate al bar".
  • la_nave_nera_nicola_puglieseAutore: Nicola Pugliese
    Titolo: La nave nera
    Racconti
    Descrizione: Volume in formato 8°; 88 pagine
    Luogo, Editore, data: Napoli, Compagnia Dei Trovatori, 2008
    Collana: Le narrazioni del desiderio
    ISBN: 9788895889092
    Prezzo: Euro 12,00
    Disponibilità: In commercio

     


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    Allegoria del tempo oscuro o scaturigine della storia iniqua, La Nave Nera di Nicola Pugliese riunisce i racconti che sono successivi a Malacqua. Racconti kafkiani, oltre che singolari, esercizio inusitato dell'incertezza esistenziale.
  • MALACQUA. Quattro giorni di Pioggia nella città di Napoli in attesa che si verifichi un Accadimento straordinario - Nicola PuglieseAutore: Nicola Pugliese
    Titolo: Malacqua
    Sottotitolo: Quattro giorni di Pioggia nella città di Napoli in attesa che si verifichi un Accadimento straordinario
    Romanzo
    Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 14); 152 pagine
    Luogo, Editore, data: Napoli, Tullio Pironti, 2013
    ISBN: 9788879376235
    Prezzo: Euro 11,90
    Disponibilità: In commercio

     


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    «Ed attraverso il vetro della finestra grigi pensieri fumiganti ad inseguire il mare, Santa Lucia ristretta nelle spalle, le mani in tasca, ad ascoltare il silenzio del suo silenzio, le raffiche del vento che veniva, e queste foglie ritorte nella strada, dentro l’asfalto. Dalla strada solitudine graziosamente se ne discende al mare, con gozzi malandati, luci sfrangiate, e navi in lontananza, punta della Campanella, e Capri, la gran massa di Capri distesa a ricordare, estranea alla città come torre indecifrata, vicina sì, quanto vicina, e lontanissima, pure, con storie scolorite d’imperatori e donne, con cargo tremolanti dell’Oriente e dell’Africa, e granaglie, carichi di mais, ferro, sabbia dorata».
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