UN TEATRO DI PROVINCIA. Vita, miracoli e morte del Comunale di Avellino - Clelia Biondi

UN TEATRO DI PROVINCIA. Vita, miracoli e morte del Comunale di Avellino - Clelia BiondiAutore: Clelia Biondi
Titolo: Un teatro di provincia
Sottotitolo: Vita, miracoli e morte del Comunale di Avellino
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 23 x 17); 315 pagine; alcune illustrazioni in b/n nel testo
Luogo, Editore, data: Pratola Serra (AV), Elio Sellino, gennaio 2002
Prezzo: Euro 21,00
Disponibilità: Limitata

La gestione, le compagnie, gli spettacoli, i fasti e la decadenza del Comunale di Avellino. La vita di un teatro di provincia del XIX secolo indagata attraverso i documenti d'archivio e rivissuta alla luce delle cronache del tempo.

Il teatro comunale di Avellino fu eretto all'incrocio sud-ovest del Corso Vittorio Emanuele con la piazza Libertà, all'epoca strada Consolare e largo dei Tribunali, rispettivamente. Con poco margine di approssimazione possiamo dire che la sua area corrispondeva a quella oggi occupata dal cosiddetto palazzo Sarchiola, avente solo due lati a vista, di cui - appunto - uno sulla piazza e un altro sul corso, di fronte al palazzo del governo. Un luogo scelto con grande oculatezza per la -ua estrema rilevanza urbanistica, come si dirà. Fu inaugurato nel 1817, precisamente il 30 maggio, giorno in cui correva l'onomastico del re Borbone Ferdinando I. Fu intitolato perciò teatro Ferdinandeo, salvo poi, con l'unità d'Italia, a dismettere questo nome per divenire soltanto teatro comunale. Fu attivo fino al primo lustro del Novecento, offrendo manifestazioni di natura eterogenea. Nel 1923, ormai fatiscente, fu messo all'asta dall'Amministrazione commissariale. Questa, al fine di superare una incresciosa congiuntura economica, aveva deciso di vendere diversi immobili del Comune. Il vecchio teatro venne abbattuto nel 1925.

Clelia Biondi, diplomata in Violino presso il Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma, laureata in Lettere presso l'Università di Salerno, ha insegnato "Storia della Chiesa contemporanea", presso !'Istituto di Scienze Religiose di Avellino; è "cultore" di Letteratura Italiana presso l'Università di Salerno.

 


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