IL PAESE DI CUCCAGNA - Matilde Serao

il_paese_di_cuccagna_matilde serao edizioni partageesAutore: Matilde Serao
Titolo: Il paese di Cuccagna.
Romanzo
A cura di Caterina De Caprio
Descrizione: Volume in 8° (cm 20,5 x 14); pp. 552
Luogo, Editore, data: Napoli, Edizioni Partagées, novembre 2004
ISBN: 88-7431-262-8
Disponibilita': No

 


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"..Dovunque si andava, nei quartieri del popolo come in quelli della nobilta', si scorgeva un movimento allegro, una lieta fatica, un affacendarsi rumoroso, una attivita' mai cessante, un fermento quotidiano e notturno di tutte le forze, un'azione costante, vivace, energica di tutta una serena e laboriosa citta' che intende a un'opera sola, a cui si da col cervello e col cuore, con le mani e coi piedi, adoperando la vibrazione dei suoi nervi, la vivacita' del suo sangue, la potenza dei suoi muscoli a questa immensa opera unica. E dovunque, dovunque s'indovinava, o si sapeva, o saltava agli occhi, o si leggeva che cosa era la grande opera: per le feste del prossimo carnevale..."
Con il toponimo Cuccagna nella cultura popolare, viene indicato il favoloso paese ove regnano l'abbondanza e le delizie del cibo: qui infatti spensieratezza e godimento assoluto sono raggiunti facilmente senza sforzo o sacrifici.
Nella nostra tradizione cuccagna è presente però anche negli usi figurati del linguaggio, infatti designa, per estensione, tanto le prelibatezze alimentari, quanto le fortunate combinazioni del vivere, in contesti che alludono ora a giochi di piazza, ora a momenti di festa e di euforica aggregazione sociale. La Serao nel suo romanzo di ambientazione napoletana, destinato però a un "pubblico non locale", seppe sfruttare la complessita' semantica del termine. Cuccagna - parola che d'ora in poi scriveremo con la maiuscola - fu per lei soprattutto il nome di una citta' dedita al gioco del lotto ove, di settimana in settimana, gli abitanti inseguivano, con ostinata convinzione, da visionari, il miraggio dell'arricchimento improvviso e si condannavano ad una vita irreale, sperando in una meta impossibile, riconosciuta solo da una farneticante geografia immaginaria.

 


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