RUBENS, VAN DYCK, RIBERA. LA COLLEZIONE DI UN PRINCIPE - Antonio Ernesto Denunzio

rubens van dick ribera la collezione di un principeCuratore: Antonio Ernesto Denunzio
Titolo: Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe.
Napoli, Gallerie d'Italia, 5 dicembre 2018 - 7 aprile 2019
Testi di: Antonio Denunzio, Renato Ruotolo, Natalia Gozzano, Alison Stoesser, Giuseppe Porzio, Gert Jan van der Sman
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 28 x 24); 208 pagine; 80 illustrazioni a colori; peso: Kg 1,15
Luogo, Editore, data: Cinisello Balsano (MI), Silvana, 2018
Collana: Arte. N. 1
ISBN: 88-366-4099-0 - EAN: 9788836640997
Prezzo: Euro 34,00
Disponibilità: In commercio

 


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Dopo la morte di Giovanni Zevallos, avvenuta durante la peste del 1656, la moglie e il figlio Francesco dispersero in breve gran parte dei beni ricevuti, tanto da essere costretti a vendere anche il palazzo di famiglia a Jan Vandeneynden, capostipite del ramo napoletano di una famiglia di mercanti originari di Anversa.
Quest'ultimo, procuratore di Giovanni Zevallos già dal 1625, riuscì ad accrescere la sua fortuna nel corso degli anni, tanto da poter acquistare il Palazzo degli Zevallos tra 1659 e 1661.

Stretti rapporti di parentela legavano la famiglia di Jan a quelle di diversi artisti fiamminghi attivamente impegnati anche nel mercato dell'arte. Tale fitta rete di relazioni favorì la formazione di una delle maggiori raccolte napoletane del XVII secolo.
Il volume, nel presentare una selezione dei capolavori dalla collezione di Vandeneynden, offre una ricostruzione aggiornata delle vicende dinastiche ed ereditarie della famiglia, alla luce delle attività economiche fiamminghe nell'area mediterranea.

La mostra alle Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli ricompone una parte significativa della collezione della famiglia Vandeneynden, mercanti-finanzieri di Anversa attivi a Napoli nel Seicento. Gli studi sul collezionismo napoletano in età barocca hanno conosciuto negli ultimi decenni un forte impulso che ha consentito di riscoprire prestigiose raccolte, oggi disperse in musei e collezioni di tutto il mondo, e di definire il gusto dei loro proprietari.
È il caso di Gaspar de Roomer e, appunto, di Jan Vandeneynden e di suo figlio Ferdinando: un’accurata ricognizione dell’inventario della quadreria di quest’ultimo, redatto nel 1688 da Luca Giordano, ha sollecitato un gruppo internazionale di studiosi a coordinare le proprie ricerche nella ricostruzione di tale raccolta, riportando per la prima volta dopo secoli, nelle sale dello stesso palazzo dove furono a lungo custoditi, capolavori di grandi maestri italiani e fiamminghi.

 


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