NUOVI PANORAMI DI NAPOLI - J. Poppel e M. Kurz

nuovi_panorami_di_napoli_poppelAutore: J. Poppel e M. Kurz
Titolo: Nuovi panorami di Napoli
Stampa anastatica dell'opera originale
Traduzione di Maria Vittoria Rossi
Descrizione: Volume rilegato in tela blu, con titoli in oro sul dorso e fregio in oro sul piatto anteriore, in astuccio rigido, anch'esso ricoperto di tela blu, in formato 8° (cm 23 x 15,5); 54 pagine; 24 tavole a colori fuori testo con 24 vedute da disegni di C. Leuze e A.; ogni veduta è ricoperta da una pagina di carta velina. Edizione a tiratura limitata di 500 esemplari numerati a mano. L'esemplare disponibile è il n. 417
Luogo, Editore, data: Napoli, Regina, 1995
Prezzo: Euro
Disponibilità: No


Prefazione
La descrizione della nostra città di scrittori e viaggiatori stranieri quali Goethe, Stendhal, Saint Non, e tanti altri non meno famosi ci lascia sempre meraviglia e nostalgia per le fantastiche rappresentazioni di vita e di paesaggi che lasciano trasparire la ragione per cui tanti uomini di altri paesi desiderassero tanto vedere e vivere a Napoli e quindi ci danno anche il motivo per cui le nostre terre sono sempre state tanto contese da condottieri e regnanti fin dall'antichità.
L'opera che riproponiamo rientra in quella vasta schiera di lavori che caratterizzano il cosiddetto «grand tour", ma alla lettura ci rimane emozioni differenti da tutte le altre descrizioni di Napoli.
Siamo sotto il Regno di Ferdinando II, Napoli vive un periodo di tranquillità, lo scrittore visita la città e ne fa una cronaca che si può paragonare ad un moderno servizio giornalistico. Brevemente ce ne racconta la storia, e poi inizia a descriverne i pregi ed i difetti. Nella lettura dobbiamo tener conto che a lui, uomo del nord, tante cose che noi possiamo giudicare simpatiche e caratterizzanti, appaiono come difetti e manchevolezze.
Rimane estasiato come tanti altri dai meravigliosi paesaggi che gli vengono continuamente davanti agli occhi in giro per la nostra città, non è entusiasta degli edifici descrivendoli architettonicamente come sovrapposizione di diversi stili, ma in queste precise seppur critiche descrizioni, quella più particolare riguarda gli usi e i costumi dei Napoletani: Nobili Borghesi e Popolani.
I Nobili napoletani sono diversi da quelli degli altri paesi, per esempio con la servitù c'è una confidenza che non esiste in altri popoli, e questo barlume di democrazia sembra che l'autore lo critichi pur accettandolo perché conseguenza del clima e delle abitudini di questa gente; il borghese invece è l'unica categoria di lavoratori che esiste nel Regno, raffigurati come abili artigiani e scaltri commercianti e, cosa ancora più particolare, solo nel Regno delle Due Sicilie una fanciulla borghese può sperare di sposare un nobile rampollo.
Il popolo invece è una tavolozza di colori ed emozioni, gli scugnizzi sono bambini intelligentissimi con un acume al di fuori della normalità, la sera si raccolgono sul molo, dove teatrini di burattini danno vita alle avventurose peripezie di Pulcinella, mentre poco lontano un prete predicatore cerca invano di richiamare l'attenzione della gente per raccontargli le gesta dei santi e della madonna. Il lazzarone è un giovane fannullone che lavora occasionalmente aspettando il turista per accompagnarlo in giro ed indicargli i luoghi e le strade, o per derubarlo con qualche abile trucchetto. La donna del popolo ha sicuramente uno o più amanti, che cambia a secondo delle sue esigenze del momento, infatti da questo punto di vista la città viene descritta come luogo in cui i costumi sono facili e la perdizione è assicurata.
Altre notizie interessanti le ritroviamo nel racconto delle feste popolari come quella della Madonna dell'Arco, giorno in cui la città si spopola poiché tutti i cittadini vanno ad onorare la santa, la Piedigrotta con la grande parata del Re, dei Nobili di corte e dell'esercito nella Villa Reale, la festa del Patrono S. Gennaro, che raccoglie ogni anno nel duomo migliaia di fedeli che aspettano impazienti la liquefazione del sangue del Santo, avvenimento propiziatorio per i tempi a venire.
Insomma raccontarvi tutto mi sembra troppo, sicuramente ci troverete più gusto nel leggerlo e nello scoprire abitudini ancora oggi mai cambiate e cose invece scomparse del tutto. Sicuro alla fine giudicherete questa narrazione, anzi questa cronaca, come un'attuale descrizione della nostra città con poche differenze dalla Napoli del 1840.
GENNARO REGINA

Elenco delle tavole:
1. Napoli dalla collina di Posillipo.
2. Napoli dal mare.
3. Piazza della reggia.
4. Strada di St.Lucia in Napoli.
5. Villa Reale Napoli.
6. Arco di trionfo di Alfonso II in Castel Nuovo.
7. Real  Museo Borbonico Napoli.
8. Napoli dalla strada nuova di Capodichino.
9. Il cimitero nuovo a Poggio Reale.
10. Sepolcro di Roberto dAngiò in S. Chiara.
11. Piazza di S.. Domenico maggiore in Napoli.
12. Napoli dal forte del Carmine.
13. Strada del Molo.
14. Collina di Posillipo.
15. Grotta di Posillipo presso di Napoli.
16. Tempio di Serapide a Pozzuoli.
17. Golfo di Baia da Camaldoli.
18. Avanzi del tempio di Giove a Pompei.
19. Il foro di Pompeja.
20. Avanzi di Pesto.
21. Castellammare da Pozzano.
22. Piazza di Castellammare.
23. Sorrento.
24. L'isola di Capri.

 


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