RAFFAELE PEZZUTI. INTERNI CORPOREI - Mauro Giancaspro

RAFFAELE PEZZUTI. INTERNI CORPOREI - Mauro GiancasproCuratore: Mauro Giancaspro
Titolo: Raffaele Pezzuti. Interni corporei
Catalogo della mostra. Biblioteca Nazionale "Vittorio Emanuele III"- Napoli, dal 18 giugno al 09 luglio 2009
Prefazione di Ernesto Albanese.
Descrizione: Volume in formato 8° oblungo (cm 22 x 24); 51 pagine; 3 tavola a colori nel testo e 43 fuori testo, alcune a tutta pagina
Luogo, Editore, data: Napoli, Biblioteca Nazionale "Vittorio Emanuele III", giugno 2009
Collana: I Quaderni della Biblioteca Nazionale di Napoli. Serie IX. N. 9
Prezzo: Euro 15,00
Disponibilità: 1 esemplare

 


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L’opera di Raffaele Pezzuti, ha sullo spettatore un immediato impatto traumatico e dirompente, presentandosi, già al primo approccio, come figlia di un espressionismo graffiante e impietoso; un espressionismo lacerante, certamente testimone fedele della violenza e della sopraffazione di cui l’uomo di oggi è, ed è stato, capace di armarsi contro i suoi simili.
La sua è una pittura “gridata” e prorompente. In un appunto inedito dell’agosto 2000 l’artista ha confessato: “Si può gridare, come penso di fare molte volte, ma quel grido di liberazione, di sfogo, è eterno e non trova risposta nell’atto, bisogna dipingerlo per vederlo, soffrirlo e rinnegarlo”. E ancora: “Sogno sempre un uomo che grida, quasi tutte le notti. È un’ossessione. Sono io, io che cerco di sputare il male che è dentro, fuori, intorno, davanti e soprattutto dentro di me”. Fatale e inevitabile, quasi, che nelle sue annotazioni citi Edward Munch, sicuramente avendo in mente l’agghiacciante Urlo, nel quale un uomo stravolto dal dolore fa esplodere un lancinante grido silenzioso.
Il dolore è, dunque, protagonista assoluto della sua opera: un dolore che genera nei personaggi dei suoi quadri un’acuta e vibrante tensione, quasi che ogni uomo e ogni donna, sorpresi nella loro intimità più scabrosa, a tratti impudica, avvertano il dilaniante contrasto tra l’animo, immateriale e immarcescibile, e il corpo deperibile, l’uno proteso verso mete sempre irraggiungibili, ma immaginabili o conseguibili solocol sogno,l’altroirrimediabilmente consunto da una caduca fisicità. L’uno potrebbe assai improbabilmente rendere legittima l’illusione, l’altro naufraga, sicuramente e inesorabilmente, nella delusione. ...
Dal testo in catalogo di Mauro Giancaspro

 


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