NAPOLETANI. Poesie su una civiltà in declino - Mario Campanino

Napoletani_campaninoAutore: Mario Campanino
Titolo: Napoletani
Sottotitolo: Poesie su una civiltà in declino
Raccolta di poesie
Descrizione: Volume in formato 8°; 48 pagine
Luogo, Editore, data: Roma, Libellula Edizioni, 2011
ISBN: 9788896818848
Prezzo: Euro 6,50
Disponibilita': In commercio

"Napoletani" è una raccolta di venti poesie che tratteggia il carattere e le debolezze del popolo napoletano di oggi, con i disagi della sanità, dei servizi e dei trasporti pubblici, la sporcizia, l’inquinamento del mare, l’indifferenza delle persone, la decadenza della scuola, l’abbandono dei beni culturali, il dramma dei tumori causati dall’Eternit, l’abuso edilizio, le antiche origini della malavita organizzata e la piccola criminalità. È un lavoro che viene dall’indignazione e vuole essere di poesia e di denuncia, forte, spietata, da parte di un cittadino napoletano che parla a sé e agli altri, esponendosi in prima persona.
A tratti nel lavoro spunta una pars construens: in primo luogo il richiamo alla consapevolezza del momento di reale declino che il vivere civile napoletano sta attraversando, poi l’invito alla reazione, all’affermazione di un “Basta” perentorio e senza indugi, infine l’indicazione di una disciplina del silenzio e della lentezza contrapposta all’abitudine alla confusione in cui qualsiasi cosa può essere calpestata senza che nessuno se ne accorga ("Bambini/parlate piano/non ci resta/altra speranza", in "Azienda Napoletana Mobilità").

Ciascuna delle poesie di "Napoletani" ha uno schema diverso e libero che vuole accordarsi con l’intento della stessa: brevi le poesie che evocano un’immagine dinanzi a cui restare attoniti (come le feci disperse nelle acque del mare di Santa Lucia), più lunghe e talvolta parzialmente in rima le poesie che descrivono episodi (come il racconto di quanto riporta la cronaca della vita di Mozart, a cui, nella seconda metà del Settecento, fu sconsigliato di recarsi a Napoli perché già la strada era infestata dai briganti, in "Malavita"). La rima in questi casi è intesa a creare dissonanza tra senso e forma, laddove il senso è quello dello straniamento procurato da questi orrori napoletani e la forma, con verso in rima, quasi a filastrocca, è derisoria.

Il lessico utilizzato in tutto il lavoro è volutamente comune: in ogni caso è evitato il ricorso a vocaboli desueti o ricercati. L’intento è quello di proporre una lettura per molti, e non solo per il lettore colto o abituato al linguaggio poetico: questa caratteristica, costante nella produzione dell'autore perché scelta intenzionale di poetica, in questo caso è ancor più stringente, legata com’è alla volontà di far giungere in modo semplice e al più vasto pubblico possibile, napoletano e non, il messaggio convogliato dal lavoro.

Indice del volume:

Napoletani
Case in costruzione
Uomini senza cura
Partono bastimenti
Metropolitana
Mercato a Porta Nolana
Coroglio
Democrazia
Azienda Napoletana Mobilità
Malavita
Eternità a Bagnoli
Cinque falegnami
Guida turistica tascabile
Ambienti di apprendimento
San Paolo
San Gennaro
San Severo
San Carlo
Santa Lucia
Vedi Napoli e poi muori

 


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