MARI DI CARTA - Giuseppe Fausto Macri'

Mari_di_Carta_pAutore: Giuseppe Fausto Macri'
Titolo: Mari di carta
Sottotitolo: La storia di Domenico Vigliarolo, un cartografo italiano alla corte del re di Spagna
Descrizione: Edizione rilegata, con sovraccoperta illustrata, in folio (cm 37 x 27,5); 224 pagine; nutrito apparato iconografico a colori, con molte illustrazioni a tutta pagina e diverse su doppia pagina; stampa su Carta Tintoretto Stucco/gesso gr 120.
Luogo, Editore, data: Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2007
Prezzo: Euro 48,00
ISBN13: 9788849818307
Disponibilita': in commercio

Di Domenico Vigliarolo, sacerdote cartografo di Stilo ora semisconosciuto al grande pubblico, ma ben noto ai maggiori studiosi del settore, è qui ricostruita la parte biografica di maggior interesse, quella, cioè, relativa al periodo spagnolo (1582 1596), durante il quale egli rivesti' l'importante incarico di Cosmografo della Casa de Contrataciòn (l'istituzione delegata al controllo della via delle Americhe).

Queta pubblicazione riunisce per la prima volta tutta la sua produzione cartografica sinora conosciuta e attualmente conservata nelle maggiori istituzioni museali del mondo. Tra i vari documenti compaiono un inedito assoluto, rintracciato dall'autore presso la Biblioteca Reale di Madrid, un esemplare conservato presso la Biblioteca Vaticana sinora erroneamente ritenuto anonimo e un Atlante conservato a New York, composto da nave fogli di cui, sinora, ne era stato pubblicato uno soltanto da Almagia' nel 1942.

Il testo rimarca il forte legame tra Vigliarolo e la sua Calabria e fornendo tra l'altro, in molte carte (su cui spicca sempre in bella evidenza il toponimo natale di Stilo) preziose indicazioni storico geografiche sulla Calabria del Seicento.

Mari di carta è un'opera aperta alla ricerca su quanto rimane ancora da scoprire sui periodi antecedenti e successivi a quello spagnolo di Vigliarolo; uno squarcio di luce sull'impenetrabile alone di mistero che ha avvolto sinora questo personaggio le cui opere mettono in risalto la sua figura poliedrica.

Opera suscettibile di imprevedibili sviluppi, specie in ordine a possibili punti di contatto con Tommaso Campanella, suo concittadino e contemporaneo e, attraverso questi, con Nicola Antonio Stigliola e con Giordano Bruno.

 


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