IL PRESEPE - Marino Niola

Il_Presepe_Niola_pAutore: Marino Niola
Titolo: Il Presepe
Sottotitolo: illustrato da La Scarabattola.
Il volume contiene nascite pastori e popolo, antologia curata da Elisabetta Moro.
Fotografia di Sergio Siano
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 21 x 15,5); 144 pagine; 66 immagini a colori, fuori testo, molte a tutta pagina, 4 su pagina doppia, raffiguranti creazioni dei fratelli Scuotto de La Scarabattola.
Luogo, Editore, data: Napoli, l'Ancora del Mediterraneo, novembre 2005
Prezzo: Euro 18,00
ISBN: 88-8325-172-5
Disponibilita': 1 esemplare

 

Una moderna filiera produttiva al servizio di un'antica ragione rituale, la fortuna del presepe, di solito considerato il simbolo un po' nostalgico del natale tradizionale, è legata a una serie di grandi trasformazioni sociali e culturali: la parcellizzazione del lavoro, la produzione seriale, la valorizzazione degli affetti famigliari e dell'interno domestico.
La celebrazione della nativita' fa da sfondo sacro all'emergere di una piccola e media borghesia, vere protagoniste dell'affermazione di questa teatralissima macchina devota, cellula generativa di un'autentica economia del sacro,

 

il presepe rende attuale la buona novella, la ambienta in un presente in cui tutti possono star di casa, riconoscere i propri luoghi e ritrovarsi in quello che Fabrizio de André chiamava «l'odore di gerusalemme».
esempio modernissimo di un immaginario devoto assolutamente glocal, aperto all'innovazione e alla contaminazione.

Un commento dell'Autore:
"In fondo la fortuna del presepe è legata proprio ad una trasformazione in senso moderno della produzione artigianale che ormai due secoli orsono fece di una parte del centro antico della citta' un "distretto produttivo" ante litteram. Piu' cresceva la riproducibilita' tecnica delle figurine del presepe, piu' la macchina rituale natalizia si diffondeva diventando sempre piu' alla portata di tutti. Una devozione moderna e resa possibile dalla modernita', strettamente legata alle mutazioni culturali, religiose, familiari che tra Sette e Ottocento investono la citta'.

San Gregorio Armeno, crocevia di strade e di attivita', emblema di antica capacita' di imprendere messa quasi sempre al servizio della sopravvivenza e dunque il perfetto emblema di una civitas che è insieme antica e moderna perché nelle sue arterie scorrono inesausti fiumi di tempo.

Una produzione moderna al servizio di una devozione antica. Sinonimo di tradizione e di fedelta' al passato, il presepe napoletano è in realta' strettamente legato ad uno straordinario mutamento sociale, ad una generale riconfigurazione delle identita' individuali e collettive, ad una mobilita' sociale crescente, insomma alle correnti di novita' che investono la capitale borbonica tra Sette e Ottocento. La divisione moderna del lavoro, la parcellizzazione delle funzioni e delle unita' produttive, l' introduzione di misure standard, l'intercambiabilita' delle parti: la fortuna popolare del presepe è strettamente legata alla serialita' e alla riproducibilita' tecnica.

Il bagliore epifanico del sacro si manifesta dunque in forme e stili che riflettono il mondo borghese, la sacralizzazione dei suoi spazi domestici e comunitari, la celebrazione degli affetti familiari e delle relazioni di vicinato.

Il questo senso il presepe diviene esempio perfetto di come ogni tradizione sia in realta' contaminazione incessante. Ed è proprio tale capacita' di contaminazione, di mescolare il passato al presente, a fare del presepe popolare una pratica sociale viva.

 


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