L'ORO DI NAPOLI - Giuseppe Marotta

L'ORO DI NAPOLI - Giuseppe MarottaAutore: Giuseppe Marotta
Titolo: L'oro di Napoli
Racconti
Descrizione: Volume in formato 8°; 259 pagine
Luogo, Editore, data: Milano, Rizzoli, 2006
Collana: Bur i grandi romanzi
ISBN: 9788817010917
Prezzo: Euro 8,00
Disponibilità: In commercio

Il libro da cui è stato tratto il capolavoro neorealista di Vittorio De Sica del 1947 è una dichiarazione d’amore per Napoli e per i suoi abitanti, popolato da una folla di vivacissimi personaggi che sfidano la miseria a colpi di astuzia. Racconti che sono un inno alla fantasia.

"Trentasei brevi racconti, trentasei “quadri di vita napoletana” compongono questa celebre opera, una delle più significative della letteratura novecentesca meridionale.
Attraverso una scrittura poetica e colma di rimpianti l’autore ci restituisce in pagine vivide ed essenziali i colori, i profumi e le vicende della sua città. In particolare, però, a Marotta interessa il mondo dei vicoli, di quei budelli strettissimi ed intersecati dove talvolta non arriva nemmeno a battere il sole, dove nei miseri “bassi” vive una comunità varia, dolente ed operosa, dotata di vitalità ed inventiva non comuni. Anche grazie ad una serie di accenni autobiografici che occupano la prima metà del libro, veniamo a conoscenza di personaggi di straordinaria varietà e profondità, ciascuno portatore di una personale filosofia di vita: lo iettatore, il ciabattino, il bottegaio, il mendicante, il nobile decaduto, lo sbeffeggiatore di professione, l’avvocaticchio, il sacerdote, lo scrivano e così via. Ad ognuno di questi caratteri Marotta dedica qualche pagina, per ciascuno ha parole evocative colme di affetto e malinconia. Egli descrive le loro vicende, ma in realtà fa un lavoro su se stesso, come uomo e scrittore: compie cioè un’indagine sociologica e culturale di quel mondo “dei bassi” da cui egli proviene e a cui si sente ancora legato, nonostante viva ormai lontano.
Marotta scrive nel 1947, ma parla di un’epoca ancora più lontana, i primi del Novecento, gli anni della sua fanciullezza ed adolescenza. La Napoli descritta da Marotta, com’è naturale, non è quella dei nostri giorni, per cui si può affermare che lo scrittore partenopeo abbia rappresentato sulla carta quel mondo che Totò ed Eduardo su tutti hanno invece messo in scena, al cinema o a teatro. E non è quindi raro, leggendo questi racconti, che il lettore rimembri quelle scene che hanno fatto grande il nome e la fama degli attori che ho citato.
Opera che si inserisce nel solco del neorealismo, “L’oro di Napoli” non è altro che il tratto più tipico della popolazione di questa grande città, ovvero, come ci svela l’Autore, “la possibilità di rialzarsi dopo ogni caduta; una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza”. Da questo libro è stato tratto un lungometraggio ad episodi diretto da Vittorio De Sica (1954)."
Recensione di Alfonso Cernelli tratta dal sito web SoloLibri.net


consultate anche il sito web www.letteratura.it

 


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