SORRENTO. BOSCO DI AGRUMI. Il secolo d'oro dell'agrumicultura sorrentina (1850 - 1950) - Antonino De Angelis

SORRENTO. BOSCO DI AGRUMI. Il secolo d'oro dell'agrumicultura sorrentina (1850 - 1950) - Antonino De AngelisAutore: Antonino De Angelis
Titolo: Sorrento. Bosco di agrumi
Sottotitolo: Bosco di agrumi. Il secolo d'oro dell'agrumicultura sorrentina (1850 - 1950)
Introduzione di Gilberto Antonio Morselli
Saggi di Carlo Cupo, Raffaele Pane
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 25 x 21); 112 pagine; 16 foto fuori testo
Luogo, Editore, data: Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1996
Collana: 
ISBN: 
Prezzo: Euro 25,00
Disponibilità: In commercio

 


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Vi sono realtà territoriali che, per tutta una serie di circostanze hanno assunto, con il tempo, un significato del tutto particolare sì da divenire un unicum difficilmente scindibile nelle sue diverse componenti. Non vi è alcun dubbio che, tra queste. si debba includere la Penisola sorrentina.
Le forme di utilizzazione agraria delle sue terre vedono una netta prevalenza degli agrumeti, che conferisce al paesaggio quel particolare colore offerto proprio dai limoni e dalle arance che fanno capolino tra le chiome di verde intenso dei propri rami dando luogo ad un affascinante contrappunto con il verde-argenteo dei secolari olivi.
Ma tutto ciò non sarebbe mai riuscito a costituire quell'unicum al quale si è prima fatto cenno se non vi si fosse insediata una popolazione altrettanto peculiare: gelosa delle sue caratteristiche; profondamente amante della natura che la circonda e della quale si sente legata da infiniti, pur se non manifesti, legami affettivi; capace di mediare continuamente tra la sua anima terricola e quella della tradizionale marineria sorrentina.

Questa terra è la testimonianza più viva di questo intrecciarsi di condizioni naturali, sociali, economiche e culturali che ne fanno quell'unicum di cui si diceva all'inizio.
Ad esso, appunto, è dedicato questo volume che, al tempo stesso, vuole essere testimonianza documentata di un passato, tua anche occasione per rinnovare un impegno continuo: quello di far in modo che questo ambiente possa essere conservato sì da poterlo affidare ad altrettante cure da parte delle generazioni a venire. (dall'introduzione di Gilberto A. Marselli).

 


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