MONTEMARANO - Luigi D'Agnese

Montemarano_dvd_pTitolo: Montemarano.
Autore/i: Luigi D'Agnese
Prefazione: Franca Molinaro
Fotografia: Eugenio Matteis
Montaggio video: Fabio Coscia
Ricerca e regia: Luigi D'Agnese
Produzione: Hyrpus Doctus
Durata video: circa 90'
Anno di produzione: 2009
Prezzo:
Disponibilità: No

Montemarano è un paese dell'alta Irpinia, rinomato per la sua tarantella e per il vino "Taurasi", è alto 820 m.s.l., conta 3200 abitanti, dista 24 km dal capoluogo (Avellino) ed ha una campagna molto estesa con vigneti, uliveti e castagneti e perciò ancora oggi è un paese agro-pastorale...



Da alcuni anni Luigi D'Agnese si interessa delle tradizioni popolari del suo paese, che è Montemarano, cittadina conosciuta per la tarantella detta appunto la "Montemaranese" e per un magnifico "Carnevale" sui generis, che si svolge dalla notte dei tempi con maschere tradizionali, quali: il "Caporabballo", la "Pacchiana", il "Vecchio", lo "Straccivendolo" e tante altre e sempre con riferimento a fatti ed a personaggi del passato e dei nostri giorni, le quali girano e ballano per le vie dei paese in forma di processione al suono di questa tarantella. Le note di questo ballo una volta erano eseguite con gli strumenti musicali tradizionali del luogo, in particolar modo a carnevale, e cioè con organetto, ciaramella e tamburello, mentre oggi si eseguono con fisarmonica, clarino e tamburello...
Tratto da:
Irpinia: Montemarano, Percorsi di Etnomusicologia, un Antico Strumento Musicale nella Tradizione in Campania, "II Flauto di Corteccia di Castagno"..

Prefazione
D'Agnese in questo DVD ha riassunto le ricerche effettuate dal 2000 al 2009 e, nel contempo, ha realizzato un omaggio al suo paese. Il lavoro si introduce con l'inno strumentale di Montemarano eseguito con un organetto a otto bassi, segue una ballata (Montemaranese) a due protagonisti. Come sempre accade nella tradizione popolare, al profano s'intreccia il sacro ed ecco la processione del 21 agosto, con canti in onore di San Giovanni vescovo e patrono del paese. Il paesaggio è dominato dal castello dove dimorò e trovò spunto per la sua raccolta di curiti il governatore Giambattista Basile nel 1615 (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici, Elio de Rosa editore. Protagonisti nella Storia di Napoli. Grandi Napoletani, Giambattista Basile).

L'otto settembre si rinnova l'antica tradizione delle cappelle dedicate alla Madonna di Montevergine; a sera le donne si uniscono in comitiva e visitano le edicole allestite nei vari vicoli intonando il canto alla Mamma Schiavona.

La raccolta è molto al femminile, le donne appaiono come scrigno della tradizione, propone, infatti, canti profani e religiosi eseguiti da signore ottantenni. La mente a questa età sfuma e le signore si aiutano nel ricordare i lavori nei campi, la passata giovinezza e le preghiere recitate la sera a Natale o forse a Pasqua, così si chiarifica il ricordo e la voce si rompe nella commozione del canto della Passione.

Montemarano è un paese che coltiva la sua tradizione per questo, d'estate organizza "Folk' in Bosco" una manifestazione in cui si raduna tutto il paese per suonare, cantare e ballare tutte le varianti della tarantella.

Montemarano è soprattutto carnevale che nella tradizione incomincia con Sant'Antonio Abate il 17 gennaio, si dice infatti Sant'Antuono maschere e suoni. In questa occasione sono presenti i caporabballi vestiti con abiti ricamati a mano e muniti di scopa a simboleggiare il carattere questuante della processione. La Montemaranese compare come ballo processionale, ascrivibile con molta probabilità alle processioni in onore delle divinità pagane. Segue il carnevale in cui i capirabballi portano il bastone del comando. Nella raccolta di Luigi non poteva mancare un omaggio al padre macellaio e pastore, simbolo della cultura agropastorale della comunità. Il suo racconto è mosso dall'amarezza ed insieme dalla nostalgia per la gioventù perduta, per il tempo speso tra i boschi a pascolare gli agnelli e costruire flauti con la corteccia di castagno, è riportata "a sonata appriesso 'a l'aini" eseguita con lo scacciapensieri (tromba degli zingari). Vi sono popoli che portano inscritto nel patrimonio genetico modelli arcaici sopravissuti all'evoluzione culturale con poche varianti rispetto ai memi originali. Uno di questi memi può essere identificato nella "Montemaranese", motivo sonoro e coreografico proprio del popolo di Montemarano.
Franca Molinaro
Giornalista Etnografa

 

Luigi D'Agnese è nato e vive a Montemarano. Incoraggiato dal fratello Generoso, si è dedicato fin da giovane alla ricerca etnomusicale. Il suo prezioso lavoro di ricercatore autoctono, nel 2002, ha dato vita all'Associazione Culturale "Hyrpus Doctus" ed in seguito, nel 2004, al Museo Civico Etnomusicale "Celestino Coscia e Antonio Bocchino". Del suo lavoro ha parlato la stampa nazionale ed internazionale. Ha organizzato numerosi convegni ai quali hanno partecipato esperti nel settore; inoltre ha pubblicato numerose ricerche che riguardano la tradizione musicale di Montemarano. Ultima pubblicazione, libro+cd audio "Irpinia, Montemarano: Canti, Raccconti e Suoni Popolari nella Tradizione in Campania - Vol. I", Edizioni "Hyrpus Doctus" (2007).

 


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