CARTE GEOGRAFICHE E VEDUTE DI TERRA DI LAVORO DAL XVI AL XIX SECOLO - Luigi Cardi

Carte_Geografiche_di_Terra_di_Lavoro_pAutore: Luigi Cardi
Titolo: Carte geografiche e vedute di Terra di Lavoro dal XVI al XIX secolo.
Introduzione di Luigi Valerio
Descrizione: Edizione in formato 8° oblungo (cm 21 x 29,5); 75 pagine; 50 illustrazioni a colori, di cui 2 ripiegate (cm 48 x 21).
Luogo, Editore, data: Minturno (LT), Caramanica, dicembre 2006
Prezzo: Euro 25,00
ISBN: 8874250665
Disponibilita': Pochi esemplari

 

Dall'Introduzione di Luigi Valerio
"Questo volume, che raccoglie piu' di quaranta carte geografiche e vedute, in gran parte relative alla "Terra di Lavoro", delinea anche lo spazio del Parco Regionale Riviera di Ulisse con una valenza storica. Vi sono molti motivi che giustificano questa circostanza, riconducibili non solo ai caratteri fisici di questi luoghi, osservati in queste antiche carte, ma nella maggior parte dei casi, a fatti della storia e della cultura, dei quali sono stati protagonisti gli uomini che hanno abitato, piu' o meno stabilmente, in questo territorio. Da questa fascinosa realta' è derivata, per gran parte del Golfo di Gaeta, una nostra ricchezza turistica, che dovrebbe aggiungersi a quella culturale che il parco ha l'obbligo di farsi promotore.

L'osservazione della costa dell'area protetta per la propria caratteristica, almeno nell'arco del secolo che s'è appena concluso, compiuta nelle logiche e con i metodi della geografia umana, ci pone di fronte a casi molto significativi di trasformazioni territoriali e mutamenti sociali. Non vi è dubbio che la forza propulsiva del cambiamento sia stata il turismo. Dobbiamo, tuttavia, porre in un contesto generale una riflessione intorno al concetto di territorio, alle componenti fisiche ed umane che, fondendosi, generano il paesaggio, il quale, peraltro, non è mai un dato assoluto, oggettivo. Viene ricostruito, riproposto, rinnovato in ogni istante, da ciascuno dei soggetti che agisce all'interno di esso, o s'applica alla sua osservazione, od anche ne fruisce, occasionalmente, nella banalita' della percezione paesaggistica.

Chiunque abbia modo di consultare queste cartografie, derivate dagli «atlanti», potra' osservare, in una serie di «carte fisiche» variamente disegnate e colorate, la rappresentazione simbolica, piu' o meno efficace, di paesaggi specifici, riferiti a spazi del territorio da Terracina al Garigliano o ai singoli comuni che ne fanno parte. Il cartografo, in rapporto alla dominanza di condizioni geo-morfologiche o climatiche, cui possono essere associate particolari situazioni di popolamento e di vegetazione, individua questi paesaggi, li rende distinguibili l'uno dall'altro e disegna tavole di corrispondenza tra i colori adoperati e gli aggettivi che danno conto dei principali fenomeni rappresentati: altimetrie, idrografia, i centri esistenti, batimetrie e via classificando.

Quando si parla del nostro territorio, quindi, ciascuno di noi ha in mente un luogo concreto, legato al proprio vissuto e alla propria esperienza quotidiana, sulla base dei quali siamo portati a fornirne descrizioni molto soggettive. Nel momento in cui nasce l'esigenza di comunicarlo ad altri, è necessario determinare di questi luoghi un modo preciso e senza equivoci, con l'utilizzo di documenti convenzionali di valore specifico.

È necessario gettare una sguardo al passato; man mano che si procede a ritroso troviamo documenti che offrono interpretazioni del territorio come le cartografie presentate in questo volume. Queste, oltre a contenere espliciti riferimenti a "vestigia" o "ruderi" di elementi archeologici ormai scomparsi, forniscono importanti indicazioni riguardo ai passati assetti territoriali del territorio del Golfo di Gaeta, in particolare. È indubbia l'importanza che assumono le carte piu' antiche nell'ambito dell'archeologia del paesaggio, ma anche il territorio che emerge da queste carte cinque-ottocentesche, che presentano ancora evidenti i segni ereditati da un passato piu' remoto, segni che andranno progressivamente scomparendo con l'avvento dell'era industriale e delle profonde trasformazioni del paesaggio ad essa associate.

Il recupero delle informazioni contenute in queste cartografie storiche consente, attraverso l'integrazione e la verifica con altre fonti (archeologiche, documentarie, ecc.), interpretare e comprendere il paesaggio del passato..."

 


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