LEGGE, POESIA E MITO. Giannone, Metastasio e Vico fra tradizione e trasgressione nella Napoli degli anni Venti del Settecento

legge_poesia_mitoAutori: Vari
Titolo: Legge, poesia e mito.
Sottotitolo: Giannone, Metastasio e Vico fra tradizione e trasgressione nella Napoli degli anni Venti del Settecento
Descrizione: Volume in 8° (cm 22 x 15); 672 pagine; illustrazioni a colori.
Luogo, Editore, data: Roma, Aracne, 2001
ISBN: 88-7999-284-8
Prezzo: Euro 21,00
Disponibilità, In commercio

Nella Napoli asburgica, nel fervido e convulso periodo di transizione tra il crollo del dominio spagnolo e l'arrivo di Carlo di Borbone, Metastasio produsse il suo primo melodramma, Didone abbandonata. Il capolavoro, realizzando una straordinaria interazione tra i linguaggi della poesia, della musica e del teatro, suscitando rapporti con la pittura e la scena urbana, offriva una leggibilità del mondo del tempo che si misurava con quella espressa dal pensiero storico-giuridico e politico di Giannone, dal pensiero filosofico-antropologico e dalla poesia di Vico. Ascendenze culturali e teoriche comuni ai tre intellettuali, con l'ambizione di servire con le loro opere alla civilizzazione e alla democratizzazione della vita e della società napoletana, caratterizzarono i rispettivi e differenti linguaggi.

Il ruolo e il significato dell'opera poetica di Pietro Metastasio, alla luce della fondativa esperienza con Napoli, con i suoi più rilevanti intellettuali, e delle prospettive di un giusto rinnovamento del futuro politico dell'Europa con l'Impero di Carlo VI d'Asburgo, vengono sottratti a immagini definitorie quanto riduttive e distorcenti proprie della storiografia ottocentesca e post-risorgimentale. Per queste l'opera letteraria di Metastasio non contribuisce alla formazione della coscienza del progresso morale e politico della nazione (De Sanctis), ovvero esprime autentica poesia solo nei rari momenti di abbandono al canto malinconico dei perduti amori giovanili, cioè come migliore espressione della lirica arcadica (Croce). Anche gli spunti critici di Antonio Gramsci sulla popolarità di Metastasio, come tendenza delle classi subalterne a identificarsi nei modelli di vita dei ceti dominanti - lirica anticipazione dell'ottocentesco romanzo d'appendice - appaiono oggi inadeguati e inadatti a identificare l'orizzonte artistico e morale della poesia metastasiana.

 

La lingua poetica di Metastasio si formò con la profonda conoscenza delle letterature e della cultura del mondo classico, dei testi biblici, della tradizione letteraria italiana ed europea fino ai suoi giorni, del mondo di pulsioni, affetti e passioni umane, rappresentato in quei testi, e di quello della vita e dei rapporti sociali post-feudali della sua epoca.


Contributi di Raffaele Ajello, Cecilia Campa, Paola Cinque, Fabrizio Coscia, Francesco Cotticelli, Leonardo Di Mauro, Giulio Ferroni, Stefano Gensini, Teresa Maria Gialdroni, Giuseppe Giarrizzo, Fabrizio Lomonaco, Maria Teresa Marcialis, Paologiovanni Maione, Reinhart Meyer, Mario Alberto Pavone, Giuseppe Ricuperati, Elena Sala Di Felice, Antonio Sorella, Mario Valente, Agostino Ziino.

Indice del volume:

Mario Valente 

Premessa in forma di Progetto 

Presentazione 

Giuseppe Galasso 

Metastasio e Napoli 

Sezione I 

GLI INTELLETTUALI E LA VITA CIVILE 

Raffaele Ajello 

Una cultura 'trasgressiva' nella formazione di Metastasio. Aspetti del dibattito epistemologico a Napoli negli anni Venti del Settecento 

Giuseppe Ricuperati

Pietro Giannone da Napoli a Vienna, alle prigioni piemontesi:per una rilettura critica

Stefano Gensini

G. B. Vico e la tradizione della retorica civile e dell'ingegno: tra Napoli e l'Europa

Giuseppe Giarrizzo

Da Napoli a Vienna: il circolo meridionale della filosofìa del Metastasio

Sezione II

 

METASTASIO E LA TRADIZIONE

 

Mario Valente

Pietro Metastasio e il senso del "tradere"

Fabrizio Lomonaco

Tra "Ragion poetica" e vita civile: Metastasio discepolo di Gravina e Caloprese

Giulio Ferroni

Il Metastasio napoletano tra l’”Istoria civile" e la "Scienza nuova"

Sezione III

 

METASTASIO TRA TEORIA E PRATICA TEATRALE

 

Maria Teresa Marcialis

"Un'imperfetta tragedia che non può avere applauso fuori delle note e del canto". Il melodramma fra bizzarria e illusione

 

Elena Sala Di Felice

Non solo i classici: Metastasio lettore delle "Réflexions critiques sur la poesie et sur la peinture" di Jean-Baptiste Du Bos

Francesco Cotticelli - Paolo G. Maione

Funzioni e prestigio del modello metastasiano a Napoli: Saverio Mattei e le proposte di una nuova drammaturgia

Fabrizio Coscia

La scena del mito nel teatro di Metastasio

Sezione IV

 

METASTASIO E LA MUSICA

 

Teresa M. Gialdroni

"Quella grazia che non nasce dalla stravaganza". Osservazioni sul gusto musicale di Metastasio

Cecilia Campa

Metastasio, Napoli e l'Europa: omologazione del melodramma tra estetica dell'imitazione e modelli riformistici

Paola Cinque

La declamazione tra parlato e canto nel secondo Settecento e Pietro Metastasio

 

Reinhart Meyer

Die Rezeption der Dramen Metastasios im 18. Jahrhundert

 

Sezione V

 

METASTASIO E NAPOLI "INSTRUITA" E COSTRUITA

 

Mario Alberto Pavone

Riflessi del teatro metastasiano sulla pittura napoletana della prima metà del Settecento

Leonardo Di Mauro

Architettura e urbanìstica a Napoli al tempo di Pietro Metastasio

APPENDICE

 

Antonio Sorella

Tre lettere autografe di Pietro Metastasio ad Anna de Amicis

Indice dei nomi

 

 


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