'NZULARCHIA - Mimmo Borrelli

nzularchia mimmo borrelliAutore: Mimmo Borrelli
Titolo: 'Nzularchia
Sottotitolo:
Descrizione: Volume in formato 8°; 208 pagine.
Luogo, Editore, data: Milano, Baldini & Castoldi, 2017
Collana: Romanzi e racconti
ISBN: 9788893880572
Prezzo: Euro 16,00
Disponibilità: In commercio

In ’Nzularchia si racconta di una notte spaventosa, in un derelitto palazzo dentro il quale arrivano i tuoni e i lampi di una tempesta incombente. Gaetano deve fare i conti, testimone il giovanissimo Picceri’, con il sopruso, l’orrore, la violenza subìta da un padre camorrista e assassino che si aggira dentro una vestaglia consumata nelle stanze di quel palazzo.

Siamo alla fine degli anni Novanta del Novecento, ma il tempo sembra contrarsi e aprirsi come in una tragedia antica. L’inconscio di Gaetano emerge a scatti, a conati dal buio e il padre Spennacore si erge torvo e torbido a testimoniare un dominio decaduto e al contempo intriso di colpa e di mostruosità. «Io sono la fame che ti fa diventare infame, io sono un infame, traditor, morto di fame.»
’Nzularchia è l’itterizia, la piaga, il segno che marchia una umanità condannata, senza identità, che sfida il labirinto per cercare un dolore originario e una colpa, o meglio ancora, un colpevole.
Nessuno nel teatro italiano ha saputo, come Borrelli, toccare il confine, il limite e cercare dentro l’abisso del nulla per cavarne un’oratoria grande, barocca, da teatro fiammeggiante.
Questa edizione dispiega insieme al testo in dialetto flegreo una traduzione dell’autore che non solo non tradisce la furia dell’originale ma talora crea una lingua nuova, un italiano non formale, pieno di falle e di neologismi, trasparente come il sogno di un demone.

«E proprio quando questa febbre gialla di paura raggiunge l’apice del suo decorso infettivo, improvvisamente, solo allora ti ci abitui, torni a rifiatare liberamente come una volta, un po’ arrochito nella voce, questo è vero! Ma non senti più dolore, non provi più fatica e sai perché? Perché ti sei assuefatto. Sei al sicuro: rachitico, depresso, malsicuro nella noiosa realtà di quattro mura, murato vivo, confezionato sottovuoto in una busta di cellophane.»

 


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