UNA MULA PER IL CAVALIERE - Giambattista Marino

una_mula_per_il_cavaliere_giambattista_marinoAutore: Giambattista Marino
Titolo: Una mula per il cavaliere. L'osceno da Marino a Testori.
A cura di Marzio Pieri
Descrizione: Volume in formato 8°; 160 pagine; 20 illustrazioni
Luogo, Editore, data: Milano, Medusa Edizioni, 2013
Collana: Wunderkammer
ISBN: 9788876982590
Prezzo: Euro 18,50
Disponibilità: In commercio

Satire, muli, poeti, pistole, pittori, carcerazioni e folgorazioni da Caravaggio a Poussin nelle lettere del maggiore poeta del barocco, in una edizione illustrata con i quadri degli artisti che amava. L’ultimo tassello dell’opera omnia, la cui edizione sta per concludersi, sotto lo sguardo ironico e pungente del critico italiano che è oggi il maggiore esperto del  Marino (e non solo in Italia). Se della poesia è, il fin, la maraviglia, nessun si meravigli se il cavalier Marino, massimo poeta barocco italiano, che plasmò la poesia del suo tempo in mezza Europa, rifuggisse dalla espressione diretta dei sentimenti e delle ragioni e diffidava di chi andava impettito e fedele sotto un’insegna, dalla quale si sentiva nutrito, giustificato e protetto (come oggi certi che fan strada sotto le ali di un partito o di qualche potente organizzazione). Un uomo così scaltro e, insieme, senza ideologia non poteva non essere la bestia nera della società cortigiana e clericale in cui visse e di quelle che ne seguirono, dalla Roma 1630, berniniana e borrominesca, all’Arcadia, dalle sanguinose e mediocri rivoluzioni borghesi alla restaurazione mascherata da “guerra fredda” che segnò e continua a segnare le nostre vite. Aveva tutti i numeri, dissero di lui, ma era sregolato,  indisciplinato, inaffidabile e privo di bussola. E le lettere raccolte in questo libro ne danno prova, fra furori e ironie, non di rado satiriche. Spasso (e conforto) per chi cerca le origini dell’Italia di oggi, così burlesque e così cortigiana (come quella del Marino)

G.B. MARINO (Napoli 1569 - 625) è considerato il massimo rappresentante della poesia barocca in Italia, identificata, dal suo nome, anche come marinismo. Ebbe una fama immensa ai suoi tempi, pari solo a quella del Petrarca prima di lui. Il suo capolavoro poetico è l’Adone, altri testi celebri le Dicerie sacre, la Strage degli Innocenti, e la Galeria, dedicata alle opere di pittura e scultura che amava, a riprova della sua cultura nel campo delle arti visive.

 


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