PASQUALE DI COSTANZO. Una vita per il San Carlo - Bruno Cagnoli

pasquale di costanzo bruno cagnoliAutore: Bruno Cagnoli
Titolo: Pasquale di Costanzo.
Sottotitolo: Una vita per il San Carlo.
Descrizione: Volume in 8°, rilegato, con sopraccoperta, pagine 453, 351 ill.ni b/n e colori, tiratura di 1400 esemplari numerati (ns. es. n. 1310)
Luogo, Editore, Data: Napoli, Casa Edtirice Fausto Fiorentino, 1992
Prezzo: Euro 50,00
Disponibilità: 2 esemplari

 


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Quando si pensa a Napoli non si può fare a meno di pensare subito al Teatro San Carlo, che da oltre 250 anni impone il suo autorevole prestigio internazionale nell'affascinante arte musicale.
Il volume è dedicato a Pasquale Di Costanzo, responsabile del San Carlo dal maggio 1944 (subito dopo l'occupazione degli Alleati) con l'Aida al dicembre 1972 con la Turandot.



Di Costanzo (ricco commerciante di stoffe, decoratore e scenografo di manifestazioni teatrali e di arte varia anche fuori della città di Napoli), riesce a far risorgere dalla prostrazione della seconda guerra mondiale l'antica fama e la riconosciuta dignità del San Carlo. Egli si dimostra capace, nel difficile periodo tra il 1946 ed il 1948, di portare sul podio i più prestigiosi direttori e sulla scena i più rinomati cantanti del tempo, stimolando con coraggio e fervore l'allestimento di importanti e difficili Opere.

Con modestia, dignità, consapevolezza e passione, da Sovrintendente dell'ente lirico napoletano, conclusasi l'occupazione alleata, Di Costanzo organizza con ardore l'attività del teatro trasferendo il Complesso teatrale all'estero, sostenendo la stagione lirica estiva, facendo riemergere l'opera comica-buffa radicata nella storia della Scuola musicale di Napoli, ristrutturando funzionalmente il teatro, istituendo la scuola di ballo, facilitando la collaborazione con il Teatro Mercadante di Napoli, con l'Associazione Alessando Scarlatti, con l'Accademia Musicale «Alfredo Casella» e con il Circolo Artistico Politecnico.

L'attività artistica del San Carlo si basa sulla realizzazione di opere liriche, balli, concerti, spettacoli di prosa, estendendo l'attività ai Giardini del Palazzo Reale, alla Villa Floridiana all'Odèon e al Teatro della Reggia di Caserta, all'Arena Flegrea e al Teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli.

Con vero intuito artistico Di Costanzo scrittura per il San Carlo artisti che diventeranno famosi: la Pobbe e la Gencer, la Stella e la Suliotis, la Scotto, Giuseppe Distefano, Franco Corelli, Renata Tebaldi, Maria Callas...

In riconoscimenti all'estero per Di Costanzo sono notevoli: Legion d'onore del Governo francese, Gran Croce al merito della Repubblica federale tedesca, Ordine della bandiera jugoslava con fronde d'oro.

Il periodo di splendore del San Carlo, mantenuto dalla gestione Di Costanzo, si chiude artisticamente nel 1972 con una Turandot severamente giudicata e fischiata dal pubblico, con turbolente conseguenze per il direttore artistico (maestro Razzi), «letteralmente sequestrato dai rappresentanti sindacali dell'orchestra e del coro».

Pasquale Di Costanzo nel 1973 lascia il San Carlo e il 19 luglio 1975, profondamente amareggiato, muore nella sua amata Napoli.

Bruno Cagnoli ha scritto questo volume con delicata riverenza, nei riguardi di Pasquale Di Costanzo, arricchendolo con testimonianze e documenti che da soli dimostrano l'infaticabile impresa del Sovrintendente del San Carlo. E stato giusto suggellare l'opera del Di Costanzo nella storia scritta e di questo bisogna essere immensamente grati a Bruno Cagnoli, che con sensibilità e competenza ne ha segnato le tappe e ne ha fatto rifulgere i meriti.

Salvatore Damiano Randazzo in "La Gazzetta dell'Etna", 18 luglio 1992 pag. 3

 


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