NON MI ARRENDO - Gianandrea de Antonellis

NonMiArrendopAutore: Gianandrea de Antonellis
Titolo: Non mi arrendo.
Romanzo storico.
Sottotitolo: Da Gaeta a Civitella, l'eroica difesa del Regno delle Due Sicilie.
Descrizione: Volume in 8° (21 x 13,5); pp. 231
Luogo, Editore, data: Napoli, Controcorrente, novembre 2001
Prezzo: Euro 10,33
Disponibilita': In commercio

13 febbraio 1861: a Gaeta Francesco II di Borbone firma la capitolazione. Viene occupato cosi' definitivamente il piu' antico regno d'Italia.
Ma migliaia di uomini decidono di continuare a combattere, fedeli al giuramnto prestato alla bandiera gigliata, alla memoria dalla dinastia o comunque consapevoli che quella che si sarebbe combattuta sarebbe stata la guerra tra la Tradizione e il liberalismo, tra l'idea aristocratica e quella borghese.
Luigi Vinciguerra è uno degli ufficiali dell'esercito delle Due Sicilie che non accettano la resa: animato da fierezza, fiducia e radicato senso dell'onore, chiede al Re di essere investito di una missione per far scoppiare l'insurrezione nelle province occupate dai Piemontesi. Si battera' a Civitella del Tronto, in Calabria, sul Matese, ovunque ci sia un focolaio di speranza da trasformare in un rogo insurrezionale. Le missioni che gli vengano affidate lo fanno sperare per dieci anni in una riscossa militare, fino a quando si rende conto che la sua è una battaglia perduta. Ma solo una battaglia: rimane tutta una guerra ancora da combattere, magari con armi diverse da quelle utilizzate fino ad allora.
Sulla scia dei capolavori di Carlo Alianello e di Alexander Lernet-Holenia, Non mi arrendo è un romanzo storico che, pur presentando protagonisti di fantasia, rispetta accuratamente le vicende reali che gli fanno da sfondo, dalla ricostruzione degli ambienti alla verosimiglianza degli avvenimenti.
Riecheggia il sentimento e il pensiero del legittimismo borbonico anche quando non riescono a comprendere la guerriglia del brigantaggio in un mondo ormai in frantumi, ove si profilava una nuova legge che non avrebbe avuto pieta' per tutti i vinti, in divisa e non.

 


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