QUADERNO A CANCELLI - Carlo Levi

QUADERNO A CANCELLI - Carlo LeviAutore: Carlo Levi
Curatore:
Titolo: Quaderno a cancelli
Con una testimonianza di Linuccia Saba e una nota di Aldo Marcovecchio
Prima edizione
Descrizione: Volume con copertina flessibile, con sovracoperta, di cm 21 x 15,5; 233 pagine; sovracoperta con labili strie di colore (vedi foto) tagli lievemente impolverati; piccolissimo strappo alla testa del dorso della sovracoperta; riproduzione di una pagina manoscritta
Luogo, Editore, data: Torino, Einaudi, 1979
Collana: 
ISBN: 
Condizioni: In eccellenti condizioni
Prezzo: Euro 20,00
Disponibilità: 1 esemplare

 


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Forse è l'opera più strana, ma forse per questo tanto affascinante, di Carlo Levi: diario ospedaliero, autobiografia, libro di sogni e riflessioni a 360 gradi. Levi la scrisse nel 1973 in condizione di cecità, quando era in clinica per un doppio intervento alla retina. Per questo si fece fare un quaderno con una griglia metallica che lo aiutava a tenere allineata la scrittura (da cui il titolo).
La malattia e la percezione di una fine non lontana lo portavano a ripercorrere ricordi di infanzia che si intrecciano però con i sogni, in una situazione in cui notte e giorno, sonno e veglia, non avevano molte distinzioni.

 "Il Quaderno non è un'opera progettata a tavolino, nasce piuttosto da una prassi quotidiana volta a esorcizzare con la luce della scrittura il buio della malattia. Le stesse condizioni materiali in cui versa l'autore orientano più che mai l'opera, a tal punto che in alcuni passaggi le carte manoscritte attestano come egli si sia addormentato scrivendo, così come al contrario altre volte si sia risvegliato e abbia prontamente appuntato un sogno.
Il carattere diaristico e quotidiano dell'opera si mescola allo sguardo onirico e interiore a cui lo costringe la cecità. In molti suoi romanzi, Levi intreccia una componente finzionale a eventi della propria biografia, e il risultato di questo impasto ha talvolta ingenerato equivoci circa lo statuto delle sue opere. Anche il Quaderno non si sottrae a tale caratteristica, qui tuttavia i dati concreti sono davvero esigui: l'operazione,
il ritorno a casa, una seconda operazione in aprile e il successivo periodo di convalescenza sono parti della cornice entro cui sprofonda l'abnormità del mondo onirico, vero tratto distintivo di questo diario che non deve essere necessariamente letto pagina per pagina, ma che può anche essere attraversato con incursioni trasversali."
(dalla prefazione, di un'edizione successiva, di Riccardo Gasperina Geroni)
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