L’ORATORIO MUSICALE NEL REGNO DI NAPOLI AL TEMPO DI GAETANO VENEZIANO (1656 ca. -1716) - Antonio Dell’Olio

L’ORATORIO MUSICALE NEL REGNO DI NAPOLI AL TEMPO DI GAETANO VENEZIANO (1656 ca. -1716) - Antonio Dell’OlioCuratore: Antonio Dell’Olio
Titolo: L’oratorio musicale nel Regno di Napoli al tempo di Gaetano Veneziano (1656 ca. - 1716)
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 23,5 x 17); 156 pagine.
Luogo, Editore, data: Napoli, I Figlioli di Santa Maria di Loreto Edizioni, 2016
Collana: 
ISBN: 9788894142419
Prezzo: Euro 15,00
Disponibilità: Limitata

Il volume è stato pubblicato dall’Associazione Culturale “I Figlioli di Santa Maria di Loreto” presieduta dall’organista Maurizio Rea, in occasione delle “Celebrazioni in occasione dei trecento anni della morte di Gaetano Veneziano 16 luglio 1716 - 16 luglio 2016”, motivata dalla necessità di illustrare e guidare all’ascolto de Il Tobia sposo, “scherzo drammatico” composto dal pugliese Gaetano Veneziano nel 1690, in prima esecuzione mondiale diretta dallo stesso Maurizio Rea il 20 luglio di questo 2016 presso la Basilica del Carmine Maggiore di Napoli.


L’analisi de Il Tobia sposo del musicista pugliese ha spinto i curatori del volume a indagare i mille volti dell’oratorio musicale a Napoli e in tutto il Regno tra Sei e Settecento, genere musicale principe della Controriforma mediante il quale il mondo cattolico, impossibilitato in massima parte ad accedere direttamente alla lettura in latino dell’Antico e del Nuovo Testamento, veniva così a conoscenza delle tante storie e degli avventurosi personaggi biblici, appassionati ed edificanti, così come avveniva con la coeva pittura, gioia della vista e della mente e con l’oratorio godimento, invece, dell’udito e dei sensi.
Sono stati presi in considerazione e affidati a vari autori i diversi argomenti trattati dal volume, spaziando dalla produzione oratoriale di Veneziano, con uno sguardo specifico quindi al Tobia sposo, alle attività musicali dei padri della Congregazione dell’Oratorio, a Napoli più conosciuti come “Girolamini”, che dovendo diffondere il carisma del loro fondatore san Filippo Neri ebbero il peso maggiore rispetto ad altri ordini religiosi nella diffusione del genere a Napoli. Non è stato trascurato il Settecento, con le figure di Giovanni Veneziano, figlio di Gaetano, come autore del Giuseppe giusto (1733), e la personalità di Niccolò Jommelli, del quale viene ipotizzata un’esecuzione in Sicilia e precisamente a Piazza Armerina del suo oratorio Il Sospetto di S. Giuseppe con Maria SS. alla metà del XVIII secolo.
Chiude il volume un saggio sulla persistenza delle pratiche devozionali “colte” sei-settecentesche nei riti popolari ancora in uso soprattutto nelle periferie del Regno, prendendo in considerazione l’Abruzzo “ulteriore” e “citeriore” con l’emigrazione dei suoi musicisti verso la Capitale tra Sei e Settecento e fornendo una prima mappatura religiosa e devozionale dei centri del suo territorio che hanno contribuito all’affascinante storia dell’oratorio musicale.
[Domenico Antonio D'Alessandro]

Il lavoro raccoglie i contributi di cinque studiosi esperti nell’ambito degli oratori musicali. L’indagine intende perlustrare le prerogative di questo genere musicale non solo nella città partenopea, ma anche nelle province del Regno.
Il contributo di Antonio Dell’Olio (pp. 1-42) indaga Il Tobia sposo (1690), scherzo drammatico in due azioni di Veneziano, illustrandone gli aspetti letterari e musicali e ricostruendone il libretto, al momento inesistente.
Con problemi simili si confronta anche Marina Marino (pp. 67-92) che provvede alla ricostruzione del testo del Giuseppe giustomusicato da Giovanni Veneziano, figlio di Gaetano, ed esponente di punta della vita musicale napoletana.
Una mappa del genere oratoriale a Napoli non può eludere le testimonianze musicali custodite nella biblioteca girolamina. Lo scritto di Lilia Flavia Fidenti (pp. 43-66) suggerisce vari percorsi di lettura stimolati dalle pagine prigioniere ed inaccessibili della biblioteca filippina.
Con perizia e metodo scrupoloso Nicolò Maccavino (pp. 93-120) compie la sua ricognizione intorno a una possibile pagina jommelliana rintracciata presso l’archivio della chiesa madre di Piazza Armerina.
Infine, il contributo di Paola Besutti (pp. 121-138) traccia una prima inedita mappatura del fenomeno oratoriale in Abruzzo.

Il volume è corredato degli incipit testuali e dei titoli degli oratori presenti, strumenti di ricerca preziosi e utili a superare la cronistoria locale e colmare le lacune della storiografia corrente.

 

 


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