ECQUE QUA... PAPPAGONE - Peppino De Filippo

ecque_qua_pappagoneAutore: Peppino De Filippo
Titolo: Ecque qua... Pappagone
Disegni di Manfredo Acerbo
Descrizione: Volume rilegato, in 4° (cm 31 x 21); 164 pagine; con illustrazioni (disegni) nel testo ed 1 foto in b/n a tutta pagina di Peppino De Filippo all'antiporta
Luogo, Editore, data: S.l., Gallo Rosso, aprile 1968
Prezzo: Euro 80,00
Disponibilita': 1 esemplare disponibile

Dall'introduzione
Cari ragazzi, avete visto, e vedete ancora, di tanto in tanto, Pappagone alla televisione, avete letto, o almeno molti di voi hanno letto, le avventure di Pappagone su un giornaletto a fumetti, che raccontava le vicende di Pappagone pompiere, Pappagone agente segreto, Pappagone nel Far West, Pappagone maggiordomo, Pappagone « beat »: ma sapete chi è veramente Pappagone? 
    Quando avete imparato a conoscere Pinocchio, prima di seguire le sue vicende nel ventre della balena oppure nel paese dei balocchi, prima di vederlo alle prese con il gatto e la volpe, Io avete visto piccino piccino, lo avete visto nascere tra le mani di Geppetto che, credendo di fare un burattino di legno si trovò ad un tratto tra le mani un bambino, di legno d'accordo, ma che si muoveva e parlava e correva come un bambino di carne ed ossa. Pappagone, invece, ve lo siete trovato davanti, nello schermo del televisore come nelle vignette del giornalino a fumetti, già grande, come si dice in Toscana già « sbozzolato »: insomma lo avete visto uomo, con tanto di baffi ed anche con un poco di pancetta, anche se il suo modo di parlare con la sua lingua, come dicono a Napoli, « arravugliata », lo faceva rassomigliare piuttosto ad un ragazzine grullo e sventato anziché ad un uomo. Leggendo le sue avventure lo avete visto fare i più svariati mestieri: Pappagone faceva tali mestieri in un modo strambo, direi che li faceva alla rovescia combinando continuamente catastrofi e malanni, ma erano pur sempre mestieri da uomo adulto quelli che tentava di fare, con grandissima buona volontà ma con scarsissimo successo.      Sono sicuro che, leggendo queste avventure come vedendo la sua faccia nel televisore e sganasciandovi dalle risate alle sue smorfie ed alle sue strampalate battute, vi siete più di una volta chiesti come era Pappagone da piccino, cosa faceva quando aveva la vostra età ed i baffi non gli erano ancora cresciuti, A proposito di età: chi di voi ha letto le avventure di Pappagone nel giornalino a fumetti si ricorderà che più volte Pappagone, sia nelle storie narrate nel giornalino, sia rispondendo a qualche lettore nella rubrica della posta, si è trovato a parlare della sua età. Ebbene, tutte le volte ha trovato il modo di non rispondere a chi gli chiedeva quanti anni aveva. Se la cavava solitamente con una battuta spiritosa, dicendo che non si ricordava l'epoca della sua nascita « piriché », quando era nato, era... troppo piccolo. Certamente voi avete riso a questa battuta ed avete detto: « Ma guarda quanto è grullo: si vede benissimo che ha passato la quarantina e si vergogna a dire quanti anni ha! ».      Ebbene, cari ragazzi io che lo conosco bene, io che conosco tutta la sua storia, credo di potervi dire che Pappagone, rispondendo così, aveva ragione. Diceva che non si ricordava la sua età, che non si ricordava quando era nato: ebbene cari ragazzi, diceva così perché Pappagone « non ha età ». Che cosa vuoi dire « non ha età »? Vuoi dire che, in un certo senso almeno, è sempre esistito. .....

 


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