DIALOGO DELLE TARANTOLE - Vincenzo Bruno

Dialogo_delle_Tarantole_pAutore: Vincenzo Bruno
Titolo: Dialogo delle tarantole.
A cura di Eugenio Imbriani
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 20,5 x 12); pp 100.
Luogo, Editore, data: Nardò (LE), Besa, 2005
Prezzo: Euro 10,00
ISBN: 88-497-0333-3
Disponibilita': In commercio

 

Nel 1602 a Napoli vennero pubblicati I tre Dialoghi di Vincenzo Bruno, medico e filosofo di Melfi, il primo dei quali, soprattutto, ha garantito la notorieta' al suo autore, considerato che l'oggetto di cui si occupa, il tarantismo, sara' destinato a esser dibattuto per secoli fino ai giorni nostri: si tratta del Dialogo delle tarantole di due Filosofi dimandati Fico et Opaco.
Il punto da cui trae origine la conversazione è la testimonianza di un non meglio identificato Pugliese, secondo il quale nell'anno 1596 apparve una cometa dal 14 luglio al 2 agosto successivo, fenomeno al quale erano seguiti, come era logico aspettarsi, secondo la mentalita' dell'epoca, avvenimenti portentosi: intanto, quell'anno fu secchissimo e ventoso; inoltre, secondo il nostro testimone, a Venosa, citta' della Basilicata poco distante da Melfi, patria dell'autore, tra altre cose terribili e degne di memoria, accadde che molti uomini e donne furono morsi dalle tarantole e assunsero, di conseguenza, una varieta' estrema di comportamenti a dir poco stravaganti.
In numerosi casi queste persone affermavano di agire in obbedienza agli ordini di una entita' che ne dominava la volonta'. In particolare, il testo riporta il momento finale dell'uscita dalla crisi di una giovane donna che, dopo aver a lungo danzato in ossequio ai comandi che la sua "signora" le impartisce attraverso il liuto, se ne libera finalmente, rimanendo poi a terra spossata.
Tarantole, comete, credenze di varia provenienza, ostentazione delle conoscenze mediche dell'epoca costituiscono in questo testo - non sconosciuto, ma assai poco noto - materiale di grande interesse per gli studiosi e i curiosi del fenomeno; da questo nasce la decisione di ripubblicarlo integralmente per la prima volta dopo l'edizione di oltre quattro secoli fa.

Su Vncenzo Bruno, medico e filosofo, abbiamo poche notizie. Nacque a Melfi', in Basilicata, intorno al 1560 e divise la sua vita tra la citta' natale, la vicina Venosa - avendo parte nelle Accademie che vi furono istituite - e Napoli, dove, presumibilmente, consegui' la laurea e pubblicò le sue opere note, I tre dialoghi (1602) e Teatro de gl'inventori di tutte le cose (1603).

 


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