INEDITI DELLA PITTURA NAPOLETANA DEL SETTECENTO - Vincenzo Pacelli

Inediti_di_Pittura_Napoletana_del_Settecento_pAutore: Vincenzo Pacelli.
Titolo: Inediti di pittura napoletana del Settecento.
Estratto da: Studi di Storia dell'Arte. Vol. 18 (Ediart)
Descrizione: Edizione in formato 8° (cm 24 x 17); 34 pagine; 45 illustrazioni a colori e 3 in b/n.
Luogo, Editore, data: Todi, Ediart, 2007
Prezzo: Euro 20,00
Disponibilita': in commercio

 

"In questa sede vorrei presentare una serie di inediti che accrescono le nostre conoscenze riguardo alla pittura napoletana del Settecento, mostrando, qualora ve ne fosse ancora bisogno, il respiro internazionale della cultura partenopea nel trapasso dal rococò al classicismo.

L'onore di aprire la serie va certamente a questo San Francesco di Francesco Solimena (fig. 1) che ricorda una redazione del santo di Assisi di Luca Giordano conservata in collezione privata e che a sua volta si ispirava alla versione del tema proposta da Francesco Guarino. Il dipinto solimenesco (cm 104 x 78), di chiaro impianto naturalistico, è stato eseguito durante gli ultimi decenni del '600, quando ancora forte e decisa era l'ascendenza giordanesca sul pittore di Canale di Serino. L'intensita' emotiva del santo conferma l'appartenenza di Solimena all'ideologia e al linguaggio formale del naturalismo appreso dalla lezione di Mattia Preti e Luca Giordano. Ancora a Solimena va certamente assegnata questa Madonna del Suffragio (fig. 2), di eccellente qualita', conservata in collezione privata napoletana. Si tratta di un bozzetto, o meglio di un "modelletto" finito in ogni sua parte, che immediatamente e con forza si dichiara opera di Francesco Solimena. La tela, di cm 62/5 x 76/5, si colloca nell'ultimo decennio del secolo XVIII, dopo i celebri affreschi nella sagrestia di San Paolo Maggiore, ammirati da Fragonard in occasione del suo breve soggiorno napoletano del 1761. In questi affreschi, firmati e datati 1689-'90, giunge a compimento quel processo di maturazione che portera' Solimena ai vertici della pittura europea. Sono gli anni in cui il giovane pittore innesta sulla sua formazione iniziale, legata al naturalismo guariniano, il vivace pittoricismo di Lanfranco e l'entusiasmo barocco di Giordano...."

 


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