I PESCI NON CHIUDONO GLI OCCHI - Erri De Luca

i_pesci_non_chiudono_gli_occhiAutore: Erri De Luca
Titolo: I pesci non chiudono gli occhi
Descrizione: Volume in formato 8°; 112 pagine
Luogo, Editore, data: Milano, Feltrinelli, settembre 2011
Collana: I Narratori
ISBN: 9788807018558
Disponibilità: No

 

A dieci anni, l’età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la testa si precipita avanti. D’estate si concentra una fretta di crescere. Un uomo, cinquant’anni dopo, torna coi pensieri su una spiaggia dove gli accadde il necessario e pure l’abbondante. Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano. «A dieci anni — spiega lo scrittore napoletano — si sta dentro un involucro che contiene ogni forma futura. Si guarda fuori da presunti adulti, ma stretti in una taglia minima di scarpe. Prosegue la definizione di bambino, dovuta alla voce e ai giocattoli in disuso, ma ancora conservati».

 

In questo romanzo breve c’è quindi un giovane che impara il vocabolario dell’esistenza e dell’amore, che impara quindi il mestiere di vivere.

“Lo spunto di questa storia mi viene dal fatto che ho raggiunto una ragguardevole età per cui ho dei ricordi di cinquant’anni prima, di mezzo secolo prima, allora questo ricordo a distanza di un giubileo di cinquant’anni mi ha riportato all’età in cui ne avevo dieci, a Ischia, ed è l’età in cui per la prima volta si scrive il proprio numero di anni a due cifre, si passa dalla cifra unica alla cifra doppia, uno zero, dieci anni, che fino a che non si raggiungono i cento anni rimarrà cifra doppia fino alla fine del secolo. E’ questa cifra doppia inaugura l’età dell’adolescenza mentre sta in una testa che sta correndo avanti, rimane compressa dentro un corpo chiuso, ancora infantile, ancora da bambino, ancora con i giochi anche se sono stati dismessi.

E allora in un’estate in cui quel ragazzino aveva la possibilità di allargare i propri orizzonti, venendo da una città chiusa com’era allora Napoli al suo interno per andare su un’isola, cerca di forzare i limiti di quel corpo che gli sta stretto, che non si vuole muovere, che rimane indietro rispetto alla sua crescita. E’ un’età in cui si vuole correre e il corpo è una palla, una zavorra al piede.

E così in quell’estate avviene un piccolo precipizio, una piccola illusione di crescita attraverso la forzatura del corpo, il corpo che si rompe, che viene rotto, il cui guscio viene forzato e attraverso la scoperta che la parola amore non è uno dei tanti ingredienti dei libri che lui legge ma è una forza misteriosa che cambia i connotati alle persone e gli fa fare cose impensabili e impensate e li trasforma. E intorno al rapporto tra due ragazzini su una spiaggia si svolge una discussione a proposito della giustizia. L’infanzia, l’adolescenza sono il tempo della vita in cui più importante più urgente è la crescita di questo sentimento, della giustizia”.

UNITAMENTE AL LIBRO, E' POSSIBILE ACQUISTARE AL COSTO SIMBOLICO DI EURO 2,00 IL DVD "DI LA' DAL VETRO"
Il cortometraggio Di là dal vetro, diretto da Andrea Di Bari e di cui Erri De Luca è sceneggiatore e protagonista, insieme all’attrice napoletana Isa Danieli, davvero convincente nei panni della madre dello scrittore, è un gioiellino di 19 minuti proposto all’ultimo Festival di Venezia durante le Giornate degli Autori. Venduto al prezzo simbolico di due euro insieme all’ultimo libro di De Luca, I pesci non chiudono gli occhi, è stato prodotto da Pasta Garofalo, che si è riproposta di promuovere diversi cortometraggi che abbiano come terreno comune la città di Napoli. Di là dal vetro è potente e De Luca, da attore non professionista ma maestro della parola, colpisce più per i messaggi che per la recitazione. Tutto il contrario della Danieli, cresciuta nella scuola di Napoli, che ha dalla sua anche il fatto di aver davvero conosciuto la madre di De Luca, e di averci persino giocato a carte.
L’unica ambientazione è la casa di campagna dello scrittore dove, circondato dalle sue cose e dall'intimità della natura circostante, riesce a raccontare e ripercorrere, nel corso di un’intensa conversazione con la madre - che gli appare in un sogno che sfiora la realtà - passaggi della sua storia personale non sempre felici, analizzandoli con accuratezza e passione.

 


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