LE CASE ED I MONUMENTI DI POMPEI. DISEGNATI E DESCRITTI - Fausto Niccolini, Felice Niccolini

LeCaseediMonumentidiPompeiDorsiAutore: Fausto Niccolini, Felice Niccolini.
Titolo: Le case ed i monumenti di Pompei. Disegnati e descritti. (rist. anast. 1854-1896)
Sottotitolo: Saggio introduttivo di Stefano De Caro.
Ristampa anastatica della prima edizione (1854-1896) della monumentale opera contenente 451 tavole, disegnate oltre che dai Niccolini, da Giacinto Gigante Teodoro Duclère, Achille Vianelli, Giuseppe Abbate, Geremia Discanno, ecc.
Descrizione: Voll. 1/4; f.to cm 44 x 32; pagine di testo 650 circa; 451 tavole a colori; stampata su carta Pordenone della Cartiera di Cordenons appositamente fabbricata; legatura artigianale con dorso in pelle, incisioni in oro e piatti in tela; racchiusa in elegante cofanetto rigido.
Tiratura rigorosamente limitata di 1499 esemplari numerati progressivamente a mano e LIX riservati all'editore.
Luogo, Editore, data: Sorrento (NA), Franco Di Mauro.
Prezzo: Euro 4128,00
ISBN: 9788887365368
Disponibilita': In commercio

 Quando apparve, nel 1854, il primo fascicolo de Le case ed i monumenti di Pompei disegnati e descritti da Fausto e Felice Niccolini, figli dell'illustre Antonio, architetto principe della Napoli neoclassica che aveva diretto per anni il Reale Istituto di Belle Arti, esso dovette essere visto come un segno di grande modernita', ma nello stesso tempo anche di rassicurante continuita' con la migliore tradizione napoletana.


Si abbandonava infatti il vecchio bianco e nero delle incisioni del "Real Museo Borbonico", la grande opera che Antonio Niccolini (e poi da ultimo lo stesso figlio Fausto) aveva diretto dal 1824, per adottare, per la prima volta a Napoli, e con evidente buona riuscita, la piu' moderna tecnica della cromolitografia, ma si continuava di quell'opera l'ampiezza di concezione del progetto, volto ad illustrare con sistematicita' l'intero corpus dei monumenti pubblici e privati fino ad allora messi in luce nella citta' antica che costituiva il primo vanto culturale del Regno.


Era dai tempi delle Ruines di F. Mazois che non si affrontava una simile impresa, e dovette apparire in sintonia col migliore spirito del tempo che essa fosse rigorosamente privata, agilmente stampata e venduta a fascicoli, e che ad essa fossero ora chiamati a collaborare studiosi italiani di alto profilo scientifico e una squadra dei migliori disegnatori del tempo.
Nessuna meraviglia che pochi anni dopo, subito dopo l'Unita', nel 1861 Giuseppe Fiorelli, il grande pompeianista e certamente il piu' celebre archeologo italiano del tempo scrivesse in una lettera dell'amico Fausto Niccolini come di colui «per opera del quale il nostro Pompei ha ricevuto tanto lustro e decoro, che bene possiamo gloriarci di quella sua splendida pubblicazione, la quale non trova riscontro in nessuna altra in Europa».
Ed era per molti aspetti vero: i grandi in folio de Le case ed i monumenti di Pompei disegnati e descritti superavano infatti per ambizione e risultati la stessa impresa pubblica del "Real Museo Borbonico" ponendosi da un lato sulla scia della grande tradizione delle settecentesche "Antichita' di Ercolano" e dei recenti volumi delle grandi Accademie straniere, dall'altro puntavano ad offrire al nuovo pubblico, nazionale e straniero, degli Scavi di Pompei, ormai ben piu' numeroso dei "Grandtouristi" settecenteschi, una documentazione completa dei monumenti in cui la piacevolezza delle tavole a colori si unisse alla fedelta' della documentazione.

In un momento in cui Pompei sta ormai da anni in cima alle vette dell'affollamento turistico e si tenta con fatica di indirizzare questa fiumana frettolosa di oltre due milioni di visitatori per anno verso una piu' meditata visione della citta' e della regione antica, ristampare nella loro interezza i quattro volumi de Le. case ed i monumenti di Pompei disegnati e descritti non è perciò forse semplice opera retrospettiva, ne di pura nostalgia, ma può servire a ricordarci, riproponendoci quel sogno tardo ottocentesco di una civilta' antica ritrovata con fedelta' e rivissuta attraverso i colori delle sue tavole, il dovere, che noi ancora non abbiamo assolto, pur essendo di quelTobbligo eredi diretti, di conservare e salvaguardare per il futuro Pompei, citta' fragile, proteggendola anche dal suo stesso ormai quasi esclusivo ruolo di 'grande attrattore turistico".

... Nella descrizione generale che precede le illustrazioni dei diversi monumenti abbiamo riassunto ed esposto, a secondo delle speciali incidenze i riti religiosi, i costumi, gli usi, le militari discipline, le industrie, il commercio, gli spettacoli in fine ciò che costituiva il vivere civile di quell'antico paese. Il quale può chiamarsi ben a ragione il libro piu' eloquente che s'abbia la storia dell'antichita', perocché colta Pompei alla sprovvista dalla morte, pei fulmini del vicino Vesuvio, oggi quasi rivive, esempio unico nelle vicende dei tempi, e dopo ben diciotto secoli riflette come un lucido specchio la vita pubblica e domestica dei suoi antichi abitatori. E cosi' per mutar di fortuna noi ora chiamiamo ben avventurosi quei fulmini perché ci tramandarono intatti dalle ingiurie degli anni e degli uomini tanti preziosi tesori, tante peregrino memorie...

Opera imponente, la piu' importante e dotta sulle rovine di Pompei assai particolareggiata, iniziata dai fratelli Fausto e Felice figli del piu' famoso Antonio e continuata da nipote Antonio. L'opera molto interessante non solo per l'archeologo e l'artista ma anche per l'amatore ed il cultore raffinato. Oltre al testo infatti ha un corredo di tavole superba raffiguranti soggetti di pittura, di arte statuaria, templi, teatri, abitazioni, vasi, armi.. tutte di una mirabile finezza realizzate nei vividi e freschi colori pompeiani che danne un'idea esatta dell'arte ornamentale presso gli antichi.

 


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