NAPOLI E DINTORNI. Nei disegni della Biblioteca Nazionale - Emilio Ricciardi

napoli_e_dintorni_nei_disegni_della_biblioteca_nazionaleAutore: Emilio Ricciardi
Titolo: Napoli e dintorni.
Sottotitolo: Nei disegni della Biblioteca Nazionale
Prefazione di Maria Raffaela Pessolano.
Descrizione: Volume in 8° (cm 21 x 14); 52 pagine.
Luogo, Editore, data: Roma, Aracne, 2008
ISBN: 978-88-548-1698-5
Prezzo: Euro 10,00
Disponibilita': Si



L’immagine antica di Napoli e dei suoi dintorni ricostruita mettendo a confronto i disegni conservati nella Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III con le descrizioni della città pubblicate tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Le vedute contenute nelle raccolte della biblioteca napoletana raffigurano Posillipo e i Campi Flegrei, le isole del golfo e alcuni centri minori prediletti dagli artisti alla ricerca di scorci pittoreschi da ritrarre; i brani letterari selezionati per corredare le illustrazioni documentano la progressiva trasformazione dei luoghi e assicurano, per il contrasto degli stili dei diversi autori, una piacevole lettura.
Emilio Ricciardi, nato a Napoli nel 1958, è dottore di ricerca in Storia dell’architettura e della città. Ha pubblicato La chiesa di Santa Maria dei Vergini (Napoli, 1998), Appunti per una storia dell’urbanistica napoletana (Viterbo, 2001) e Irpinia antica (Roma, 2007).

Indice
Presentazione
Introduzione
1 Posillipo e Nisida
2 Pozzuoli, Cuma e i Campi Flegrei
3 Baia e il Fusaro
4 Ischia e Procida
5 Castellammare di Stabia e Gragnano
6 Nocera
Abbreviazioni

dal capitolo "Posillipo e Nisida":
1. Posillipo e Nisida
In tutte le descrizioni di Napoli è dedicato ampio spazio alla collina di Posillipo. Galanti ne decanta l’amenità e cita alcuni suoi monumenti; Sacco vi dedica una voce del suo Dizionario e ne riserva un’altra alla descrizione della grotta scavata dai Romani nel fianco della collina, lungo la strada per Pozzuoli.
Giustiniani si dilunga per oltre quindici pagine, cinque delle quali dedicate alla grotta che, a suo giudizio, non aveva avuto fino a quel momento «un degno scrittore, che date ce ne avesse almeno le giuste sue misure, per potersene dagli esteri formare la vera idea dello stato suo presente»; l’unico «che descritta l’avesse nella maniera, che convenivasi, e fatte ci avesse delle buone osservazioni, rilevati i suoi difetti, progettato il modo di eliminare la sua tetragine, e prese ne avesse perultimo le giuste sue misure» era stato l’architetto Michelangelo Giustiniani, padre dell’autore, «per incumbenza avutane dal comandante del corpo del genio D. Francesco Lopez Varrio», incaricato dal re Carlo di Borbone di rendere la strada «più comoda e luminosa al passaggio de’ viandanti».
Parlando di Posillipo, Giustiniani riporta epigrafi e citazioni di autori classici e descrive i principali monumenti della contrada, tra cui le tombe di Virgilio e di Jacopo Sannazzaro; ricorda la villa di Vedio Pollione, «della quale tuttavia se ne veggono gli avanzi, ove dicesi mare-piano», e quella di Lucullo, nelle cui vicinanze «quel prodigo romano» fece scavare nella roccia canali navigabili e peschiere.
Anche Galanti ricorda le «speciose ville» che affollavano quei luoghi in età romana, ed elenca gli edifici della Gajola, la «scuola di Virgilio», la grotta di Seiano e le «vaste piscine» della villa di Lucullo, ricche «de’ pesci più rari e più squisiti», per costruire le quali erano state spese «somme che appena sembrano credibili». Tuttavia, annotava lo stesso autore, questo colle che al tempo de’ Romani era coperto delle ville più magnifiche oggi è poco frequentato. I napoletani scarsamente hanno gusto per la campagna. Essi si contentano nella stagione estiva di sopportare gl’incomodi fastidiosissimi che necessariamente apporta una gran popolazione sotto un cielo molto temperato, mentre le loro campagne sono singolarmente fresche, salubri ed amene.
Tra i fogli della biblioteca Nazionale sono stati scelti una raffigurazione del Capo di Posilipo e un disegno del sepolcro di Virgilio con il monogramma P.V., che potrebbe essere attribuito a Pietro Valente, quasi certamente proprietario di una delle raccolte.
Di particolare bellezza la piccola raffigurazione dell’isola di Nisida vista dal mare, con l’edificio del lazzaretto in primo piano e la costa di Bagnoli sullo sfondo resi con pochi rapidi tratti; il disegno è corredato da una breve legenda, riportata nella didascalia dell’immagine….

 


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