IL BETTOLIERE DI BORGO LORETO - Francesco Mastriani

Il_Bettoliere_di_Borgo_LoretopAutore: Francesco Mastriani
Titolo: Il bettoliere di Borgo Loreto.
Romanzo popolare.
Descrizione: Volume in 16° (cm 17 x 12); pp. 250
Luogo, Editore, data: Ischia (NA), Imagaenaria, aprile 2004
Prezzo: Euro 9,80
Disponibilita': In commercio

 

Fin dal titolo, la precisa individuazione del quartiere definisce con realismo il contesto nel quale si svolge la fosca vicenda, ambientata nel 1836, nel cuore antico di Napoli, in una delle sue zone piu' sordide.

E gia' nell'incipit l'autore fa riferimento al groviglio di rampe e vicoli che costituiva la struttura urbana della citta' e nel quale era possibile operare ogni genere d'illegalita': un labirinto dove si muove un'umanita' primitiva e brutale. In questo sottobosco sociale, le donne sono descritte come «scapigliate e sudice erinni, che del loro sesso non aveano conservato altro che le forme sciupate dal vizio».

Torbide e miserabili sono anche le figure maschili e lo stesso Ciccio, il bettoliere protagonista del racconto, sebbene conteso da due donne, è «sciancato ed ernioso».

Tra questi reietti, Mastriani si muove con disinvoltura e senza disgusto e, come spesso accade nei suoi romanzi, ciò che domina è un'indagine sulla napoletanita', a ogni suo livello, nel grandioso e disperato tentativo di smascherare costumi e pregiudizi di una realta' degradata.

 

Francesco Mastriani nacque a Napoli nel 1819 da una dignitosa famiglia borghese. Considerato il massimo esponente del "Basso Romanticismo", fu prolifico autore di romanzi d'appendice a sfondo sociale, un genere diffuso in Italia a partire dagli anni Cinquanta dell'Ottocento. Modesto impiegato del dazio, conosceva perfettamente inglese, francese, spagnolo e tedesco e, essendo un lettore voracissimo, si formò una profonda cultura che mise a frutto nella sua enorme produzione letteraria che conta circa 900 lavori, tra romanzi (ne scrisse 107), racconti, strenne della Napoli borbonica, lavori teatrali e articoli per vari giornali. Mori' nel 1891. Tra le sue opere principali: Il mio cadavere, La Medea di Portamedina, La cieca di Sorrento, La sepolta viva e la cosiddetta "trilogia socialista" de I Vermi, Le Ombre e I misteri di Napoli.

 


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