MOTTETTI SACRI AD UNA, DUE, TRE E QUATTRO VOCI CON VIOLINI PER OGNI TEMPO - Alessandro Scarlatti

MOTTETTI SACRI AD UNA, DUE, TRE E QUATTRO VOCI CON VIOLINI PER OGNI TEMPO - Alessandro ScarlattiAutore: Alessandro Scarlatti
Titolo: Mottetti Sacri ad una, due, tre e quattro voci con Violini per ogni tempo (Napoli 1702).
Edizione critica [Partitura]
Curatori: Daniela Calcamo, Daniele Cannavò, Maria Rosa De Luca
Contiene: Rorate caeli / Iam sole clarior / Infirmata, vulnerata / Totus amore languens / Mortales, non auditis? / Mitissime, dulcissime / Quae est ista / Diligam te, Domine / Properate, fideles / Est dies trophaei / Salve Regina
Descrizione: Edizione in brossura con copertina rigida telata, in formato 4° (cm 31,5, x 23,5); 308 pagine
Luogo, editore, data: Bologna, Ut Orpheus, 2012
Collana: Napoli e l'Europa. La Scuola Napoletana dal XVII al XIX secolo. A cura di Riccardo Muti. Volume 8
ISMN: 979-0-2153-2021-5 9790215320215
Prezzo: Euro 159,00
Disponibilità: In commercio

 


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Dalla prefazione: Le undici composizioni di Alessandro Scarlatti che figurano nella raccolta intitolata Mottetti sacri, stampata a Napoli nel 1702 da Michele Luigi Muzio, giunsero alla pubblicazione attraverso un percorso su cui la musicologia moderna ha fatto luce solo parzialmente. La silloge doveva essere in circolazione già dal 16 ottobre 1702, quando Lorenzo Di Lorenzo, giovane mastricello del conservatorio napoletano di S. Maria di Loreto, ricopiò il mottetto Infirmata vulnerata;

ma è verosimile che avesse visto la luce prima del 28 febbraio dello stesso anno, data in cui il viceré di Napoli Luís Francisco de la Cerda y Aragón duca di Medinaceli, indiretto dedicatario dell’opera, decadde dal suo incarico e lasciò la città partenopea. In base al ritrovamento di due ricevute di pagamento attestanti versamenti di denaro da parte di Scarlatti allo stampatore, datate rispettivamente 1697 e 1701, sappiamo che nell’arco di circa un quinquennio il compositore profuse a più riprese le proprie risorse per finanziare un progetto editoriale di cui, stando alle conoscenze attuali, ci è giunta testimonianza solamente attraverso la suddetta stampa del 1702. Quale sia stato l’effettivo iter di questa impresa editoriale non è ancora del tutto chiaro; essa rimase un fatto isolato nella carriera del maestro siciliano, del quale non conosciamo altre composizioni andate in stampa per sua iniziativa. Tuttavia tra il 1707 e il 1708 i Mottetti sacri conobbero una nuova edizione, non autorizzata, ad opera dello stampatore Estienne Roger di Amsterdam che aveva già pubblicato una raccolta di cantate sempre di Scarlatti, anche in questo caso – si presume – senza il consenso dell’autore. Con una veste tipografica più raffinata e di miglior fruibilità, la nuova edizione, che comprendeva solo dieci delle undici composizioni presenti nella stampa napoletana di Muzio, vide la luce col titolo di Concerti sacri8 e come opera seconda, giacché la raccolta delle cantate edite in precedenza figurava come opera prima.

 


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