Autore: VariCuratore: Olga Laudonia e Giovanni Gugg
Titolo: Terra e Fuoco
Sottotitolo: La Voce del Vesuvio tra Natura e Cultura
Descrizione: Volume in formato 8° oblungo (cm 18 x 21); 141 pagine; illustrazioni a colori ed in b/n
Luogo, Editore, data: Sorrento (NA), Centro Meridionale di Educazione Ambientale, 2025
Collana: Sud, Comunicazione e Ambiente
ISBN: 9788890898570
Condizioni: Nuovo
Note:
Prezzo: Euro 10,00
Disponibilità: 1 esemplare
L’armonia di un paesaggio risiede spesso in un equilibrio delicato, in una coerenza tra le sue forme e la sua storia. Il Vesuvio, con la sua imponenza e la sua imprevedibilità, rompe questo equilibrio, introducendo un elemento di caos e di mistero. La sua natura violenta e incontrollabile ha da sempre affascinato e terrorizzato gli esseri umani, alimentando miti e leggende che si sono tramandati nei secoli. In effetti, il Vesuvio è più di un’espressione della natura, perché è anche un “oggetto culturale”. Come direbbe Claude Lévi-Strauss, è “buono da pensare”, nel senso che gli umani non classificano gli elementi naturali - come animali, piante o fenomeni ambientali - solo in base alla loro utilità pratica (ad esempio, “buono da mangiare”), ma anche in funzione del loro valore simbolico e cognitivo.
Da millenni il Vesuvio è un elemento del mondo naturale che, attraverso il pensiero mitico, simbolico e artistico, permette di costruire significati culturali con cui le persone riflettono su concetti astratti, organizzano la conoscenza e danno senso al mondo. Il Vesuvio ci dice che la natura non è solo un insieme di risorse materiali, ma anche una fonte di idee e simboli attraverso cui gli esseri umani pensano e costruiscono le loro visioni del mondo. Dalle descrizioni dettagliate di Plinio il Giovane, che fu testimone oculare della catastrofe di Pompei ed Ercolano nel 79 d.C., alle gouache romantiche che ritraggono lo “spettacolo” dell’eruzione, il Vesuvio ha ispirato innumerevoli artisti e scrittori che hanno cercato di rappresentare la sua bellezza e la sua potenza distruttiva.
Dall'introduzione di Olga Laudonia e Giovanni Gugg

