LA SCUOLA DI RESINA Nella collezione della Provincia di Napoli e da raccolte pubbliche e private - Luisa Martorelli

LA SCUOLA DI RESINA Nella collezione della Provincia di Napoli e da raccolte pubbliche e private - Luisa MartorelliCuratrice: Luisa Martorelli
Titolo: La Scuola di Resina
Sottotitolo: Nella collezione della Provincia di Napoli e da raccolte pubbliche e private
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 24 x 15); 96 pagine; 35 illustrazioni a colori
Luogo, Editore, data: Napoli, Arte'm
ISBN: 9788856903270
Prezzo: Euro 15,00
Disponibilità: In commercio

de nittis, cecioni, de gregorio, rossano, con palizzi e leto: raccolti nell’allora località di rivara, oggi resina, prendendo le mosse dal verismo, svilupparono un programma dichiaratamente antiaccademico, orientato verso l’immediatezza del tratto. una ‘camerata di radicali in arte che, nessuna autorità riconoscendo, disprezzando tutto quanto poteva procurar loro benessere, con le concessioni fatte alla moda, si deliziarono delle intime soddisfazioni che procura ai veri artisti, in comunione d’idee, la osservazione attenta della natura, il fantasticare quotidiano e continuo su tutti gli effetti e su tutte le forme dell’avvicendarsi continuo delle immagini della vita’ [diego martelli].
la scuola di resina
recensione a cura di renata caragliano, pubblicata su la repubblica, 2 gennaio 2013

Dieci anni di storia della pittura di paesaggio nata e cresciuta all’ombra del Vesuvio nella seconda metà dell’800. Dal 1866 al 1876 circa la cittadina di Resina, l’attuale Ercolano, ospitò un gruppo di artisti napoletani e di altre città dell’Italia postunitaria che diedero vita all’esperienza della nota “Scuola di Resina”. Marco De Gregorio, Federico Rossano, Giuseppe De Nittis ed il toscano Adriano Cecioni, sono i primi protagonisti di quest’avventura condotta per così dire a colpi di “tocchi e macchie” di colori – vicina a quella dei “Macchiaioli” in Toscana – che banditi dal loro repertorio tutti i soggetti storico-letterari e le scene di genere, scelsero di dipingere la natura circostante di Napoli e del Sud, dal veroe rigorosamente en plein air. Il Pio Monte della Misericordia dedica a questa importante pagina di storia dell’arte napoletana una bella mostra dal titolo “La Scuola di Resina. Nella collezione della Provincia di Napoli e da Raccolte pubbliche e private” (via dei Tribunali 253, fino al 30 aprile, tutti i giorni 9-14, mercoledì chiuso. Per il 6 gennaio è prevista una visita guidata gratuita su prenotazione obbligatoria, info 081 44 69 44). Il progetto espositivo a cura di Luisa Martorelli è organizzato dallo stesso Pio Monte insieme alla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale e alla Provincia, dalla cui collezione sono state selezionate per l’occasione numerose opere, alcune delle quali inedite. Catalogo edito da arte’m. Così trentadue quadri degli artisti della Scuola di Resina, provenienti da varie raccolte pubbliche e private, allestiti all’interno del percorso di visita al Pio Monte della Misericordia, insieme adi capolavori di Caravaggio, Battistello e Luca Giordano, rappresentano alcuni dei tasselli per ricostruire la storia della “Repubblica di Portici”, definita ironicamente così dal pittore Domenico Morelli, per identificare il luogo – lo studio di De Gregorio nell’antica residenza borbonica della Reggia di Portici- dove questo gruppo di naturalisti s’incontravano. I paesaggi raffigurati nei quadri di piccolo formato sono prevalentemente rurali e restituiscono quasi un’immagine fotografica delle terre del Mezzogiorno d’Italia di allora, ritraendo una realtà povera e semplice, fatta di strade di campagna assolate con edifici rustici intonacati a calce, che segnano il tracciato di una conformazione suburbana con strade sterrate e viottoli di campagna. «Dopo il capitolo romantico della “Scuola di Posillipo” della prima metà del XIX secolo, – scrive la curatrice – è la Scuola di Resina a rappresentare l’altra grande esperienza artistica della pittura di paesaggio a Napoli… La mostra offre inoltre la possibilità di un moderno confronto tra la scuola napoletana dei maestri di Resina ed i Macchiaioli toscani, rivelandosi espressione di non minore portata».

 


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