Curatore: Archivio di Stato di Napoli
Titolo: "E lo averà a gratia"
Sottotitolo: Lettere di Alessandro Scarlatti ai vicerè (1708 - 1725)
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 22 x 21); 68 pagine; 25 riproduzioni a colori
Luogo, Editore, data: Napoli, Luciano, 2005
Collana:
ISBN: 9788860263841
Stato: Nuovo
Condizioni:
Note:
Prezzo: Euro 15,00
Disponibilità: 1 esemplare
A trecento anni dalla morte di Alessandro Scarlatti (Palermo 1660 - Napoli 1725), l'Archivio di Stato di Napoli rende omaggio al grande compositore che contribuì in modo decisivo a definire lo stile musicale del Settecento europeo, attraverso una testimonianza particolare: non con una nuova esecuzione delle sue opere, né con uno studio musicologico, ma con la voce diretta del maestro che emerge dalle carte del potere vicereale.
Le quattordici lettere qui presentate, conservate nei Viglietti originali della Segreteria dei Viceré, rappresentano un patrimonio documentario di straordinaria rilevanza. Scoperte e identificate grazie all'appassionata ricerca dei professori Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione, questi autografi ci restituiscono l'uomo Scarlatti, che doveva negoziare quotidianamente con le istituzioni, lottare per il riconoscimento economico, difendere la propria dignità professionale e familiare.
L'Archivio come spazio di risonanza
Questo opuscolo nasce da un'intuizione felice: celebrare Scarlatti non solo nelle sale da concerto, ma anche negli spazi stessi dell'Archivio di Stato di Napoli. La sala Filangieri, ex refettorio del monastero dei Santi Severino e Sossio, con la sua
acustica meravigliosa e il pianoforte Steinway & Sons donato dalla pianista Kiki Bernasconi, e la suggestiva sala del capitolo affrescata da Belisario Corenzio si sono trasformati in spazi dove la musica e la storia dialogano ininterrottamente.
Le celebrazioni per i trecento anni dalla morte del compositore hanno visto l'Archivio diventare luogo di performance musicali: prove e concerti dell'Orchestra Giovanile Alessandro Scarlatti, concerti dell'Ensemble Mercadante, esecuzioni dedicate al maestro. Non è un caso: gli archivi sono sempre più spazi vivi di risonanza, dove le voci del passato continuano a parlare per chi sappia ascoltarle.

