ANNIBALE RUCCELLO. ASSOLI - Domenico Sabino

Assoli_Ruccello_pTitolo: Assoli
Autore/i: Domenico Sabino
Immagini di repertorio tratte da “I segni di Napoli” a cura di U. Serra.
Testimonianze di Franco Autiero - Lello Guida - Enzo Moscato
Ideazione e Regia: Domenico Sabino
Testimonianze di Franco Autiero - Lello Guida - Enzo Moscato
Durata: 20'
Produzione: Theateraus
Anno di produzione: 2006
Prezzo: Euro 10,00

Annibale Ruccello (1956/1986), protagonista del rinnovamento della drammaturgia italiana negli anni ’80, precocemente scomparso, viene omaggiato e raccontato attraverso testimonianze e frammenti dei suoi stessi spettacoli.

La sua stessa presenza, come autore e attore en travesti ne Le cinque rose di Jennifer in Notturno di donna con ospiti e in Ragazze sole con qualche esperienza è parte integrante di quella ricerca antropologico-teatrale sui temi dell’identità (culturale e sessuale) messa alla prova in un universo repressivo, contaminato nel linguaggio e nei comportamenti dai modelli di vita borghese.

La video/sceneggiatura è giocata sul concetto del visto/non-visto, del campo/fuori-campo. Crea un continuum senza rigore logico e filologico. Illogica caotica babele video de/narrativa: flusso ininterrotto di immagini, voci, suoni - insieme di ricordi, schegge ruccelliane e altro -, costruito sul concetto della mancanza, dell’assenza, in cui tutti si confrontano con i propri fantasmi, le proprie ombre, le proprie follie.

Mancano movimenti di macchina da presa allo scopo di focalizzare unicamente la video/parola: immagine-movimento (non immagine in movimento), che Deleuze definisce materia segnaletica - comportante tratti di modulazione di ogni tipo: sensoriali visivi e sonori, intensivi, affettivi, ritmici, tonali, verbali -,massa plastica, materia a-significante e a-sintattica, materia non linguisticamente formata.

Da Le cinque rose di Jennifer a Ferdinando passando per i deliri di Mamma e Anna Cappelli, la drammaturgia di Ruccello indaga, attraverso l’adozione del carattere noir e ritmi da thrilling, sulla scomparsa dei miti/riti collettivi, sulla trasformazione dell’immaginario collettivo.

La sua scrittura teatrale, che si avvale del dialetto non come forma di un teatro di tradizione ma come linguaggio di un teatro di sperimentazione, ha segnato tragicamente il confine tra cultura dominante e cultura subalterna.
Domenico Sabino

Domenico Sabino è diplomato al Conservatorio e laureato in Antropologia. È studioso della ricerca teatrale, musicale ed antropologica di Roberto De Simone, di religiosità popolare e della tradizione musicale orale - specialmente dell’area campana -, nonché di drammaturgia contemporanea (Annibale Ruccello, Antonio Neiwiller, Leo De Berardinis, Enzo Moscato). Svolge attività didattica e di ricerca presso l’Università degli Studi di Salerno e l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha pubblicato il saggio Oleograf(f)ia Napolitana (Salerno/Milano, 2004). È autore, tra gli altri, dei testi teatrali Nouvelle Vague (1994), Xanax (1999), Sequenza - dedicato ad Antonio Neiwiller (2003), Teatro/Lazarett (2004), Festa a mmare azione artaudiana per Annibale Ruccello (2005) e dei docu/video Ma/donna delle Galline (2000), bailamme (2000) e Annibale Ruccello assoli (2006).

 


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