VIAGGIATORI STRANIERI NEL SUD - Atanasio Mozzillo

viaggiatori_stranieri_nel_sud atanasio mozzilloCuratore: Atanasio Mozzillo
Titolo: Viaggiatori stranieri nel Sud
Seconda edizione
Autori: José Borjès, Paul Bourget, Patrick Brydone, Paul-Louis Courier, Richard Keppel Craven, Norman Douglas, Maxim Du Camp, Duret de Tavel, George Gissing, Wolfgang Goethe, Joseph-Antoine de Gourbillon, Georges Goyau, David Herbet Lawrence, Edward Lear, François Lenormant, Jean Baptiste Gonzalve de Nervo, Crawfort Tait Ramage, Ernest Joseph Renan, Horace Rilliet, Louis Simond, Arthur John Strutt, Henry Swinburne, Alexis de Tocqueville
Descrizione: Volume rilegato in tela con sovraccoperta illustrata, in formato 8° (cm 21 x 15); 740 pagine;  illustrazioni a colori ed in b/n fuori testo, su pagine non numerate
Luogo, Editore, data: Milano, Edizioni di comunità, 1982
Collana: Saggi di Cultura Contemporanea. N. 140
Disponibilità: No
 
Fin dal secolo XVIII il fascino del Sud si avverte prepotente e continuo in tutta la cultura europea. A partire soprattutto dalla metà del Settecento il "viaggio In Italia" abbandona gli schemi e gli itinerari tradizionali per muoversi in una più ampia dimensione, e non soltanto psicologica e sentimentale. Ai già noti e scontati richiami, all'interesse suscitato dalle scoperte archeologiche di Ercolano e di Paestum, ai teatri e alle feste di Napoli si aggiungono altre più sottili sollecitazioni, spesso legate all'immagine di una terra favolosa, docile a ogni avventura dello spirito, ricca di occasioni fantastiche, carica di simboli e di sconosciute magie.

Una terra ancora ignota, un paesaggio ancora vergine, con le sue foreste, i suoi vulcani, le sue gole, le torri a guardia di spiagge deserte. Ma, al di fuori di questa discutibile iconografia, le pagine di viaggio raccolte da Atanasio Mozzillo, scritte nel corso di due secoli (dall'avvento della dinastia borbonica alla vigilia dell'ultimo conflitto), rivelano al lettore un volto del Sud più remoto, una singolare condizione dell'uomo, sospeso tra il limbo della memoria e l'inferno dell'Inutile rivolta. Nei dimenticati paesi, nelle squallide case, nel palazzi, nelle Impossibili locande, nelle stazioni di posta penetrano attenti i nostri lontani ospiti, illustri e meno illustri: Winckelmann e von Riedesel, Goethe e Houel, Swinburne, Borch, Payne-Knight, MOnter e Bartels, Stolberg e Brlan Hill; e ancora Paul-Louls Courier e Gourbillon, Tocqueville e Strutt, e Lear, e Bourquelot, e Gregorovlus, fino a Norman Douglas e a D. H. Lawrence, per ricordare soltanto alcuni dei tanti presenti nel volume.

E allora, attraverso le osservazioni, i rilievi, gli entusiasmi e le stesse impazienze di tutti questi «stranieri .. , tra metope e capitelli, caverne e briganti, diavoli ed eremiti, insomma dietro a tutto il repertoriO di luoghi e invenzioni letterarie, non di rado si scorgerà, nitida, l'Immagine di un Mezzogiorno soltanto in apparenza immobile, ma in realtà ben vivo ed effervescente sotto la ferma crosta del tempo.
Galantuomini e massari, contadini e pastori, uomini di toga e baroni decaduti, grandi feudatari e leggendari banditi, oscuri eruditi di paese, monaci alla cerca e vescovi aristocratici si affollano da queste pagine a rivivere una vicenda che è anzitutto un viaggio pensoso, ma pur sempre incantato, attraverso il mondo scomparso di un'antica società contadina.

 


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