Il patriarca bronzeo dei caravaggeschi. BATTISTELLO CARACCIOLO 1578-1635. A cura di Stefano Causa

Il patriarca bronzeo dei caravaggeschi. BATTISTELLO CARACCIOLO 1578-1635. A cura di Stefano CausaAutore: AA.VV.
Curatore: Stefano Causa
Titolo: Battistello Caracciolo 1578-1635 
Sottotitolo: Il patriarca bronzeo dei caravaggeschi
Un’idea di Sylvain Bellenger, Direttore Generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte 
Descrizione: Volume in brossura con bandelle, in formato 8° (cm 28 x 24); 400 pagine; ampio apparato iconografico a colori
Luogo, Editore, data: Napoli, Paparo, 2022
Collana: 
ISBN: 9788831983877
Condizioni: nuovo
Note:
Prezzo: Euro 45,00
Disponibilità: In commercio

 


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Oltre ottanta opere provenienti da collezioni italiane ed estere. Alcune notissime, altre inedite o meritevoli di una riscoperta. Dipinti e disegni di colui che, documenti alla mano, fu quanto di più vicino a un allievo in senso stretto il Caravaggio ebbe mai. Stiamo parlando di Battistello Caracciolo nato a Napoli nel 1578 e che si educa, come pittore ad affresco, in quell’articolato e ricchissimo momento di passaggio al ‘6oo che le chiese napoletane e le sale del secondo piano di Capodimonte documentano al più alto livello desiderabile.

Tra gli artisti della scena locale Battistello è uno dei primi in assoluto a orientare il proprio lavoro sulle opere del Caravaggio; già conosciuto a Roma (nel 1600) e riguadagnato finalmente a Napoli nei due soggiorni alla fine del 1606 e nel 1609.

Si riapre così il libro dei conti con il caravaggismo meridionale: capitolo cruciale del moderno, che dura fino almeno a Vincenzo Gemito e ad Antonio Mancini, e che non ha smesso, da oltre un secolo, di solleticare l’interesse di studiosi e pubblico.
Anche per questo non ci dispiacerebbe se il dedicatario ideale di questa esposizione monografica proprio Roberto Longhi (1890-1970), lo scrittore e storico d’arte che, con un saggio del 1915, avviò prepotentemente gli studi sul Caracciolo.

Certo, non è la prima volta che si decide di dedicare una esposizione al naturalismo napoletano. Fu infatti nel 1991, ormai trent’anni fa che, nelle sale del Castel Sant’Elmo il compianto Ferdinando Bologna curò, con l’aiuto di Stefano Causa, una su ‘Battistello Caracciolo e il naturalismo napoletano’; in quell’occasione si vide, del pittore, una selezione di dipinti (ma nessun disegno). Tuttavia, la nostra rimane la primissima monografica in senso proprio dedicata a Battistello il primo e il più grande dei seguaci napoletani del Caravaggio.

Nondimeno, a differenza del maestro più anziano di lui di meno di un decennio, Battistello fu incisore, disegnatore di vaglia e assiduo frescante. I fogli del Caracciolo, conservati in molti dei maggiori gabinetti di grafica (tra cui un fondo consistente si trova tuttora a Stoccolma), sono lo sparo d’inizio e il miracolo del sangue del disegno meridionale.

A giudicare dalla selezione che abbiamo fatto per l’occasione, siamo di fronte alla più bella mostra sul Caravaggio senza opere del Caravaggio.
Stefano Causa

 


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