TERRORISTI BRAVA GENTE - Sergio Lambiase

terroristi_brava_genteAutore: Sergio Lambiase
Titolo: Terroristi brava gente
Romanzo
Descrizione: Edizione in formato 8° (cm 20 x 12,2); 160 pagine.
Luogo, Editore, data: Cava de' Tirreni (SA), Marlin, febbraio 2008
Collana: Il portico
ISBN10: 88-6043-002-X
Disponibilita': No

 


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Terroristi brava gente, ovvero vita tragicomica della 'meglio gioventù', è una narrazione sul filo del paradosso che mette insieme - intingendo la penna nel vetriolo - divertimento e dramma in una riflessione spregiudicata sugli 'anni di piombo'.
Nel romanzo, assolutamente insolito nel panorama italiano, realta' e finzione si mescolano in un raffinato gioco letterario, tra gag irresistibili e il fumo degli spari, a restituirci un ironico, stralunato, corrosivo, ma anche umanissimo e veritiero 'come eravamo'.
Giovanni, Floriano, Elena, Evelina detta 'Zaza'', Peppe, Catello, Gavino, Giosuè, Febo si trovano ad inseguire cose piu' grandi di loro: il mito della rivoluzione dietro l'angolo e della sollevazione delle masse del Sud, tra confusi sogni di gloria, velleitarismi, inadeguatezze, catastrofici errori, pasticciando con le bombe, i sequestri dei 'nemici del popolo', gli espropri 'proletari', in un tourbillon di avventure e disavventure che hanno per sfondo soprattutto Napoli e Roma. Le vicende e i 'colpi di scena' che si succedono di pagina in pagina sono raccontati in prima persona da Febo, il piu' 'inadeguato' di tutti, un vero 'eroe' involontario del nostro tempo, continuamente oscillante tra la voglia di strafare (il dinamitardo, l'apprendista stregone, il rivoluzionario senza macchia né paura) e le tentazioni dell'amore (per Elena, per 'Zaza''), che lo distolgono ogni volta dagli obblighi della 'vigilanza' rivoluzionaria trascinandolo tra le lenzuola sia pure con la pistola sotto il cuscino.

 

"Mica è avventurosa la vita di un terrorista. È tale solo nei giornali, nelle ricostruzioni della televisione, nei film. Invece, allora: senso profondo di attesa, noia, pippe e scorpacciate di fumetti. Certo, s'aggiungeva una buona dose di angoscia. Col terrore anche d'una porta sbattuta o del fruscio del vento in strada, o di un cane che improvvisamente si metteva ad abbaiare sotto finestre sprangate. Da terroristi vivevamo nel terrore! Allo stesso tempo era riscoperta di amuleti, santini, sangennari piazzati in corridoio in modo che governassero l'uscio, fra bestemmie e preghiere."

 


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