Autore: Valentina RussoCuratore:
Titolo: Sant'Agostino Maggiore
Sottotitolo: Storia e conservazione di un'architettura eremitana a Napoli
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 25 x 21); 312 + XII pagine; lievissimo alone ai bordi della copertina
Luogo, Editore, data: Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2002
Collana: Luoghi e Palazzi
ISBN: 9788849503883
Stato: Allo stato di nuovo
Condizioni:
Note:
Prezzo: Euro 30,00
Disponibilità: 1 esemplare
Il volume ripercorre la storia plurisecolare del complesso napoletano di Sant'Agostino Maggiore, comunemente noto come Sant'Agostino alla Zecca. Attraverso l'indagine su fonti edite ed inedite, vengono messi in luce gli interventi effettuati sulle fabbriche eremitane a partire dal XIII secolo, senza trascurare un'analisi - archeologica, topografica, ecc. - della situazione dei luoghi prima della fondazione del complesso agostiniano.
Tenendo costantemente in primo piano il rapporto tra indagine storica e restauro, oggetto di una specifica riflessione in apertura del volume, emergono molteplici apporti architettonici e, dunque, atteggiamenti collettivi e personali sviluppatisi nel corso del tempo nei confronti delle preesistenze angioine esistenti nella basilica e nelle parti conventuali. Risaltano, di conseguenza, le diversificate motivazioni che dal Medioevo all'attualità hanno condotto religiosi e tecnici a conservare, trasformare o distruggere le testimonianze più antiche presenti nell'architettura eremitana. Attraverso l'analisi dei processi formativi si giunge, infine, a prospettare alcune possibili coordinate metodologiche per un futuro programma di conservazione del complesso.
Gli spazi conventuali, in particolare, appaiono oggi caratterizzati da problematiche legate alla conservazione materica degli stessi e da patologie connesse ad usi sovente incompatibili.
Riflettere, pertanto, sul come tramandare al futuro la ricchezza dei significati interni alle fabbriche di Sant'Agostino, spesso troppo poco discernibili, costituisce lo scopo della parte finale del volume.
Tenendo costantemente in primo piano il rapporto tra indagine storica e restauro, oggetto di una specifica riflessione in apertura del volume, emergono molteplici apporti architettonici e, dunque, atteggiamenti collettivi e personali sviluppatisi nel corso del tempo nei confronti delle preesistenze angioine esistenti nella basilica e nelle parti conventuali. Risaltano, di conseguenza, le diversificate motivazioni che dal Medioevo all'attualità hanno condotto religiosi e tecnici a conservare, trasformare o distruggere le testimonianze più antiche presenti nell'architettura eremitana. Attraverso l'analisi dei processi formativi si giunge, infine, a prospettare alcune possibili coordinate metodologiche per un futuro programma di conservazione del complesso.
Gli spazi conventuali, in particolare, appaiono oggi caratterizzati da problematiche legate alla conservazione materica degli stessi e da patologie connesse ad usi sovente incompatibili.
Riflettere, pertanto, sul come tramandare al futuro la ricchezza dei significati interni alle fabbriche di Sant'Agostino, spesso troppo poco discernibili, costituisce lo scopo della parte finale del volume.

