ANTONIO JOLI TRA NAPOLI, ROMA E MADRID. Le vedute, le rovine, i capricci, le scenografie teatrali

antonio joliTitolo: Antonio Joli tra Napoli Roma e Madrid
Sottotitolo: Le vedute, le rovine, i capricci, le scenografie teatrali.
Catalogo della mostra tenutasi a Caserta, Reggia di Caserta - Appartamenti Storici, 14 giugno - 14 ottobre 2012
Descrizione: Volume brossura In formato 4°(cm 30 x 24,5); 144 pagine;   illustrazioni e tavole a colori ed in b/n
Luogo, Editore, data: Napoli, ESI, 2012
ISBN: 9788849524543
Prezzo: Euro 25,00
Disponibilità: In commercio

 

Il progetto espositivo ricostruisce attraverso trentanove opere il periodo della maturità del pittore modenese, quello della sua attività madrilena (1749-1754) ed in seguito, più approfonditamente, quello dal 1759 fino al 1777 presso la corte borbonica napoletana. Il percorso allestito nella Sala delle Guardie del Corpo e retrostanze, si articola in 4 sezioni: le vedute spagnole, le vedute di Napoli e dintorni, le scenografie e le vedute di Roma.
Le vedute spagnole
Costituita da tre vedute madrilene e da una veduta di Aranjuez con la flotta del Tajo, illustrata minuziosamente nel manoscritto autografo del Farinelli conservato presso la Biblioteca Nazionale di Madrid (un'altra copia del manoscritto, di minor pregio è conservata presso il Collegio di Spagna di Bologna). La flotta fu probabilmente ideata dallo Joli ed una conferma a questa ipotesi è il fatto che nel 1740, durante il suo periodo veneziano (1732-1746), disegnò quattro imbarcazioni per la regata sul Canal Grande in onore del principe Federico Cristiano di Sassonia.
Le vedute di Napoli e dintorni
Costituita da opere conservate sia presso la Reggia vanvitelliana sia presso il Museo di San Martino. Tra queste spiccano: il dipinto raffigurante L'inaugurazione della cascata del Parco, evento organizzato in occasione delle nozze di Ferdinando IV con la regina Maria Carolina nel maggio del 1768 e la tela con l' Interno del Tempio di Poseidone a Paestum, realizzata nel 1759, dopo che il pittore si era recato personalmente nell'antica città per ammirarne le vestigia. Esposto in mostra anche un dipinto raffigurante l' Arco di Traiano a Benevento, risultato pendant di una tela, di identico soggetto, recentemente acquisita dal museo del Prado di Madrid.
Le scenografie
E' la sezione più innovativa, costituita da dipinti conservati a Caserta, uno dei quali può sicuramente riconnettersi alla scenografia dell'Alessandro nelle Indie opera già messa in scena al teatro San Giovanni Crisostomo di Venezia durante il Carnevale del 1738 e riproposta nello spettacolo del 29 maggio 1768 presso il San Carlo di Napoli. Di questa sezione è parte integrante, anche se a distanza, la visita del Teatro di Corte nel quale è documentato che lo Joli realizzò alcune scenografie di opere liriche.
Le vedute di Roma
In questa sezione saranno esposti i dipinti conservati presso la Reggia, messi a confronto con opere di Michele Marieschi (1710- 1743) provenienti dal Museo Filangieri di Napoli e di Bernardo Bellotto (1722-1780) dal Museo Civico di Asolo, opere che si riconnettono sia alla formazione dell'artista sia ai soggetti romani esposti.
Tra i dipinti casertani spicca una splendida Veduta del Tevere con Castel Sant'Angelo e San Pietro e una Veduta di Piazza del Popolo di cui lo Joli realizza diverse versioni, trattandosi di un soggetto particolarmente gradito ai viaggiatori del Grand Tour.
Ma il pittore guardò all'urbs Romana anche come città antica, simbolo del mondo classico. Questa fu l'idea che sottese alla realizzazione delle diverse versioni del Campo vaccino e dei Paesaggio con ruderi dipinti, nei quali il pittore opera a metà tra capriccio e veduta.
Nell'esecuzione di questo tema lo Joli non poté trascurare l'illustre opera del veneziano Giovan Battista Piranesi, le cui incisioni rappresentano, per la maggior parte, proprio monumenti dell'antica Roma.
Un sostanzioso incipit della mostra è nella sala delle Guardie del corpo dove sarà collocata una Veduta di Gaspar Van Wittel (Luigi Vanvitelli in una lettera al fratello Urbano rileva una notevole affinità tra le vedute dello Joli e quelle del padre) affiancata dalle due grandi tele dello Joli che documentano, da mare e da terra, la partenza di re Carlo per la Spagna.
Nella stessa sala delle Guardie del corpo il grande dipinto di Giovanni Paolo Pannini (1691-1795), maestro dello Joli durante il periodo romano, raffigurante Carlo di Borbone visita la basilica di San Pietro, oggi al Museo di Capodimonte, sarà messo a confronto con quello realizzato da Joli - Arrivo al Palazzo del Quirinale di Alvise Mocenigo - proveniente da Venezia.
Infine in mostra anche due Vedute di Napoli da Portici, di grandi dimensioni una delle quali di proprietà di Banca Intesa Sanpaolo

Indice del volume:

Premessa
Paola Raffaella David

Antonio Joli alla Reggia di Caserta: introduzione alla mostra
Vega de Martini

Il Manoscritto di Farinelli e l’Opera a Madrid da Filippo V a Fernando VI
Antonio Bonet Correa

L’attività di scenografo a Madrid
José Maria Morillas Alcázar

Joli e la Spagna - Schede delle opere esposte
Vega de Martini
José Maria Morillas Alcázar

L’attività di scenografo a Napoli e a Caserta
Vega de Martini con Giuseppina Narciso

Le scenografie - Schede delle opere esposte
Riccardo Lattuada
Giuseppina Narciso

Antonio Joli vedutista tra a Napoli e Roma
Vega de Martini

Le vedute reali e ideate tra Napoli e Roma - Schede delle opere esposte
Vega de Martini
Antonella Diana
Vito Ganga
Adelaide Marrone
Maria Carmela Masi
Marianna Merolle
Roberto Middione
Giuseppina Narciso

Ipotesi attributive per alcune tele di autore ignoto della collezione casertana
Maria Carmela Masi

Bibliografia di riferimento
Adelaide Marrone
Giuseppina Narciso

 


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