I NEOPLATONICI. RACCONTO EROTICO - Luigi Settembrini

NeoplatpAutore: Luigi Settembrini.
Titolo: I Neoplatonici. Racconto erotico.
Con una nota di Beppe Benvenuto.
Descrizione: Volume in 16° (cm 16,5 x 12); pp. 71.
Luogo, Editore, data: Palermo, Sellerio, 2001
Numero di edizione:
Prezzo: Euro 6,20
Disponibilita': In commercio

Tra il 1851 e il 1859, mentre scontava una condanna all'ergastolo per la sua cospirazione contro il regime borbonico, il patriota e rivoluzionario Luigi Settembrini scrisse questo racconto erotico, ambientandolo nell'antica Grecia ed attribuendolo, essendo lui filologo esperto, a un apocrifo Aristeo di Megara, e se ne finse traduttore.


Rinvenuto anni dopo da uno studioso della cerchia di Benedetto Croce, fu riconosciuto come operetta del martire risorgimentale, ma, con l'accordo del Croce, venne escluso dalla pubblicazione e nascosto in un armadio. I Neoplatonici è infatti, si' un racconto erotico, ma a impronta apertamente voluttuosamente e consapevolmente omosessuale (le peripezie d'amore di due giovanotti perdutamente rapiti l'uno dell'altro), che contrasta in modo ardito col ritratto di severo moralista che la tradizione tramandava del patriota risorgimentale.
Occultamento e contrasto che danno un significato al racconto e alla sua vicenda editoriale che Manganelli - nella introduzione che accompagnò, decenni or sono, la prima edizione, presentata dal grecista Cantarella che aveva fortuitamente recuperato il testo - interpretava in modo esatto e ancora attuale. «Tutto fa pensare che Settembrini non volesse che quel libro andasse perduto;,che lo volesse salvo, anche se clandestino in attesa dei tempi in cui "martire" potesse veder stampato un testo cosi' audace. I Neoplatonici fu una vera bottiglia gettata in mare, da uno scoglio tricolore e monogamico: che sia arrivata sino a noi è un prodigio, che ora venga stampato una consolazione ».
Luigi Settembrini (Napoli 1813 - 1876), perseguitato per la sua attivita' patriottica e repubblicana, animò da protagonista la rivoluzione del 1848, anche con la celebre Protesta del popolo delle due Sicilie del 1847. Dopo la restaurazione borbonica, fu condannato a morte, con pena commutata in ergastolo, e poi, fino all'Unita', in esilio. Dopo il 1860 si dedicò all'insegnamento universitario. Tra le sue opere: Lezioni di letteratura italiana, la prima interpretazione in chiave risorgimentale della storia della cultura italiana, e le memorie delle Ricordanze della mia vita.

 


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