I NAPOLETANI - Antonio Ravel

I_Napoletani_Ravel_pAutore: Antonio Ravel
Titolo: I Napoletani.
Sottotitolo: Ritratti.
Prefazione di Antonio Lubrano
Descrizione: Edizione in formato 8° (cm 21 x 14); 248 pagine
Luogo, Editore, data: Roma, Di Renzo, giugno 2006
Collana: Narrativa
Prezzo: Euro 14,00
ISBN: 88-83231503
Disponibilita': In commercio

Tutti i figli di Napoli sono accomunati da uno strano sentimento di odio-amore per questa citta' cosi' bella e cosi' contraddittoria. E questo sentimento emerge anche dalla raccolta I Napoletani, una serie di ritratti che lo scomparso Antonio Ravel ha dedicato a quei personaggi che rappresentano un'espressione significativa della citta', in una rubrica pubblicata tra il 1975 e il 1976 su Il Mattino.

La raccolta vuole essere non solo un omaggio alla citta' e ai suoi figli piu' famosi, ma soprattutto il ricordo di un giornalista vecchio stampo, che odiava i luoghi comuni e le frasi fatte - oggi in voga piu' che mai - e che insegnava ai suoi allievi il rispetto del lettore, il controllo scrupoloso delle notizie, il diritto di capire. E poi la dote fondamentale del lavoro di giornalista: l'umilta'.

Quello di Ravel è un tentativo di conoscere meglio Napoli attraverso l'umanita' che la anima e se molti dei nomi che figurano nel libro non dicono nulla al lettore moderno o al di fuori di un contesto partenopeo, alcuni sono entrati nella storia della citta' e non solo. Dal mondo dello spettacolo, in particolare del teatro con Angela Luce, Nino Taranto, Peppino De Filippo, Pupella Maggio, a quello della moda con Fausto Sarli e Mario Valentino, fino alla grande musica con Salvatore Accardo, Napoli e la napoletanita' presenti ovunque.

Ma il libro è anche e soprattutto un omaggio a questo giornalista, che ha scritto per Il Giornale e per Il Tempo, collaborando con le grandi firme del suo tempo, come Benedetto Croce, protagonista importante della vita culturale di Napoli, la cui figura viene ricordata nella prefazione da Antonio Lubrano, suo illustre allievo.

'La prima volta che andai a trovarlo in via Nardones, dove c'era la redazione de Il Giornale con le sue belle finestre su piazza Trieste e Trento, mi colpi' il suo aplomb. Un completo blu a righe marcate, dai larghi revers, camicia bianca a collo francese, cravatta rosso cardinale e scarpe color testa di moro. Elegante. Ecco, Antonio Ravel era un giornalista elegante. Ma di un'eleganza sobria. E quando cominciai a conoscerlo meglio mi resi conto che la sobrieta' era il suo stile, professionale e di vita.
In questi ritratti di napoletani c'è tutto il suo sincero sentimento per Napoli, senza nessuna concessione al folclore ma con i lampi di ironia che si coglievano nei suoi occhi, oltre la montatura color tartaruga.'

(Dalla prefazione di Antonio Lubrano)

Ritratti di:
Eduardo Caianello, Angela Luce, Epicarmo Corbino, Emilio Notte, Paola Riccora, Antonio Carrelli, Marcello Rodinò, Carlo Maria Iaccarino, Tecla Scarano, Vincenzo Dattilo, Salvatore Accardo, Ettore De Mura, Nino Taranto, Mario Persico, Fritz Dennerlein, Vincenzo Cilento, Vincenzo Palmieri, Mario Palermo, Peppino De Filippo, Carlo Venditti, Melina Pignatelli, Ferdinando Isabella, Giovanni Panza, Vittorio Viviani, Giorgio Schottler, Augusto Perez, Bruno Molajoli, Salvatore Papaccio, Bruno Gatta, Vincenzo Vitale, Fausto Sarli, Dolores Palumbo, Guido Bassa, Jacopo Napoli, Cristoforo Margera, Alberto Marotta, Bianca Tamajo, Andrea Giovene, Mario Valentino, Laura Cantani, Lelio Porzio, Chabernot, Antonio Blasi, Pupella Maggio, Roberto Murolo, Pasquale De Gennaro, Vincenzo Carola, Alfredo De Marsico, Zietta Liù, Aurelio Tafuri, Carmelo Marzano, Ivo Cecchi, Gino Ceriani, Mario Corbino, Massimo Del Monte Casoni, Giorgio Fiore, Gino Fiorentino, Carlo Gaetani, Matteo Gallucci.


Antonio Ravel, nato a Napoli nel 1923, giornalista a partire dal 1945, ha fatto rinascere Il Giornale, collaborando con grandi firme quali Benedetto Croce. Sempre dedicandosi alla cronaca, passa alla redazione de Il Tempo e poi alla redazione napoletana della RAI, dove ha partecipato alla fondazione dell'edizione regionale del telegiornale, di cui è stato primo conduttore. Molto amato dalla sua citta', è stato il maestro di uno stuolo di giovani praticanti giornalisti, che, cresciuti con lui, si sono poi disseminati in Italia e non solo. Ha curato inchieste, sezioni speciali e una scuola di giornalismo. A lui è dedicato un premio giornalistico.

 


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