DONNE PER LE DONNE. Dall'uguaglianza alla differenza, due secoli di lotte - A cura di Nadia Verdile

DONNE PER LE DONNE. Dall'uguaglianza alla differenza, due secoli di lotte - A cura di Nadia VerdileAutore: AA.VV.
Curatore: Nadia Verdile
Titolo: Donne per le donne
Sottotitolo: Dall'uguaglianza alla differenza, due secoli di lotte
Anno scolastico 2006-2007
Progetto "La nostra Storia"
Classi coinvolte: IV B sp., V B sp., V A sp.
Descrizione: Volume in brossura con alette, di cm 24 x 16,5; 166 pagine; alcune immagini in b/n
Luogo, Editore, data: San Leucio (CE), Istituto Statale d'Arte "San Leucio", 2007
Collana: 
ISBN: 
Condizioni: eccellenti
Prezzo: Euro 10,00
Disponibilità: 1 esemplare

 


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In questo volume si analizzano le storie di donne che, con le loro idee e con le loro lotte, hanno contribuito ad intraprendere la strada per il conseguimento della parità assoluta di genere; in altri termini, del diritto ad essere diversi ma uguali.
La storia dell'impegno femminile per l'affermazione dei diritti e il riconoscimento delle pari opportunità per le donne, nonostante esempi significativi ma isolati presenti nel corso dei secoli, è concentrata, prevalentemente, negli ultimi due secoli.
Nel Regno di Napoli, nel 1789, viene edito, in soli 150 esemplari, il testo Origine della popolazione di S. Leucio e suoi progressi fino al giorno d'oggi colle leggi corrispondenti al buon governo di essa. Un'opera giuridica di straordinaria modernità che andò a normare i comportamenti di una popolazione, quella della Colonia reale di San Leucio, secondo i principi di uguaglianza sociale ed economica e soprattutto secondo uguaglianza di genere divenendo, questo angolo del Regno, per alcuni anni, l'avamposto dell'utopia di genere e del dispotismo illuminato. Cinque capitoli, ventidue paragrafi, una rivoluzione giuridica in chiave di genere che non ha avuto uguali nella storia della cultura occidentale. L'opera, firmata da Ferdinando IV di Borbone, fu un parto della regina Maria Carolina d'Asburgo.
Essa contiene i principi fondamentali di quella cultura illuminista di cui era fortemente impregnata la formazione della regina. La città degli uguali prevedeva, come perni su cui si muoveva tutta l'impalcatura normativa del Codice, l'assoluta uguaglianza tra donne e uomini, il diritto all'istruzione, all'educazione, alla successione e alla proprietà, alla casa, all'equo salario, alla tutela in caso di bisogno, all'assistenza sanitaria, alla prevenzione dal vaiolo, alla formazione e al lavoro.
Nel Codice leuciano la famiglia era posta a fondamento della comunità stessa e da essa promanavano le innovazioni e le uguaglianze sociali. «È il principal fine del matrimonio la procreazione della Prole. Divenuti gli Sposi Genitori de' figli, eccoli sottoposti ad altri più pesanti doveri, ed a più precise obbligazioni. Il Padre è nell'obbligo di sovvenire, di assistere, di sostenere insiem colla madre i propri figli. Entrambi son tenuti di educarli, e di procurar loro uno stato di felicità in questo mondo». Di eccezionale modernità era, senza dubbio, il riconoscere pari dignità e responsabilità nel sostegno e nell'educazione dei figli a madri e padri se si pensa che questo concetto giuridico, per noi ormai naturale, non era legge del nostro Stato italiano fino all'entrata in vigore del Nuovo Diritto di famiglia del 1975.....

Dal saggio introduttivo di Nadia Verdile "Due secoli di impegno politico e sociale per affermare il diritto ad essere uguali nella differenza"

 


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