POMPEI E L'EUROPA. 1748-1943 - Massimo Osanna, Maria Teresa Caracciolo, Luigi Gallo

pompei e l'europa 1748 - 1943 mostraCuratori: Massimo Osanna, Maria Teresa Caracciolo, Luigi Gallo
Titolo: Pompei e l'Europa. 1748-1943
Catalogo di Mostra.
Napoli, Museo Archeologico Nazionale e Anfiteatro degli Scavi di Pompei; mercoledì 27 maggio 2015 - lunedì 2 novembre 2015
Edizione in lingua italiana
Descrizione: Volume in formato 8° (cm 27 x 21); 350 pagine; 320 illustrazioni a colori; peso: Kg 1,60
Luogo, Editore, data: Milano, Electa-Mondadori, 2015
ISBN: 88-918036-1-8 - EAN: 9788891803610 
Altre edizioni disponibili: English Edition (ISBN: 88-918036-2-6)
Prezzo: Euro 40,00
Disponibilità: In commercio

Un grande progetto espositivo per raccontare la suggestione evocata dal sito archeologico di Pompei sugli artisti e nell'immaginario europeo, dall'inizio degli scavi nel 1748 al drammatico bombardamento del 1943. È Pompei e l'Europa. 1748 - 1943, la mostra a cura di Massimo Osanna, Maria Teresa Caracciolo e Luigi Gallo che apre al pubblico il 27 maggio 2015 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e in contemporanea all'Anfiteatro di Pompei, affiancandosi per importanza e prestigio al programma di eventi previsti per Expo Milano 2015.



Promossa dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia e dalla Direzione Generale del Grande Progetto Pompei, con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la rassegna - organizzata da Electa e il cui allestimento è affidato a Francesco Venezia - si articola come un vero e proprio viaggio, grandioso e complesso, in cui l'antico dialoga con il moderno, la natura con le arti e l'archeologia.

A scandire la prima delle due tappe del percorso espositivo, suddiviso in quattro sezioni cronologiche, più di 250 opere tra reperti antichi e capolavori moderni (dipinti, disegni, raccolte di stampe, progetti architettonici, fotografi e, sculture, oggetti, libri, ecc.), provenienti dai più grandi musei italiani e stranieri e riunite per l'occasione nel salone della Meridiana del Museo Archeologico di Napoli. Il continuo confronto che ne scaturisce documenta come Pompei, con le sue rovine sepolte e la sua classicità, abbia aff ascinato per quasi duecento anni gli artisti di tutta Europa - da Ingres a Picasso, da Normand a Le Corbusier, da Moreau a Klee -, influenzato il gusto di intere corti e residenze, nella letteratura come nel teatro, nella musica come nell'estetica, svolgendo un ruolo fondamentale anche per gli sviluppi dell'archeologia moderna.

Una riscoperta davvero eccezionale e rivoluzionaria quella di Pompei la cui quotidianità, sconvolta dalla terribile eruzione del 79 d.C, viene rievocata e riportata alla luce direttamente nello spazio dell'Anfiteatro, dove si snoda il secondo itinerario della mostra.
Qui, per la sezione "Rapiti alla morte" a cura di Massimo Osanna e Adele Lagi, i calchi realizzati a partire da quelli di Giuseppe Fiorelli, rilevando le impronte lasciate dai corpi degli sfortunati abitanti della città nel materiale vulcanico, vengono presentati per la prima volta al pubblico dopo il recente restauro della Soprintendenza.
Ad accoglierli un progetto di Francesco Venezia di grande impatto e forza evocativa pensato per ospitare, a completamento del percorso espositivo, anche la mostra "La fotografia" curata da Massimo Osanna, Ernesto De Carolis e Grete Stefani.

 


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